Notazioni sparse


Non un "diario di queste elezioni" ma solo alcune notazioni sparse, considerazioni a margine, sensazioni...
lunedì 10 aprile 2006, di Sergej - 750 letture

1. Eravamo abituati al volantinaggio selvaggio, le città inondate di depliant e di "santini". Il porta-a-porta della propaganda elettorale. In queste elezioni tutto questo folklore sembra essere scomparso. La nuova legge elettorale che non dà più la preferenza ai singoli candidati ha avuto come effetto più evidente quello di ripulire le strade. Una campagna elettorale che passa tutta sulle televisioni e sui giornali. Siamo tutti a sentire cosa dice il Premier e cosa ha da ribattere il suo oppositore politico. Qualche, vago rimpianto: in passate elezioni capitava che tu scendevi per strada e la gente, perfetti sconosciuti ma anche vicini di casa, ti fermavano e ti salutavano. E ti consegnavano il "santino", dato che ognuno aveva il proprio sponsor politico. Una nazione intera sponsorizzata da Qualcuno. Questa campagna politica da questo punto di vista è stata più triste. Meno dispendiosa: meno alberi sacrificati al demone politico, ma anche meno lavoro per i tipografi che, poverini, contavano sulle elezioni per far quadrare i bilanci.

2. Il nuovo sistema elettorale è la vendetta dei partiti. Messi in difficoltà negli anni Novanta, quando sembrava che tutti ce l’avessero con loro - quasi che corruzione e malgoverno fosse solo colpa loro, dei partiti e dei loro segretari -. Sotto sotto, quatti quatti, si sono ampiamente reimpossessati della politica. Il nuovo Parlamento sarà composto da deputati che dovranno la loro nomina non al "popolo sovrano ed elettore", ma al partito di riferimento. Non si può parlare di golpe: la riforma elettorale è passata attraverso il parlamento. Ma forse una maggiore attenzione da parte di noi tutti non avrebbe fatto male.

3. Gli exit poll hanno dato la vittoria all’Unione. Ancora una volta, il popolo della destra si vergogna di dichiarare il proprio voto mentre la sinistra non perde occasione di rivendicare il proprio orgoglio. Anche in questo, un modo diverso di stare al mondo.

4. Ferrara ha minacciato di spogliarsi. Restiamo in trepidante attesa, davanti agli schermi che centellinano i dati facendo avanzare una volta questo, una volta l’altro. Siamo terrorizzati di quello che potrà accadere.

5. Nel giorno del voto, le dimissioni di Pezzotta da segretario della CISL. I politici della DC sono pronti alle armi.

6. L’ultimo tocco della propaganda elettorale è stato l’incidente che ha coinvolto Berlusconi e la sù mamma. Per un popolo di mammoni come quello italiano è stato un incidente decisivo per risollevare le sorti di un Premier che sa che, comunque, non sopravviverà alle elezioni. Chi lo defenestrerà: Casini o D’Alema? Finirà presidente della Repubblica o esule inquisito?

7. In caso di vittoria della Destra, all’interno della coalizione di Sinistra qualcuno dovrà andarsene in pensione: una seconda sconfitta è decisamente troppo.

8. In caso di patta, chi sarà il primo che proporrà la "coraggiosa" e "innovativa" idea della Grande Coalizione, alla "tedesca"?

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un solo appunto :
11 aprile 2006

l’elettore di destra non si vergogna di dichiarare il proprio voto, semplicemente si occupa poco di politica e non regala la propria anima ad un partito nè sente l’esigenza di sbandierare la propria intenzione di voto in quanto la ritiene personale e sa dividere molto bene la vita privata dalle vicende politiche, invece la sinistra conta su un elettorato agguerritissimo basato sulle clientele: ad esempio si sa che i dipendenti statali in linea di massima sono a sinistra per convenienza, adorano dichiarare il proprio voto e la propria appartenenza politica, fanno politica in modo attivo perchè devono tutelare alcuni ben precisi privilegi. Ma l’italiano normale non ama i partiti, in fondo non ama la politica e sa che non è dalla politica che potranno giungere sostanziali novità per la propria vita.
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