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“Non abbiamo più paura!”

Onoriamo un grande uomo, venuto sulla terra per insegnarci ad amare.
di Paola Fagone - sabato 2 aprile 2005 - 6073 letture

Nei primi anni novanta, la cantante irlandese Sinead O’ Connor strappò, in diretta televisiva, su “Saturday Night Live” l’immagine del Papa gridando: “Combatti il vero nemico!”.

La cantante irlandese, nella sua attuale trasformazione in suor Bernadette-Marie di una congregazione non approvata dal Vaticano, stracciando in diretta la foto del Papa, protestava contro la politica repressiva attuata dalla Chiesa cattolica nel suo paese. Fu uno scandalo e la riprovazione internazionale piombò sulla infelice O’Connor, che venne etichettata come un’eretica.

E’ questo un episodio significativo per rendere omaggio ad un grande uomo, amatissimo, ma altrettanto temuto. Nemico Giovanni Paolo II lo è, potente nemico di coloro che vengono trafitti dal suo carisma, dalla sua innata comunicativa; da coloro che antepongono gli interessi spirituali a quelli materiali.

Di costoro è acerrimo nemico il Grande Papa. Un personaggio scomodo che ha ridisegnato con le sole parole, i confini e le geografie terrestri. Spingendosi fino ai luoghi più inaccessibili, profanati dai regimi moderni, dai conflitti che hanno spaccato il mondo e continuano a farlo, contrapponendo le due culture millenarie, quella occidentale e quella orientale. Per qualche tempo ho creduto anche io che la Chiesa fosse troppo in contrasto con le reali sofferenze dell’uomo, fin troppo spesso segnato dalle avversità del proprio destino.

La politica mondiale ha mostrificato l’umanità. Il potere e il denaro hanno finito per annientare l’uomo e questo il Santo Padre lo sa e ne ha combattuto, senza armi, le nefandezze.

La reggia secolare di Cristo, per molto tempo non ha influenzato positivamente le scelte politiche mondiali. Con Giovanni Paolo II e solo attraverso Lui, la Chiesa Cattolica ritorna alla ribalta, determina la fine dei regimi, mette al centro del mondo l’uomo, la famiglia, la morale, i giovani come risorsa del futuro. Il Suo cammino terreno ha determinato e contribuito a fare prendere coscienza ai potenti delle nazioni l’assurdità di alcune scelte storico-politiche. Vivendo appieno le insensatezze del Novecento, ne ha compreso le dinamiche condannandone apertamente gli esiti infelici e soprattutto chiedendo perciò perdono. Le guerre, la fame, le malattie, i genocidi, la mafia e tutte le opere umane distruttive sono state condannate nei loro luoghi, presidio di illegalità, di purulenza inaudita.

Il Papa sovversivo, rivoluzionario, che tanto piace ai giovani, ha predicato il Vangelo tra la gente, che ha raggiunto nei suoi numerosissimi viaggi intorno al mondo, rassicurando, con la sua presenza i derelitti, i bambini, i sofferenti. La Chiesa con Giovanni Paolo II ha vissuto il suo momento di luminosità, di attenzione mondiale, in un momento in cui il contrasto con le moderne civiltà era fortissimo.

Le questioni etiche, la contraccezione, l’aborto, il lavoro dignitoso, tutte tematiche sociali affrontate dal Papa.

Gli scontri durissimi, le delusioni, l’ultima sulle radici cristiane del vecchio continente europeo, o l’amarezza di non potere visitare la distante ex Unione Sovietica, per un uomo tenace che fino alla fine dei suoi giorni, rimane aggrappato alla vita ed infonde speranza a quanti lo seguono in questo trapasso doloroso. Abbiamo compreso l’avversione per le cosiddette “guerre sante” di tutti i tempi, perché nessuna santità si addice alla violenza, alla strage degli innocenti e una immensa gratitudine verso il nostro Santo Padre ed il suo illuminante esempio.

La nostra generazione, che non ha vissuto le guerre, ma combatte ogni giorno contro i mostri dell’insofferenza, della presunzione, dell’ossessione e l’orrore per la malattia, in questi giorni, attraverso il suo personale calvario, ci fa comprendere con estrema naturalezza e serenità, quanto sia importante avere rispetto per la vita e le sue molteplici forme, ma cosa più importante, avere rispetto per la morte, che non ci farà più paura, alla quale dobbiamo abbandonarci, senza esitazione anche quando l’ultimo nodo si è sciolto.

Grazie Santo Padre, il tuo amore è nel cuore di tutti.


Leggi la poesia: Epilogo, di Giovanni Paolo II


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“Non abbiamo più paura!”
28 marzo 2007, di : andrea

un grande uomo... sono pienamente daccordo su ciò che dite... karol l’uomo della gioventù, l’amico dei giovani, ma soprattutto un grande amico.