No, ma restate comodi. Non vi alzate per festeggiare il 25 aprile...

di Ugo Giansiracusa - sabato 25 aprile 2020 - 423 letture

No, ma restate comodi. Non vi alzate per festeggiare il 25 aprile. Per festeggiare la liberazione del paese dal nazifascismo.

Certo i partigiani non immaginavano che un giorno su quei banchi difesi con il sangue si sarebbero seduti degli individui come voi.

E vi paghiamo pure per insultare chi vi ha permesso di far sentire le vostre becere parole.

Ma fateci un favore, non alzatevi neanche ner venirci in parlamento, dato che per voi la lotta per questa democrazia e questa repubblica non vanno festeggiati.

Non alzatevi dal letto, che poi magari vi scappa qualcosa tipo che il governo non e democratico.

Non uscite di casa per andare in giro in un paese liberato e democratico che poi potreste ritrovarvi a bighellonare da uno studio TV all’altro a dire che non c’è libertà di informazione.

Non alzatevi dalle vostre comode poltrone da dirigenti di partito per festeggiare chi ha dato la vita contro un regime che aveva un solo ed unico partito. E se non avevi la tessera giù botte.

Non alzatevi. È una festa divisiva.

Da questa parte ci stanno le persone che lottano per la libertà.

Dalla vostra parte c’è chi la libertà vorrebbe cancellarla, proprio come era allora.

Siete pericolosi. Veramente. Perché non vi fermate davanti a nulla. Perché non conoscete il benché minimo valore condiviso. Perché fate di tutto per nascondere la realtà.

Per tutto quello che avete dovete ringraziare la storia iniziata quel 25 aprile.

Non è la liberazione ad essere divisiva.

Siete voi ad esserlo.


Che ci volete fare, per me la liberazione è una festa che mi emoziona quasi come il Natale.

E mi sento parte di una comunità.

Mi sento allegro come il primo giorno di caldo dopo l’inverno. Mi sento pieno di speranza e di fiducia. Mi sento carico di passione.

È da quando sono ragazzo che festeggio in piazza e Bella ciao è la prima canzone che mi ha fatto venire i brividi.

Cantata in coro, con il cuore, da decine e centinaia di persone. Cantata da uomini e donne e anziani e ragazzi.

Ogni anno a ricordarci che la libertà è una cosa che è stata pagata a caro prezzo e che va difesa, ogni giorno, con tutte le nostre forze.

La libertà delle donne e delle ragazze, prima di tutto, contro una società ancora patriarcale e oppressiva. La libertà di studio e di cultura, troppo spesso negata ad una enorme parte dei nostri ragazzi e ragazze. La libertà dalle mafie che distruggono interi territori e tessuti sociali. La libertà ad una vita dignitosa che troppa gente ancora oggi fatica a conquistare.

E mille altre libertà che ancora non possediamo completamente o che negli anni ci sono sfuggite di mano, dimenticate, perse. Troppo occupati ad inseguire sogni cablati e immaginari da fiction.

Ogni anno il 25 aprile è un come un promemoria.

Un promemoria che ci ricorda che i partigiani non sono figure mitologiche legate ad una battaglia ormai antica. Ma che partigiani dobbiamo essere noi, oggi. Dalla parte delle cose giuste. Contro gli orrori e le ingiustizie che infestano il presente.

Noi dobbiamo essere partigiani.

Per questo cantiamo Bella ciao.

Con il cuore che batte forte e gli occhi lucidi.


Non è mai troppo presto (o troppo tardi) per essere antifascisti.

La Costituzione è un libro di magia.

Ovvero la costituzione spiegata ai bambini e alle bambine.

Una volta, tanto tempo fa, un signore molto cattivo era diventato re, o quasi. Aveva il cuore buio buio come la notte. E quello della notte era il colore che amava, così che ci faceva vestire tutti i suoi amici.

Già questo dovrebbe farti capire che brutta persona fosse. Con tutti i bei colori del mondo, proprio quello.

Era molto permaloso. Credeva di avere sempre ragione e se qualcuno gli diceva che sbagliava si arrabbia a così tanto che gli scattava il braccio teso, in alto, rigido come un bastone.

E lo fece diventare il saluto di tutto il suo popolo.

Ma a parte questo faceva proprio male alle persone con cui si arrabbiava. E non chiedeva mai scusa.

Poi un giorno tante persone si erano proprio stancante di tutte quelle regole assurde che si inventava quel cattivone.

Figurati che qualcuno non poteva neanche entrare nei negozi a comprare da mangiare, solo perché invece di pregare in chiesa lo facevano in sinagoga. Non potevano neanche andare a scuola.

Insomma, tante persone non ne potevano proprio più e allora si misero dei fazzoletti colorati, di rosso, bianco, verde, blu. I colori, uniti insieme, contro il nero.

Si facevano chiamare partigiani.

Ci fu una guerra spaventosa che chiamarono mondiale, perché in tutto il mondo si combatteva.

E lottarono, lottarono, lottarono finché, insieme a tanti altri popoli nel mondo, non riuscirono a sconfiggere il cattivone e un suo amico bruttone.

Alla fine erano tutti stanchi e felici ma avevano ancora paura.

E se ne arriva un altro, di cattivone?

Come facciamo a proteggere i nostri figli, per sempre?

Magari loro non ricorderanno quanto è stato brutto vivere con quell’uomo nero che avevi pieni poteri.

Pensa che ti ripensa si inventarono un meraviglioso libro, pieno di formule magiche, capace di tenere lontani tutti i cattivoni.

Lo chiamarono Costituzione.

Lo fecero così bene da essere quasi indistruttibile.

E in quel libro magico c’era la risposta ad ogni domanda, o quasi. Parlava di diritti, di lavoro, di giustizia e tante altre meraviglie.

Un giorno, quando sarai più grande, te lo leggerò.

Lo hanno scritto per te.

Per proteggerti sempre.



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