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No al pizzo: il manifesto


Pubblichiamo il Manifesto del cittadino/consumatore per la legalità e lo sviluppo.
mercoledì 31 maggio 2006, di Redazione - 2251 letture

Cosciente della gravità, della complessità e della capillare diffusione del fenomeno del racket delle estorsioni nella realtà economica e produttiva siciliana, ritengo che tutto il tessuto sociale, economico e culturale nel quale agiscono gli operatori economici può e deve esercitare un ruolo attivo nella lotta contro il pizzo;

pertanto, in quanto cittadino e consumatore consapevole del proprio potere e della propria responsabilità, mi impegno a scegliere prodotti e servizi forniti da imprenditori, esercenti e professionisti che non paghino il pizzo o che, essendo stati vittime di richieste estorsive, ne abbiano fatto denuncia.

Chiedo altresì che le istituzioni e gli organi di polizia rinnovino l’azione a tutela della sicurezza e dell’attività economica di chi ha avuto il coraggio di denunciare.

Sollecito, infine, tutte le forze politiche ad un concreto impegno ed a una maggiore sensibilità verso le problematiche attinenti al racket delle estorsioni.

A tal fine si costituirà una “Commissione di garanzia” formata da dieci membri. Essa prenderà in considerazione gli operatori economici le cui denunce abbiano dato avvio ad indagini concluse almeno con la richiesta di rinvio a giudizio degli indagati, o con la richiesta di archiviazione adottata perché è ignoto l’autore del reato (e non perché la notizia di reato sia infondata). Infatti, solo a seguito di uno di questi due atti, la denuncia diventa pubblica e riceve una prima valutazione di non infondatezza ad opera di un organo giudiziario (il pubblico ministero).

In assenza di denuncia e per individuare gli imprenditori che non pagano, la Commissione di garanzia valuterà, discrezionalmente ed insindacabilmente, la serietà e l’attendibilità delle dichiarazioni presentate dagli operatori economici interessati, anche su segnalazione di fondazioni antiracket o di associazioni che forniscono sostegno legale e psicologico alle vittime di reato. La Commissione renderà poi nota ai sottoscrittori del manifesto la lista degli imprenditori che aderiranno all’iniziativa e presso cui recarsi per gli acquisti o per la corresponsione dei servizi, specificando la motivazione in base alla quale si è proceduto all’inserimento nella lista stessa (denuncia o altro).


Per ulteriori informazioni sulla campagna, oltre che su Girodivite, visita il sito Addiopizzo. Sul menù di destra il documento pdf per aderire. Compilare e spedire a: Comitato Addiopizzo - Via Badia 52, 90145 Palermo.

La lista di imprenditori e negozianti che hanno aderito e che non pagano il pizzo (e presso cui si possono fari acquisti eticamente motivati) è a questa pagina di AddioPizzo.


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No al pizzo: il manifesto
8 giugno 2006

Orsù dunque, andiamo tutti contro i pizzaioli!

Ribelliamoci!

Perchè si sa che se esiste la mafia è solo perchè i nostri antenati sono stati troppo vigliacchi!

Ora tocca a noi dimostrare che il nord non ha mai avuto capibastone siciliani!

Andiamo tutti a far un bel tuffo!

Dal film: "Il miglio verde siciliano"

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