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No ai termovalorizzatori


La decisione del governo Prodi di riavviare il processo di costruzione dei termovalorizzatori (= inceneritori) è di inaudita gravità...
giovedì 14 giugno 2007, di Barbara Crivelli - 1958 letture

La decisione del governo Prodi di riavviare il processo di costruzione dei termovalorizzatori (= inceneritori) è di inaudita gravità o, più esattamente, di usuale disprezzo delle lotte popolari. Da Vicenza ai NO Tav. Un disprezzo che si manifesta nel dispositivo governativo che dispone una tale devastazione " al fine di agevolare il percorso di riqualificazione del territorio e di risanamento ambientale".

Le lotte dei comitati, le posizioni assunte dalla CGIL anche nel recente convegno regionale sul Piano energetico, hanno messo in evidenza che l’impatto ambientale dei termovalorizzatori (= inceneritori è insopportabile). Non si tratta del numero ( 4 oppure 1), ma della devastazione che ognuno di questi impianti provoca sull’ambiente e sulle economie della zona sia dal punto di vista delle emanazioni gassose che da quello delle infrastrutture. Come è stato messo in evidenza in molte occasioni, questo progetto, lungi dall’affermare il problema dello smaltimento dei rifiuti, rappresenta un meccanismo di speculazioni a danno delle popolazioni e a favore delle multinazionali. In questa direzione va il sovradimensionamento degli impianti che richiede una importazione di rifiuti dal resto del paese confermando così il ruolo da sempre assunto dalla regione di pattumiera dell’Italia, come dimostra l’inaudita concentrazione dell’industria chimica pesante nei poli di Milazzo, Gela , Priolo. In quest’ultimo, caratterizzato, come gli altri, da un pesantissimo inquinamento ambientale, dal fortissimo aumento delle patologie tumorali e neonatali, si dovrebbe sommare una nuova potentissima sorgente di veleni.

Non meno inquinante, sul piano politico, la disponibilità del governo Prodi a violare le Direttive dell’Unione Europea per favorire le politiche del plurinquisito Cuffaro.

"Lavoro Società", Area Programmatica in CGIL, impegna tutte/i i lavoratori alla mobilitazione contro le politiche di devastazione ambientali. Catania, 13.06.2007

Il Coordinamento Provinciale Lavoro Società Area programmatica in CGIL - Catania

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No ai termovalorizzatori
15 giugno 2007, di : palpri

ASSASSINATI GRATIS E “DEMOCRATICAMENTE”

La recente decisione dei ministri dell’Ambiente e della Salute di far costruire i termovalorizzatori in Sicilia, fra cui quello di Augusta, pur con la riduzione delle emissioni “fissata” al 50% e dalla “auspicata” maggiore quantità di raccolta differenziata, fa intravedere un futuro decisamente nero per Augusta, o non lo fa intravedere affatto. Tale decisione, voluta ostinatamente da Cuffaro e da certe lobby – di cui non conosciamo neanche i nomi e i volti delle persone che ne fanno parte, segna certamente la sconfitta della democrazia, in Italia. Non è ammissibile che scelte di tal genere decise in alto, in luoghi lontani, possano essere imposte alla popolazione, e per di più ad una popolazione che già sta pagando un prezzo altissimo, per il “benessere dello stato”. Né la carta costituzionale né la magistratura né le altre istituzioni da quelle locali a quelle nazionali hanno voluto prendere in considerazione il principio che la vita della persona e la sua dignità vanno messe al primo posto, anche prima di quelle economiche. Ci troviamo di fronte ad uno “stato ipocrita” e, oso dire, anche assassino. Il massacro di Augusta, che ormai continua ininterrottamente da oltre cinquanta anni, da quando arrivò il “dio progresso”, continuerà grazie all’avallo delle istituzioni, che sono rimaste solo a guardare, a coprire e senza intervenire. Ad Augusta, città che detiene tristi primati a livello mondiale, la città dove ormai una madre su due abortisce, e dove ormai si vive mediamente sei anni di meno che nel resto d’Italia, con la decisione governativa di realizzare il termovalorizzatore, abbiamo avuto non solo il classico “colpo di grazia” ma anche il “distacco della spina”: lo stato non vuol sporcarsi le mani ma intende andarsene e lasciare sporco il nostro territorio. Quelle stesse istituzioni che avrebbero dovuto “accanirsi” contro i produttori di malattie e morte si sono accanite contro una popolazione ferita e sottoposta al ricatto occupazionale; le stesse istituzioni, di fronte alla complessa gravità del caso Augusta, città riconosciuta “in agonia”, allorquando venne inserita nelle “aree in crisi ambientale” si sono “staccate” democraticamente dai cittadini, abbandonandole alla mercè delle aziende petrolchimiche, consentendo perfino la “non-bonifica” di uno dei siti più inquinati del mondo: il porto di Augusta, sui cui fondali si sono sedimentati ben 17 milioni di metri cubi di veleni già in parte finiti nella catena alimentare. Il risanamento del territorio di Augusta, “auspicato ben 17 anni fa” con la dichiarazione di “area a rischio ambientale” non può partire né mai partirà per l’incapacità di uno stato debole e compromesso: le lobby industriali (presenti anche in parlamento) smuovono miliardi di euro e lo stato lucra anche su questo; e non ci stupisce il fatto che talune aziende tanto interessate a pseudo-bonifiche, a costruire inceneritori, termovalorizzatori e rigassificatori siano riconducibili a prestanome e portaborse di certi politici e ministri. Il denaro innanzi tutto e al di sopra di tutto: questa è la logica che li spinge. Anche il tentativo di appropriarsi dell’acqua rientra in questa subdola logica: un governo resta in carica cinque anni; una lobby può, per contratto, impadronirsi dell’acqua di tutti lucrare da sola anche per trent’anni ed oltre. Parte delle aziende del petrolchimico appartengono o sono appartenute allo stato e lo stato non può andare contro se stesso, anche quando ha torto; al ricatto delle lobby di andarsene “altrove” lo stato si tira indietro; le forze politico-sindacali, in questa lotta, ormai hanno le armi spuntate o si sono schierate più o meno apertamente dall’altra sponda. Il ricatto occupazionale e la mancanza di altre vere alternative ha buttato la popolazione nella paura e nella rassegnazione. La gente giudica inutile persino protestare per far valere i propri diritti. In questo “democratico” paese la giusta e civile protesta viene ormai criminalizzata e talvolta, repressa con sistemi dittatoriali. Le leggi vengono fatte “ad hoc” non per tutelare i cittadini ed il bene comune ma il profitto dei privati; il diritto a vivere in un ambiente sicuro, il diritto a lavorare per vivere, il diritto a non morire di lavoro in questo territorio ormai non è neanche oggetto di discussione nei luoghi preposti: questi diritti vengono rispolverati solo nelle passerelle politiche e sindacali, dove spesso si finisce per dire che industria e ambiente possono convivere e che l’inquinamento di cui “gode” Augusta è una bufala. In tutta questa vicenda e in tutte queste vicende quanto conta il parere dei cittadini? La Costituzione dice che la sovranità “appartiene” al popolo, ma per potersi esprimere attraverso un referendum “consultivo” i cittadini, pagando, devono ricorrere alla magistratura, come se questo non fosse un diritto. Ad Augusta, nel caso del termovalorizzatore, il consiglio comunale prima approva un referendum e poi non lo realizza per “mancanza di soldi”! Mancanza di soldi? Ma dove vanno a finire i 18 miliardi di euro che lo stato incassa ogni anno dal porto di Augusta? Nel tempo in cui si parla di “federalismo fiscale” bisognerebbe ricordare al governatore della Sicilia Cuffaro, che tanto “sbraita” per avere il ponte sullo Stretto, che con “I NOSTRI” 18 miliardi di euro” - frutto di sudore e sangue - di ponti sullo Stretto ne potremmo realizzare quasi quattro ogni anno, e che con 18 miliardi di euro potrebbero vivere di rendita almeno cinque milioni di siciliani. Ma questi soldi il sig. Cuffaro sa bene dove vanno a finire. Non ci sono soldi (pubblici) per la bonifica ed il risanamento dell’area di Augusta mentre ci sono i profitti privati inquantificabili delle aziende che non vogliono neanche risarcire i danni arrecati in oltre 50 anni di industrializzazione. Paradossalmente il ricchissimo comune di Augusta, circondato da centrali elettriche, fornitore di un’impressionante incasso per l’erario di stato, si vede tagliare la luce e non riesce nemmeno a pagare gli stipendi dei dipendenti o a pagare i fornitori di servizi sociali. Poi magari accettando il “dono-elemosina” di un’ambulanza da un’azienda o le spese tipografiche per la festa del Patrono da un’altra, ricambia con il silenzio e il disimpegno nella questione ambientale. Vivendo ad Augusta fin dalla nascita, rimango sconcertato da due fatti: il primo: l’aumento dei costi e l’espandersi del mercato delle case in una città che invece dovrebbe esporre il cartello “SVENDESI” perché rischia di essere “bonificata” come Marina di Melilli; il secondo: l’espandersi rapidissimo ed inarrestabile del cimitero. E i malati di cancro? Per loro esistono ancora i viaggi della speranza, perché nella “patria del cancro” il centro oncologico non dovrà mai nascere: tanto questo, statene certi, non lo chiederà mai né il governo Cuffaro né sarà mai sponsorizzato o donato dalle aziende del polo petrolchimico, semmai queste continueranno solo a produrlo, ringraziando magari quelle persone che raccolgono in ogni occasione i soldi per finanziare l’associazione per la ricerca contro di esso. FORSE AL CITTADINO DI AUGUSTA DOVE UNO SU TRE MUORE DI CANCRO ED A CUI SONO STATI NEGATI GIÀ TANTI DIRITTI SE NE VORREBBE NEGARE UN ALTRO: LA LEGITTIMA DIFESA DELLA SUA VITA, DELLA SUA SALUTE. In Italia ormai hanno più diritti di noi pappagalli, tartarughe, e …. ricci di mare.

CITTADINI DI AUGUSTA COSA ASPETTATE?

No ai termovalorizzatori
15 giugno 2007, di : palpri

Lettera aperta a Prodi, al Ministro della salute e al Ministro per l’ambiente e al governatore Cuffaro

TERMOVALORIZZATORE DI AUGUSTA: GOCCIA CHE FA TRABOCCARE IL VASO oppure UNA FRANA SULLA DIGA?

Sono un cittadino di Augusta che da 50 anni è costretto a convivere con l’inquinamento prodotto dalle aziende del polo petrolchimico ricadente nei comuni di Augusta – Priolo – Melilli, uno dei poli chimici più grandi d’Europa. Questo inquinamento oltre ad aver già arrecato danni a tutto l’ecosistema ha anche provocato una serie di evidenti sofferenze gravissime ad una intera comunità: quella che vive a ridosso di questo polo petrolchimico. È ormai certo che le numerose terribili patologie che affliggono da molti anni gli abitanti di questi comuni sono da addebitare alla pessima qualità della vita e del lavoro che da oltre cinquanta anni ci sono state imposte. La conferma di questa certezza è stata ufficializzata il 30 novembre 1990, quando il ministero dell’Ambiente ha ratificato per questo territorio la “DICHIARAZIONE DI AREA AD ELEVATO RISCHIO DI CRISI AMBIENTALE”. In seguito a questa dichiarazione ci saremmo aspettati non solo l’inizio sollecito di un adeguato piano di risanamento, ma anche una maggiore attenzione nei confronti della salute degli abitanti, così come enunciato anche nei principi della Costituzione Italiana (art. 32). Purtroppo, con grande amarezza, in questa parte d’Italia, abbiamo constatato che i principi enunciati sulla carta sono solo “belle dichiarazioni” non suffragate dai fatti. Così come ci fu negata la solidarietà in occasione del sisma del 1990 oggi ci viene negato anche il diritto alla salute ed anche il diritto di vivere in un ambiente sicuro. Non esiste, sul territorio nazionale, una situazione di degrado ambientale ed istituzionale così grave, uguale a quella vissuta dai cittadini di Augusta. Non è possibile accettare come un fato ineluttabile veder morire prematuramente i propri cari di cancro; non è normale ad Augusta assistere alla nascita di bambini malformati in una percentuale tripla rispetto ai limiti massimi fissati dall’OMS; non è umano “sacrificare” con l’aborto quelli che hanno avuto la “fortuna” di essere stati scoperti in tempo; non è giustificabile il divieto di balneazione nel nostro mare; non è salutare respirare aria avvelenata da una miriade di gas nocivi alla salute; non è normale attingere acqua dalle falde inquinate da idrocarburi ed altro. Spesso abbiamo sentito dire, da persone col cervello irrimediabilmente inquinato dalla logica del “profitto ad ogni costo e a tutti i costi” che questo è il prezzo che dobbiamo pagare se vogliamo avere “lavoro e progresso”. Il semplice cittadino non ha i mezzi economici per opporsi o difendersi dallo strapotere delle grandi società che qui hanno impiantato contro ogni regola etica gli impianti più pericolosi ed inquinanti. Oggi, paradossalmente, la popolazione di Augusta si deve difendere anche dalle istituzioni, rappresentate dall’attuale presidente della Regione, e perfino dai Ministri dell’ambiente e della salute. Con una decisione sorprendente, verticistica, ma soprattutto ostinata, che non tiene in alcun conto la dichiarazione di area ad elevato rischio di crisi ambientale, che ignora la gravissima situazione igienico sanitaria del territorio, la popolazione di Augusta dovrebbe supinamente accettare l’installazione di un ennesimo pericoloso ed inquinante impianto, nascosto sotto la poco rassicurante parola di “termovalorizzatore”, del quale una campagna di informazione, abilmente pilotata, decanta pregi e virtù, nascondendo quei risvolti che, a lunga scadenza, non si riveleranno tali. Comprendiamo senz’altro la gravità del problema dello smaltimento dei rifiuti, ma le istituzioni, compresi il governatore della Sicilia, il ministro dell’ambiente e della salute hanno mai compreso la gravità della situazione di Augusta? Quale garanzia ci è stata data, al di là di qualche generica rassicurazione di parte, che la realizzazione di questo megainceneritore da 500.000 tonnellate costituirà non la classica goccia che farà traboccare il vaso ma la frana che si riverserà sulla diga? Chiusi nei loro uffici, gli uomini delle istituzioni, lontani politicamente e geograficamente dal nostro territorio forse non si renderanno mai conto della sofferenza della nostra gente e della nostra tragedia. Giudichiamo inopportuna, oltre che irresponsabile e immorale, non solo la scelta di ubicare ad Augusta questo impianto di termodistruzione, ma anche quella ostinazione di volerlo realizzare inderogabilmente ed entro breve tempo, trascurando gli aspetti etici della vicenda. Non stiamo parlando di un impianto “innocuo”. Come cittadini vorremmo pubblicamente conoscere:
- la “vera” valutazione di impatto ambientale di tale impianto (a breve, medio e lungo termine;
- la vera attuale situazione igienico sanitaria di questo nostro territorio. Come cittadini ci chiediamo: chi ha deciso di realizzare il termovalorizzatore ad Augusta è al corrente della situazione igienico sanitaria di questo territorio, oppure un sito vale l’altro? Ci appelliamo pertanto al senso di responsabilità che deriva non solo dalla vostra carica istituzionale, ma soprattutto da quello che deriva dalla vostra coscienza, prima che si realizzi quello che potremmo definire l’ennesimo attentato alla salute degli abitanti di Augusta. Vorremmo ricordare, a ciascuna delle autorità in indirizzo, che ad Augusta da circa un secolo, esiste una lapide, sopra l’ingresso di un antico lazzaretto, che recita così: “SALUS POPULI SUPREMA LEX” La lapide, estremamente espressiva pur nella sua brevità, risale al tempo della famosa epidemia di “spagnola” (1917), quando ancora la scienza e la medicina si rivelavano impotenti di fronte a certi fenomeni provocati dalla Natura e non dall’uomo. Oggi, nell’era del “progresso”, non vorremmo pensare che per il progredito stato italiano e per il presidente della regione Sicilia in particolare, quella massima non esista più, altrimenti dovremmo dedurre che quel pezzo di carta, dove è scritto l’art. 32, sia solo carta straccia e che gli augustani siano solo carne da macello per l’appetito di imprenditori senza scrupoli, per i quali conta solo il business. In questa malaugurata ipotesi, il diritto all’autodifesa degli augustani, diventerebbe sacrosanto, anche scendendo in piazza. Ma in questo caso, qualora si dovesse arrivare alle cariche della polizia, il vero sconfitto sarebbe solo lo stato con le sue istituzioni centrali e periferiche. Augusta, 22 ottobre 2004 (giorno della inutile visita della “commissione parlamentare ambiente”) Augusta, 12 giugno 2007 (giorno della decisione istituzionale della condanna a morte di Augusta) PRISUTTO PALMIRO 96011 AUGUSTA (SR) 0931.981867 - 3471979657 www.terremotodeisilenzi.it

No ai termovalorizzatori
15 giugno 2007

Caro Padre Palmiro, condivido le sue lotte e la sua passione civile. L’amore per la sua terra e, soprattutto, per la gente che la abita; la ricerca di una verità di fede nelle cose reali e vissute dalla gente. Lei è un vero cristiano: un cristiano che crede in Cristo. E il mondo per quanto sconfinato (con l’addizione virtuale di Internet) è a volte veramente piccolo.

Il problema dello smaltimento dei rifiuti è un problema però al pari di quello della tutela della salute e dell’ambiente: le due cose non possono essere viste in contrapposizione. Fin quando si produrranno rifiuti il cui smaltimento non è ecocompatibile, in altre parole rifiuti che non possono essere smaltiti se non producendo altro danno alla salute e all’ambiente il problema rimarrà in piedi.

I termovalorizzatori andrebbero comunque realizzati, se accettassimo l’idea di una loro reale utilità, in luoghi in cui il danno alla salute e all’ambiente è più circoscritto. Non ad Augusta dunque, senza scordare gli abitanti della vicina Priolo o quelli di Melilli. Dove farli? Ammesso che sia utile realizzarli? Forse in un deserto: il deserto in cui Gesù fu tentato dal demonio. Se Gesù e la vita donata all’uomo, qualsiasi cosa che la metta a rischio è il demonio, specie se questo rischio dovessimo accettarlo per il tornaconto economico personale di pochi "eletti". Che il demonio torni allora nel suo deserto! Nessuno ha mai pensato che i deserti del mondo potrebbero essere le aree più idonee per costruire questi impianti? Luoghi in cui non può esservi vita, in cui la vita è proibita per necessità naturale o, forse, per fato. L’uomo stolto però progetta la distruzione laddove c’è qualcosa da distruggere.

Il problema di cui si discute è un problema "globale" e la sua globalità implica che l’umanità tutta dovrebbe trovare una sede idonea per pianificare un futuro più rispettoso nei confronti dell’uomo e della sua casa "Terra". Non sono nemmeno i singoli governi nazionali, a mio giudizio, a poter operare scelte individuali.

Noi "piccoli" uomini però possiamo essere "grandi". Assumiamoci la responsabilità di contestare la scelta di realizzare i termovalorizzatori in aree già martoriate dallo sfruttamento economico della grande industria, ma al contempo, prendendo coscienza che i rifiuti siamo noi a produrli, cerchiamo di produrne di meno, adeguando le nostre esigenze a quelle dell’ambiente. La nostra salute difatti, figlia di un certo benessere, potrebbe cagionare nel tempo un danno ancora maggiore, per quanto non immediatamente percepibile. Cominciamo dunque a ridurre il consumo di prodotti che vengono confezionati con l’uso di materiali "invasivi" per l’ecosistema. Torniamo ad una più sana e cristiana esistenza in cui Dio stia dentro una chiesa o, se si vuole, libero nel mondo, e non dentro ad un ipermercato in cui l’unico dio è il danaro: un dio spesso preferito dalle masse, ma allo stesso tempo quel dio che le incatena al giogo dei potenti e degli stolti. Quello che ci vuole è un cambio di mentalità globale che riveda criticamente i significati portanti di una globalizzazione che ci viene imposta dall’alto: da un’altezza però che non tiene conto dell’esistenza di un Dio o comunque di un creato da preservare per il futuro stesso dell’umanità.

Liberiamo l’umanità liberando la "nostra umanità": questo mi pare il senso compiuto non solo del messaggio cristiano, ma della vita stessa: di una vita che abbia ancora il senso di essere vissuta.

No ai termovalorizzatori
15 giugno 2007

Che fine ha fatto la petizione popolare che qualche anno fa era stata fatta per far riconsiderare la realizzazione dei termovalorizzatori nell’area Augusta - Priolo - Melilli? Dalle nostre parti le montagne partoriscono da sempre topolini.

Fino a quando i cittadini di queste tre città non si organizzeranno unitariamente andando a Roma con una folta delegazione ad occupare permanentemente uno spazio davanti al ministero competente non avverrà nulla. Possiamo solamente aspettare di morire come topolini sepolti da una montagna di rifiuti o avvelenati da "salutari" piogge acide.

No ai termovalorizzatori
15 giugno 2007

I sindacati non possono genuinamente sostenere una politica ambientale: devono proteggere l’industria nella misura in cui essa da lavoro, la cui mancanza produrrebbe devastazioni sociali.

Ognuno deve fare il suo lavoro, ma ci vuole un coordinamento. Se il sindacato vuole realmente collaborare con i tanto vituperati ambientalisti e necessari che gli ambientalisti siano disposti a collaborare con il sindacato.

L’operaio non è il nemico dell’ambiente: è anch’esso vittima dello sviluppo industriale incontrollato. Non può essere l’operaio a prendere coscienza, perchè l’operaio è in fondo prigioniero dei suoi obblighi morali verso la famiglia da sfamare. Sono i figli di questi operai che dovrebbero comprendere il dramma dei padri e dei nonni: la negazione delle loro radici per dare un futuro a figli e nipoti, un futuro che era un miraggio. Una illusione di egoistico benessere pensato per amore del proprio sangue.

GIOVANI DI AUGUSTA, DI MELILLI E DI PRIOLO COSA FATE? STATE A GUARDARE?

C’E’ DA CAMBIARE IL MONDO INCOMINCIANDO DAL VOSTRO PICCOLO MONDO, CHE UN GIORNO QUANDO SARETE VECCHI SARA’ PERSINO TROPPO GRANDE PER LE VOSTRE POSSIBILITA’ FISICHE.

AI GIOVANI DI AUGUSTA: DA AUGUSTANO VORREI VEDERVI IN PIAZZA A RACCOGLIERE LE FIRME PER UNA NUOVA PETIZIONE E QUESTA VOLTA NON SI SEGUIRANNO I CANALI ISTITUZIONALI. SI VA A ROMA CON LA PETIZIONE IN MANO. NON LA SI CONSEGNA PER METTERLA AGLI ATTI DI UN INUTILE PROCEDIMENTO. SI PROTESTA CIVILMENTE, A VOLTO SCOPERTO, SENZA PASSAMONTAGNA DA BARRICADERI O MANGANELLI DA FASCISTI IN MANO A GENTE CHE SI DICE DI SINISTRA. PROTESTA CIVILE E PACIFICA, MA PROTESTA FERMA E DECISA. VORREI VEDERVI COSI’ MA MI ILLUDO ANCH’IO, CONTINUERETE A GIRARE PER STRADA CON I VOSTRI CELLULARI INCREMENTANDO L’INQUINAMENTO CON L’ELETTROSMOG.

A MENO CHE NON ACCADA UN MIRACOLO. SPERARE NON PUO’ FARE PIU’ MALE CHE CONTINUARE A VEDERVI EGOISTI E DISINTERESSATI.

No ai termovalorizzatori
17 giugno 2007

Questa lotta ci accumuna e, come comitato lentinese Xirumi libera, siamo pronti a scendere in piazza per una protesta estesa a tutti i territori limitrofi contro quest’ennesima gravissima violenza alla nostra terra. Perchè il problema non è solo di Augusta, Melilli e Priolo ma di tutta la zona e le battaglie si vincono coordinando le forze.
No ai termovalorizzatori
23 giugno 2007

Una raccomandazione alle Autorità: una fonte di veleno apparentemente sopportabile per poco tempo diventa letale se protratta indefinitamente.

I "termovalorizzatori" perciò se ben "valorizzati" divengono un danno assi peggiore di quello che si vuol combattere.

Il danno minimo invece è dato da una discarica a cielo aperto i cui vapori siano distanziati dalla popolazione. Tale soluzuone produce certo un guasto ambientale (è il segnale di un problema da non sottovalutare), ma se esalazione = smaltimento cosa c’è di meglio da attuare se non di evitare che si faccia una (più) grande esalazione in pochi siti, costringendo le pololazioni a scappare?

Ricordarsi che il -naso- ci racconta il nostro futuro! l’odore dell’aria che respiriamo è certamente un segno della nostra salute futura.

Il naso è un laboratorio infallibile che ci ordiana di "scappare o restare".

Senza essere professori in qualche cosa, perciò seguiamo l’istinto..

Perchè (osare) vivere dove altri non ha vissuto?

§§§§

Piero Angela sbagliò quella volta che disse che il cattivo odore non ha mai ucciso nessuno!

Ogni tipo di cattivo odore produce il cancro.

(la "sublimazione" o gasificazione produce una vera "bevuta" in chi respira quelle esalazioni)

Spazzatura selvaggia
25 giugno 2007, di : Gamon |||||| Sito Web: No ai termovalorizzatori

Tutti vogliamo fare spazzatura,nessuno vuole riciclare come nessuno vuole il termovalorizzatore.Come mai questo succede solo in Italia ed in maggioranza al sud?Colpa dei politici,colpa di noi cittadini. Perchè non rimettere un altra volta il famoso "deposito" delle bottiglie di vetro?Come anche delle bottiglie PET (in Germania ci sta anche il deposito,oltre a quello che ho citato, anche sulle scatole di latta)Far pagare la spazzatura a chi la fa rende gia meno impatto sull`ambiente.Sono da anni in Svizzera.Prima la spazzatura si pagava sulle tasse (e non in base al metraggio della casa)e il camion passava due volte alla settimana. Ora,in tanti paesi e città si paga il sacco con lo stemma del comune. Ci credereste? Il camion passa gia da tempo UNA volta alla settimana.I negozi di elettrodomestici si devono prendere indietro le apparecchiature da buttare anche se non sono state comprate da loro,come in tutti i negozi di alimentari e supermercati ci sono contenitori per le bottiglie pet,la raccolta di carta e cartone (separati e legati) si fanno a date stabilite,medicinali scaduti si portano in farmacia e potrei continuare all`infinito. Risultato? Stiamo puliti. Grazie dell`accoglienza e grazie di esistere questo bel Sito.Cordiali saluti.Dimenticavo:Col calore dei termovalorizzatori si riscaldano ospedali,scuole,palazzi e grandi magazzini.
No ai termovalorizzatori
27 giugno 2007, di : soul

buongiorno a tutti, io mi trovo in una situazione un pò critica per quanto riguarda la mia posizione critica sui termovalorizzatori.si è vero potrei essere d’accordo sul non farli, perchè nella nostra area già martoriata dall’uomo (che provoca innumerevoli danni non)non è concepibile la costruzione di un altro "mostro"ma dall’altra parte penso che:se non inceneriamo i rifiuti dove li mettiamo? vogliamo ancora pagare la spazzatura alla mafia in modo tale da arricchirli sempre di più e di farne sfarzo.studiando nel mio piccolo a quanto le il termovalorizzatore non inquina.da qua nasce un altro quesito:cos’è che incita il cittadino ad avere paura di un termovalorizzatore non inquinante, basato su nuove tecnologie?io penso di saperlo... tutto si basa sui controlli inesistenti o nulli, contraffatti magari da milioni di euro... qua il cittadino deve mobilitarsi... continuerei ancora per un bel pò ma non vorrei annoiarvi.vorrei che questi qusiti possano essere pubblicati nel vostro sito ed aprire un dibattito!!!rispondetemi oer favore!!! grazie soul
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