Non ci sono colpevoli del rogo che la notte tra il 28 e il 29 dicembre 1999 uccise sei giovani tunisini rinchiusi al Centro di "Permanenza" Temporanea di Trapani Serraino Vulpitta.
Non ci sono colpevoli del rogo che la notte tra il 28 e il 29 dicembre 1999 uccise sei giovani tunisini rinchiusi al Centro di "Permanenza" Temporanea di Trapani Serraino Vulpitta. Non sono colpevoli le guardie, che hanno lasciato che le fiamme soffocassero e bruciassero Rabah, Nashreddine, Jamel, Ramsi, Lofti e Nasim intrappolati in una cella. Le guardie che erano troppo occuapate dal controllare che nessuno stesse fuggendo dal lager (e la morte può essere considerata un tipo di fuga?). Non è colpevole chi avrebbe dovuto arrivare in tempo per i soccorsi e invece è arrivò troppo tardi. Non è colpevole, soprattutto, L’unico imputato al processo sulla strage, l’allora prefetto di Trapani Leonardo Cerenzia, accusato di omicidio plurimo colposo per non aver predisposto adeguate misure di sicurezza nella struttura,e assolto con formula pienail 15 aprile.
Non è colpevole nessuno per quelle morti. Nessuno. Al massimo i colpevoli sono loro:Rabah, Nashreddine, Jamel, Ramsi, Lofti e Nasim, che hanno tentato di scappare dal Cpt dando fuoco ad alcuni materazzi. che importa che fossero stati carcerati per un delitto che senza giri di parole va chiamato "fame". Non importa, perché la disperazione non è mai un’attenuante per chi viene da sud a cercare dignità.
E non servono le urla di "Vergogna! Vergogna!" urlate dalle donne e dagli uomini del Coordinamento per la Pace di Trapani presenti in tribunale, cacciati via in malo modo -che le cose sporche si fanno da soli. Non servono le urla per un semplice motivo: Per le nostre istituzioni e per la "gente perbene" i Cpt non sono lager. E dunque per gli aguzzini non è prevista alcuna Norimberga.