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National Geographic: uno sguardo sul mondo da 125 anni

“National Geographic, 125 anni. La Grande Avventura” è la mostra celebrativa dedicata alla nascita della National Geographic Society e ai 15 anni italiani di una delle riviste fotografiche più note al mondo. In mostra a Roma al Palazzo delle Esposizioni dal 28 settembre 2013 al 2 marzo 2014.

di Chiara Tringali - venerdì 22 novembre 2013 - 2884 letture

Uno sguardo dedicato ai momenti che hanno segnato indissolubilmente la storia del nostro pianeta raccontandoci di luoghi esotici e lontani, delle grandi scoperte scientifiche, di natura, ambiente, storia, identità e cultura. Tutto questo in una mostra, magnificamente allestita, tanto da lasciare a bocca aperta i suoi visitatori fin dall’arrivo all’interno dell’imponente Palazzo delle Esposizioni di Roma. I 125 scatti esposti sono stati accuratamente scelti e selezionati per celebrare due compleanni molto speciali: la nascita della National Geographic Society e i 15 anni italiani della celebre rivista fotografica.

La Storia
 Era la sera del 13 gennaio 1888 quando 33 uomini si riunirono al Cosmos Club di Washington per formare la Society. Una settimana dopo i 33 uomini erano diventati 165. I soci originari della Society erano tutti esponenti della élite intellettuale e scientifica di Washington, D.C: la maggior parte di loro lavorava negli enti statali, c’era un influente astronomo, un chirurgo dell’esercito i cui studi sui Navajo sarebbero stati citati da Charles Darwin, degli scrittori, dei viaggiatori d’avventura. Per quanto possa sembrare strano oggi, nessuno dei padri fondatori era un fotografo professionista. La società nasceva con l’intento di diffondere la conoscenza geografica e ben presto divenne una delle più grandi istituzioni educative e scientifiche no profit del mondo. Foto_di_Robert_E_Peary_1909

La rivista “National Geographic Magazine” fondata l’anno successivo, ha sempre riservato un occhio di riguardo nei confronti della fotografia, tanto da farla divenire il requisito distintivo del mensile, come del resto il riquadro giallo in copertina, elemento identificativo per eccellenza. Dal 1995 il mensile è stato pubblicato in tutto il mondo in 25 lingue diverse, per arrivare nel febbraio del 1998 anche in Italia. Da allora i migliori giornalisti e fotografi professionisti italiani collaborano con la rivista realizzando importanti inchieste che raccontato le storie, le bellezze, le ricchezze e i problemi del nostro Paese.

La Mostra
 L’allestimento realizzato da progetto Artisier nel grande atrio del Palazzo introduce la mostra fotografica a cura di Guglielmo Pepe che si sviluppa al piano superiore: le emozionati fotografie ci conducono verso lingue, culture, usi e costumi diversi, regalandoci per qualche istante la possibilità di percepirli come meno distanti dai nostri. L’esperienza di vivere il percorso espositivo ci fa capire quanto queste immagini riescano a coinvolgere un pubblico disparato per genere ed età, parlando un linguaggio universale che si esplica nel piacere dello sguardo rendendolo sempre più curioso, attento, incalzante.

La Grande Avventura è suddivisa in diverse macro aree tematiche: la Bandiera e quindi la Storia; le Esplorazioni per Terra, Aria e Mare; La Scienza, la Natura, la Terra Violenta; Scatti Epici, il Viaggio e infine il Viaggio in Italia. Un’esposizione fotografico-storica realizzata attraverso diversi supporti: pannelli espositivi, cover della rivista, schermi televisivi e touch screen con l’intento di far partecipare i fruitori ad un vero e proprio viaggio iniziato 125 anni fa dai Padri Fondatori e continuato fino ad oggi per molteplici paesi e continenti. Volti umani e specie protette in via di estinzione s’ incontrano per stupire ed emozionare, conducendo lo spettatore in stati emotivi differenti. Ingresso_Mostra_Palazzo_delle_Esposizioni

Incanta la fotografia colorata a mano di Eliza Scidmore datata 1900 proveniente dal Giappone che ritrae donne e ciliegi in fiore. Stupisce l’immagine scattata da Carsten Peter in Sicilia mentre un vulcanologo tra magma incandescente raccoglie campioni di lava durante la grande eruzione dell’estate 2001. Rapisce e affascina il volto ritratto da Robert E. Peary nel 1909 che racconta della prima spedizione per raggiungere il Polo Nord. Intenerisce la foto scattata da Hugo Van Lawick in Tanzania nel 1964 che ritrae l’incontro tra l’etologa e antropologa britannica Jane Goodall e un cucciolo di scimpanzé.

E rimarrà per sempre nell’immaginario collettivo la foto che cattura il giovane volto di una ragazza afgana dagli intensissimi occhi verdi: scattata da Steve Mccurry in Afghanistan nel 1984 e scelta dal buon occhio del direttore Bill Garret tra un milione di scatti per diventare una delle copertine più famose del National Geographic. Il nostro pianeta è veramente un’inesauribile fonte di meraviglie ricchezze, da preservare con cura. Forse è questo il messaggio più intimo che ci lascia l’esposizione, racchiuso nell’intento ultimo del curatore Guglielmo Pepe: “Dunque se dopo la mostra vedrete con occhi diversi - più empatici, più comprensivi - tutte le specie viventi, sarà missione compiuta. E vorrà dire che la speranza di avere un mondo migliore è ancora viva.”


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