Napolitano il più citato

Caivano e i nomi delle bambine – Critiche a Myrta Merlino – Intelligenza artificiale e New York Times – Filippo Facci disoccupato – Morto Armando Sommajuolo – MicroMega chiude? – Esce Il Foglio Review – Il romanzo rosa va sempre bene – Cambia direttore Il Mulino

di Adriano Todaro - mercoledì 4 ottobre 2023 - 652 letture

IL ROMANZO ROSA TIRA SEMPRE – Anche in periodo di TikTok e simili, il romanzo rosa continua ad avere tanti seguaci. Questi romanzi sono un fenomeno editoriale con milioni di copie vendute e in edicola arriva Romance diretto da Sabrina Sacripanti per conto di Nini Briglia e Gianni Vallardi che con la loro casa editrice DbInformation sono diventati anche editori del settimanale Intimità sempre diretto da Sabrina Sacripanti. Nel primo numero di Romance un contributo di Erin Doom che ha scritto “Fabbricante di lacrime” edito da Magazzini Salani che ha già superato le 600mila copie, ma anche autrici italiane come Felicia Kingsley, pseudonimo di Serena Artioli, che ha svelato per la prima volta lo scorso maggio identità e volto a ‘Che tempo che fa’ di Fabio Fazio. Romance intervista anche Tillie Cole, americana, primo libro autopubblicato nel 2013 poi un successo crescente fino al best seller ‘Dammi mille baci’ del 2018. In tutto 144 pagine, prezzo di copertina 2,90 euro, pubblicità raccolta dalla concessionaria Opq.

MORTO ARMANDO SOMMAJUOLO – A 70 anni, uno dei volti storici del TG TeleMontecarlo e poi del TGLa7 è morto. L’annuncio l’ha dato Enrico Mentana. Aveva iniziato la carriera a 23 anni a Teletevere. A metà degli anni ’80 approda a TMC e nel 2001 a La7. È stato anche inviato in zone di guerra come in Albania, Ruanda, Kosovo e Somalia.

IL FOGLIO REVIEW – Dal 23 ottobre, Il Foglio, quotidiano diretto da Claudio Cerasa, avrà come allegato un magazine di 48 pagine dedicato a stili di vita, personaggi, cultura, grandi storie. Si chiamerà Foglio Review e, assieme al Foglio, costerà 3,3 euro. La pubblicità la raccoglierà la Manzoni.

NAPOLITANO IL PIÙ CITATO – Escludendo la presidente del Consiglio Meloni, il nome di Giorgio Napolitano, morto il 22 settembre scorso a 98 anni, ha avuto 2053 citazioni sulle radio e sulle Tv nazionali. Il dato è frutto di un monitoraggio svolto da Mediamonitor.it e riguarda il periodo che va da lunedì 28 agosto a mercoledì 27 settembre. La sua morte ha stimolato l’attenzione dei media italiani (e non solo). Al secondo posto per numero di citazioni quello del vicepresidente Matteo Salvini (1978) soprattutto per le sue dure posizioni nei confronti dei migranti. Seguono Ursula von der Leyen (1733 menzioni). Al quarto posto la segretaria del Pd Elly Schlein (1697), per le sue proposte per gestire il fenomeno migratorio e il suo sostegno alla “settimana corta” di lavoro; al quinto posto Sergio Mattarella, con 1577 citazioni soprattutto in relazione al trattato europeo che regola il diritto d’asilo in UE definito “preistorico”. Poi il ministro degli Esteri Antonio Tajani (1337) e il presidente Usa Joe Biden con 1287 citazioni. Di seguito l’ex capitano della Nazionale di calcio Fabio Cannavaro con 1207 citazioni. Al nono posto il nordcoreano dittatore Kim Jong-Un in visita in Russia al fine di scambiare armi per tecnologia (1196). Chiude Luciano Spalletti, commissario tecnico degli Azzurri (1139 citazioni).

INTELLIGENZA ARTIFICIALE E NOTIZIE – Le notizie che girano su social e giornali sono sempre più scritti dall’intelligenza artificiale e così il New York Times ha deciso che i loro giornalisti debbono dire chiaramente chi sono, cosa hanno fatto, che esperienze hanno. «I lettori – afferma Edmund Lee, assistente redattore del team Trust – tendono a cercare informazioni su un giornalista nei momenti di dubbio o agitazione: quando incontrano un punto di vista che non gli piace nei nostri reportage, o percepiscono inesattezze o pregiudizi. In questi momenti, le biografie possono svolgere un ruolo importante nell’assicurare ai lettori che siamo imparziali, impegnati a mantenere un elevato standard di integrità e liberi da conflitti di interessi. Abbiamo regole e pratiche precise. I nostri giornalisti non accettano regali dalle persone di cui scrivono. Non investono nelle aziende di cui scrivono. Non fanno campagne né danno soldi a cause o candidati politici. Mantengono una mente aperta. Ed è ora più importante che mai dare risalto alle persone dietro il nostro lavoro mentre l’intelligenza artificiale generativa inizia a insinuarsi nel panorama dei media».

CRITICHE A MYRTA MERLINO – La conduttrice-giornalista della trasmissione Tv «Pomeriggio sul Cinque» è stata criticata dalla Federazione della Stampa Italiana, Ordine dei Giornalisti, Usigrai e dell’associazione Giulia Giornaliste. Il tutto parte da un fatto terribile di cronaca. Il 27 settembre scorso, Martino Benzi, 67 anni, ha ucciso a coltellate la moglie di 55 anni e il figlio di 17 anni, quindi ha colpito a morte con un rasoio la suocera di 78 anni nel giardino della casa di riposo in cui viveva, e si è tolto la vita. Il 29 settembre la vicenda è stata trattata in Tv dalla giornalista Merlino e subito dopo sono partite le critiche. Secondo gli organi professionali «… soprattutto non si può definire la violenta uccisione di tre familiari come “un gesto dettato da troppo amore”. Non c’è mai amore in relazioni violente, non può mai essere un alibi per chi nega la vita». Poi così concludono: «La violenza non può mai essere né ammessa, né legittimata con parole che ledono la dignità, il rispetto e il diritto a vivere».

CAIVANO E I NOMI DELLE BAMBINE – Ancora L’Associazione di giornaliste GiULiA è intervenuta e ha segnalato al Consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti del Lazio che nel TG di La7, edizione delle 20 del 26 settembre scorso, sono state rese visibili i nomi delle bambine di Caivano violentate e i nomi dei minori arrestati. Sono state infatti mostrate, senza oscurare nulla, le pagine dell’Ordinanza cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari. In questo modo, sempre secondo l’Associazione GiULiA è stata violata sia la Carta di Treviso, che tutela i minori, sia quella parte della Carta dei Doveri dei giornalisti (art.5 bis) che tutela le donne vittime di violenza, tanto più ovviamente se si tratta di bambine.

MICROMEGA CHIUDE? – Se entro domenica 8 ottobre non verranno raggiunti almeno 5 mila abbonamenti, la rivista bimestrale MicroMega, dopo 38 anni di vita, chiuderà. Lo ha annunciato lo stesso direttore Paolo Flores d’Arcais. È dalla fine del 2020 che la rivista fatica a vivere. Da quando il gruppo Gedi è stato acquistato dagli Agnelli-Elkan. Sono stati venduti i giornali locali, l’Espresso e, chiuso MicroMega. Nei primi mesi del 2021 il bimestrale è stato riaperto da Flores d’Arcais scegliendo di non andare in edicola per i costi molto alti. La rivista, attualmente, perde tra i 10 e i 15 mila euro al mese e i redattori da due mesi non ricevono lo stipendio.

IL MULINO CAMBIA DIRETTORE – La rivista ha un nuovo direttore. Si tratta di Paolo Pombeni, giurista ed editorialista del Messaggero. Ha battuto per due soli voti il politologo Pietro ignazi, Si chiude così la stagione dell’ex direttore Mario Ricciardi. Pombeni ha sostenuto, a suo tempo, le riforme istituzionali di Matteo Renzi e a Il Mulino porta una serie di collaboratori de Il Foglio. Anche qui vince la "destra".

FILIPPO FACCI DISOCCUPATO - Il 29 settembre scorso, il giornalista Filippo Facci si è dimesso da Libero, quotidiano che fa capo agli Angelucci da poco guidato da Mario Sechi con Davide Capezzone direttore editoriale. Nel giorno in cui Sechi si è insediato alla direzione del quotidiano della famiglia Angelucci, dopo essere stato portavoce di Giorgia Meloni a palazzo Chigi, sulla prima pagina del giornale era sparita la storica rubrica «L’appunto di Facci», che andava avanti dalla fine degli anni ’90 prima sul Giornale e poi sul quotidiano fondato da Vittorio Feltri. Recentemente Facci avrebbe dovuto tenere una rubrica su Rai2 poi bloccata per alcuni frasi riguardanti il caso del figlio di Ignazio La Russa. Facci, però, non è un rider qualsiasi. Un posticino per lui lo troveranno.


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