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Musica droga e puttane



venerdì 28 aprile 2017 , Inviato da Sergej - 678 letture

E’ pacifico. La grande rivolta dei figli nei confronti dei padri che si ebbe nel 1968 fu la diretta conseguenza della chiusura delle “case chiuse” del 1958 (Legge Merlin). I ragazzi dell’epoca non potendo sfogare i bollori post-adolescenziali nei bordelli, si sfogarono nelle piazze. Prima i ragazzi dovevo chiedere al babbo la paghetta per andare al bordello, si instaurava tra padre e figlio un rapporto - in cui c’entrava il machismo dominante, e tutti i discorsi relativi. Il “dialogo” tra padre e figlio passava attraverso lo sfogo del sesso. Tralasciamo gli episodi che riguardavano il rito di iniziazione del giovine maschio che, accompagnato dal padre o dall’amico più grande, andavano a “conoscere il sesso” nel bordello. Lì dove (sempre nella pubblicistica e retorica dell’epoca) il giovine veniva accompagnato da mani esperte, compiendo così il “salto” che decretava il passaggio all’età adulta non attraverso un servizio militare umiliante e degradato ma un atto d’amore. Niente bordelli, il risultato è stato giovini nevrotici e insicuri, che odiavano i padri e il sistema sociale oppressivo e sessuofobico.

Il sistema ha reagito alla violenza dei figli con le camionette i blindati e le bombe sui treni. La repressione, e nel contempo la diffusione delle droghe che hanno azzoppato una intera generazione. Il problema è stato che le droghe diffuse erano quelle, eccitanti e finalizzate alla dipendenza, utilizzate nel corso dell’ultima guerra mondiale (e nella guerra del Vietnam, con i tecnici tedeschi reimpiegati allo scopo). Una generazione istupidita e pronta all’auto-distruzione, che era poi quello che si voleva dalla carne da cannone e da macello che quella droga produceva. La grande stagione politica degli anni Settanta del Novecento è finita in questo modo, tra droga e repressione.

Nel nuovo millennio, è parso ad alcuni che non ci fosse più bisogno di soldati e di droghe. Non ci fosse più bisogno di puttane. Dunque no alle sigarette, all’acool e alle vecchie droghe. Oggi servono droghe attive che permettano ai broker di seguire i flussi di cifre dei mercati internazionali, senza più dormire la notte dato che mercati non si fermano mai. E droghe che addormentino il più possibile tutti quelli che non fanno i brokers. E’ la generazione Xanax [1].

(Le droghe chimiche eccitanti sono per i guerrieri del Daesch e per i mercenari spediti nei Paesi africani dove si scontrano gli interessi economici dell’Occidente. La guerra in Afghanistan è una "guerra del secolo scorso" per il controllo e l’incremento delle piantagioni di oppio).

Già oggi la musica non è più quella, assordante e rumorosa degli anni Ottanta/Novanta del secolo scorso. La generazione xanax è la generazione degli addormentati nel bosco. Mattarella, il nostro presidente della Repubblica è un giovane dentro, in piena linea con i giovani contemporanei. Fino al prossimo, improvviso e deflagrante scoppio, che sarà tanto più distruttivo quanto più pace apparente accumulerà la violenza inespressa.


[1] Questa idea su "la generazione xanax" la debbo a: http://www.ilpost.it/2017/04/27/lo-xanax-sta-cambiando-la-musica-americana/


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