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Multiculturalità o Interculturalità?

Integrazione: cercare di inserirsi in un ambiente, in un certo tipo di società, adattandosi ad esso; subire un processo di assimilazione adeguarsi alle regole del sistema sociale e politico

di velia - mercoledì 2 agosto 2006 - 13685 letture

La Multiculturalità è un dato di fatto, il concetto descrive la fattuale compresenza di culture diverse entro una società. E’ un dato di fatto i cui sviluppi appaiono irreversibili e incontenibili proprio perché quanto va accadendo non potrà mai essere arrestato da leggi restrittive sull’immigrazione nei diversi paesi. L’Interculturalità descrive invece uno specifico "progetto" di interazione entro le società multiculturali, è un atto di volontà. In una logica interculturale i processi di socializzazione non mirano all’integrazione delle diversità. Non si può pensare di rendere integro, di rendere uno ciò che è costitutivamente diverso.

ntegrazione: cercare di inserirsi in un ambiente, in un certo tipo di società, adattandosi ad esso; subire un processo di assimilazione adeguarsi alle regole del sistema sociale e politico

interazione: relazione empatica è promotrice della crescita. Per interazione spesso s’intende proprio la comunicazione.

Accettare la diversità come valore e come dimensione costitutiva dell’organizzazione sociale e culturale, comporta lo sviluppo di pensiero aperto, problematico e antidogmatico, capace di:

* distinguere e differenziare ma anche di individuare i caratteri di connessione e di integrazione; * dominare e affrontare il conflitto derivante dall’assunzione della differenza; * praticare il dubbio come metodo di ricerca e accettare il rischio implicito nella disponibilità a uscire dai propri orizzonti culturali e a ristrutturare i propri modi di pensare e di sentire.

Per "pensiero aperto" si intende: pensiero capace di decentrarsi, di allontanarsi dai propri riferimenti cognitivi e valoriali, di dirigersi verso quelli di altre culture per scoprire e comprendere le differenze e le connessioni, capace, inoltre, di tornare nella propria cultura arricchito dall’esperienza del confronto e, pertanto, in grado di riconoscere e valutare con maggiore consapevolezza critica la propria specificità nei suoi aspetti di positività e negatività.

Intercultura significa: essere disponibili a far parte di più culture senza tradire la propria, anzi arricchendola e moltiplicandone - con il contatto e il confronto, con le interferenze e i prestiti - le potenzialità evolutive e creative. aver chiara consapevolezza dei caratteri storici e dinamici della propria e dell’altrui cultura, degli elementi di ricorrenza e di trasformazione, degli aspetti di complessità, di processualità, di interazione che collegano culture diverse, le distanziano e le differenziano ma anche le unificano e le integrano.


Il Mediatore Interculturale è una nuova figura professionale, con competenze relative alla realizzazione delle pari opportunità, che facilita l’inserimento dei cittadini stranieri immigrati in ambito scolastico, della sanità, del lavoro, del terziario, della giustizia, agendo nel rispetto della neutralità, dell’ equidistanza tra istituzione e utente, del segreto professionale. Il Mediatore funge, dunque, da ponte-anello di congiunzione tra gli stranieri immigrati e gli operatori delle istituzioni della società di accoglienza, favorendo così la conoscenza reciproca, prevenendo gli eventuali conflitti tra le parti e facilitando la comunicazione e l’integrazione.

Gli obiettivi del Mediatore sono:

* facilitare la comunicazione con i migranti e contribuire al loro inserimento nella società di accoglienza * aiutare i servizi pubblici e/o privati a superare le difficoltà di comunicazione con l’utenza immigrata * favorire la realizzazione delle pari opportunità nel godimento dei diritti di cittadinanza da parte dei cittadini stranieri


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