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Mostra Van Gogh a Roma

Prorogata al 7 maggio la mostra dedicata all’artista olandese. Palazzo Bonaparte, Nuovo Spazio Generali Valore Cultura - Roma

di Piero Buscemi - mercoledì 8 marzo 2023 - 3953 letture

Ogni parola, ogni commento, ogni più semplice esternazione diventa superflua davanti a una tela di Van Gogh. Potremmo definirlo il pittore maledetto, se fossimo costretti ad accostarlo a una corrente artistica e, senza il rischio di esagerare, Van Gogh è stato sicuramente un potenziale seguace di uno stile unico nel manifestare la propria arte che, in campo poetico ha visto tra i suoi rappresentanti Paul Verlaine, Charles Baudelaire o Edgar Allan Poe.

Quindi, come abbiamo già preannunciato, non sprecheremo molte parole sulla vita, l’estrosità e l’abnegazione verso una spiritualità artistica che nei soggetti, nei paesaggi, nell’umiltà dell’essere umano, tra contadini e sofferti lavoratori, rispecchiano la sua visione del mondo, che nei suoi tocchi di pennello hanno trovato la giusta corresponsione artistica, spesso tacciata di follia.

Lasceremo, pertanto, parlare le immagini, soffermandoci soltanto a una breve descrizione di quanto il visitatore avrà modo di ammirare accedendo alle sale del Palazzo Bonaparte. Per il successo riscontrato nei confronti del pubblico, moltissimo straniero com’era prevedibile, è necessario prenotare l’orario e il giorno della visita.

Una fila lunghissima regola gli accessi, intervallati di un quarto d’ora, a partire dalle 9 del mattino fino alle 19, orario che si protrae fino alle 21 nei tre giorni del fine settimana. La magia di questa mostra si manifesta sin dai primi ambienti dove sono esposte le opere, se ne possono ammirare 50 provenienti dal Museo Kröller Müller di Otterlo, tra le quali spicca Autoritratto del 1887.

Suggestive e realistiche oltre misura, le tele raffiguranti gli ambienti familiari di poveri intenti all’umiltà di una vita quotidiana, il lavoro faticoso nei campi di remissive donne intente a raccogliere patate o a lavare i panni. Un realismo e un espressionismo che ha contaminato e ispirato l’arte del suo tempo e degli artisti dei decenni successivi alla sua morte.

In un ambiente dedicato alle opere non esposte nelle altre sale e tra le più famose del patrimonio artistico di Van Gogh, una su tutte Notte stellata (1889, conservata al Museum of Modern Art di New York), dei giganteschi specchi rotondi digitali proiettano i particolari di questi capolavori, esaltando il tocco particolareggiato dell’artista e i dettagli evidenziati dallo scorrere delle immagini portate in primo piano all’attenzione del visitatore.

Un sentimento di nostalgia, quasi empatia con il pittore olandese, penetra attraverso lo sguardo assorto, si annida nell’animo del visitatore fino a immedesimarsi con la sofferenza e il disagio del vivere che Van Gogh ha enfatizzato senza compromessi, metabolizzandolo nella propria vita privata e trasmettendolo ai posteri attraverso le sue opere.

Una mostra destinata a rinnovare le emozioni, per chi già da tempo ha ceduto al fascino di quei colori e quello sguardo, quasi da giudizio, che i suoi autoritratti hanno espresso dal suo tormento interiore, e per chi con curiosità deciderà di avvicinarsi a questo artista provando a leggerne il disagio e nel quale immedesimarsi, facendolo proprio.

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