Montezemolo. Un povero ricco senza cappotto

Non ha neppure un cappottino per ripararsi dal freddo pungente del Nord. Questo personaggio, che presiede almeno una decina di grandi aziende, è tutto dedito al lavoro, pensa a noi e vuole il nostro bene.
di Adriano Todaro - martedì 15 gennaio 2008 - 2178 letture

Ho visto in televisione, recentemente, le immagini delle prove della nuova Ferrari nel circuito di Fiorano. Era una giornata fredda, nebbiosa, una tipica giornata nordista. E ho avuto pena. Pena per il povero Luca Cordero di Montezemolo che assisteva alle prove indossando solo una misera giacchetta e una sciarpa. Pensate come si è ridotto il capo della Confindustria! Non ha neppure un cappottino per ripararsi dal freddo pungente del Nord. Questo personaggio, che presiede almeno una decina di grandi aziende, è tutto dedito al lavoro, pensa a noi e vuole il nostro bene. E’ moderno, usa i maglioni, le sciarpe con il nodo alla moda ed è di sinistra o almeno così ci hanno fatto intendere i partiti del centrosinistra quando è stato eletto alla presidenza della Confindustria.

Ma è anche un grande lavoratore. Recentemente, insieme a Diego Della Valle, un altro poveraccio, padrone oltre che delle scarpe anche di un bel pezzo del Corriere della Sera, ha formato una nuova società che si chiama Ntv (Nuovo trasporto viaggiatori). Perché nuovo? Perché è una nuova formula. La cosa funziona in questo modo: una multinazionale francese vince la commessa per 25 treni ad alta velocità per la linea Roma-Napoli. L’acquirente dei treni non è, come potrebbe sembrare il sistema ferroviario pubblico, ma la Ntv. In pratica, la linea d’alta velocità è stata costruita con i soldi pubblici, ma porterà profitti ai privati. Piaciuto il giochino? Non è nuovo? Beh, non si può volere tutto. D’altronde se Montezemolo (e Della Valle) sono più intelligenti degli altri…

Ad esempio sono più intelligenti di Giolivo Zanotti. Chi è costui? E’ un operaio di 54 anni che, invece di acquistare treni, si permette di scrivere documenti alla direzione della fonderia dove lavora, e denunciare i mancati sistemi di sicurezza per gli operai che lavorano sulle linee. Una denuncia, dice lui, per non far accadere un’altra strage come alla Thyssenkrupp. La direzione l’ha sospeso tre giorni, senza stipendio. Ha fatto bene. S’interessi d’altro e pensi a lavorare come fanno Luca e Diego. Loro mica denunciano queste cose, loro lavorano e producono. Montezemolo, ad esempio, nella sua azienda Ferrari ha prodotto una bicicletta rosso fuoco con tanto di logo del cavallino rampante. Costo: 5.833 euro. Giolivo Zanotto, dopo le 50 ore settimanali in fonderia, potrebbe andarsene a spasso con questa bicicletta. Guadagnerebbe in salute, gli si calmerebbero i nervi e penserebbe meno alla sicurezza in fabbrica che è un problema dei padroni.

D’altronde perché angustiarsi con questi piccoli problemi: la morte degli operai, i senza casa (solo a Torino 1.000 persone in più ogni anno senza fissa dimora), la crescita della povertà (secondo Bankitalia, è povero un italiano su sei), la perdita del potere d’acquisto (in 5 anni, i salari hanno perso il 10%) e piccolezze del genere. Cerchiamo di essere positivi, guardare al futuro con fiducia, quella fiducia che dobbiamo dare ai nostri governanti e ai padroni.

Ad esempio. Io non so cosa abbia fatto l’ultimo dell’anno Giolivo Zanotto. Ma io ho fatto festa con un gruppo di amici di Montezemolo e Della Valle. Abbiamo pasteggiato con Veuve Clicquot, vero champagne. Ogni bottiglia costava 1.500 euro. Neppure tanto se consideriamo che ogni bottiglia era ricoperta da un’etichetta, a scelta, di pelle di squalo, di struzzo o di alligatore. Inoltre ogni bottiglia era ricoperta da un foglio in oro e dotata di una capsula anch’essa placcata in oro.

Ecco, questa è vita. Non bisogna essere tristi, pensare alle cose brutte. Basta con i mugugni operai, prendete esempio da Luca che è sempre ilare. La vita è bella! Se Giolivo proprio non c’è la fa ad acquistare quella bicicletta, c’è anche una versione meno costosa, versione proletaria: 2.835,18 euro. Anzi, invece di denunciare la sicurezza carente della sua azienda, perché non si fa promotore di una colletta fra gli operai. Obiettivo? Acquistare un cappotto e regalarlo a Luca. Se lo merita proprio.


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