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Mohamed Ben Ali, quarta vittima del fuoco a Borgo Mezzanone

USB: situazione intollerabile, lotteremo per lui.
di Redazione Lavoro - venerdì 12 giugno 2020 - 518 letture

Mohamed Ben Ali, bracciante di 37 anni del Chad, non avrebbe dovuto vivere né morire nelle condizioni in cui ha perso la vita, all’alba, per l’incendio della sua baracca a Borgo Mezzanone (Foggia). Quella baraccopoli ospita in condizioni inumane fino a 2000 braccianti e negli ultimi mesi ha visto il fuoco uccidere 4 persone, nell’indifferenza di tutti.

Nonostante i reboanti proclami di politici e amministratori, nazionali e locali, il ghetto è rimasto infatti uguale a se stesso: una distesa di baracche sulla pista dell’aeroporto militare abbandonato dopo la guerra del Kosovo, dove pescare per pochi spiccioli braccia da sfruttare nei campi.

Non è più tollerabile la situazione in cui sono costretti a sopravvivere i braccianti del Foggiano, così come quelli di tutti gli insediamenti delle campagne italiane.

Non sono ulteriormente tollerabili il silenzio e l’indifferenza di governo ed enti locali, preoccupati più per frutta e verdura che per le vite umane, come dimostra la cosiddetta “regolarizzazione” in corso.

Non si può più tollerare che l’unica misura allo studio della Repubblica Italiana sia l’istituzione di un distaccamento provvisorio dei vigili del fuoco per far fronte alle emergenze.

Per questi motivi nel tardo pomeriggio di oggi si svolgerà a Borgo Mezzanone un’assemblea dei lavoratori agricoli con Aboubakar Soumahoro.

Perché non è scritto da nessuna parte che nel destino dei braccianti debba esserci il fuoco, anziché la vita, il lavoro, i diritti e la dignità.

USB Lavoro agricolo esprime cordoglio e vicinanza ai familiari di Mohamed Ben Ali, promettendo di lottare affinché la morte del loro congiunto non sia vana.

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Mohamed Ben Ali


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