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Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti. La collezione Netter

Viaggio nelle mostre estive di Palazzo Reale a Milano. 5° ed ultima puntata
di Orazio Leotta - domenica 18 agosto 2013 - 8171 letture

Jonas Netter (1867-1946), ebreo alsaziano, appassionato di arte, non ha le risorse finanziarie necessarie per acquistare le opere degli impressionisti, pertanto indirizza le sue ricerche volte ad infoltire la sua personale collezione verso opere più alla sua portata. Fiuto e fortuna lo portano a stringere amicizia con Leopold Zborowski, ebreo polacco, mediatore e talent scout, grazie alla cui collaborazione riuscirà a scoprire artisti in quella Montparnasse parigina di inizio ‘900 che impreziosiranno la sua raccolta privata che in parte oggi è possibile ammirare a Palazzo Reale in Milano fino al 15 Settembre.

Soutine. Autoritratto con tendaCentoventi opere di Soutine, Modigliani, Antcher, Valadon, Kisling, Utrillo etcc., i cosiddetti pittori maledetti della scuola di Parigi. Ecco realizzato così il sogno di Netter: far conoscere i “suoi” artisti da un pubblico più ampio possibile. Nessuno di loro era uno stinco di santo, di ciascuno non si può parlare delle opere senza collocarle nella complessità ai limiti dell’inverosimile della loro esistenza.

Utrillo. Scuola Maschile, place Carnot ad Argenteuil (1915)Maurice Utrillo: cresciuto dalla nonna, ella cerca di calmare le sue crisi epilettiche con il vino. In pratica lo rende alcolizzato. Torna dalla madre che cerca di curarlo con la terapia della pittura. Amico di Modigliani (li unisce il vino) vende i suoi vestiti mentre dorme per due bottiglie di vino. Rifiutato dalle prostitute che lo etichettano ironicamente come “Litrillo” o “La foude de la Butte”, è solito rinchiudersi in casa a giocare con un trenino regalatogli dalla madre. Vive 72 anni!!! Muri screpolati, mulini a vento, casupole, palizzate e tetti di zinco o di paglia, questi i soggetti più ricorrenti nelle sue opere.

Suzanne Valadon (madre di Utrillo, avuto da una relazione con un giornalista spagnolo), vero nome Maria, minuta ma dal corpo voluttuoso e dalla radiosa bellezza, diventa modella a 15 anni posando nuda per svariati pittori, anche di Renoir. Henri de Toulouse-Lautrec se ne Valadon. Ritratto di Maria Lani (1928) innamora follemente ma è torturato dalla gelosia per le continue frequentazioni, artistiche e non, di Suzanne con altri suoi colleghi. Egli la paragona alla Susanna biblica sorpresa al bagno concupita da due vecchi, ma ella non si scompone, anzi, adotta da quel momento il nome di Suzanne sostituendolo al suo vero nome Maria. Il suo periodo di produzione migliore va dagli anni ’20 agli anni ’30 spronata dal suo nuovo amore André Utter, un pittore di 21 anni più giovane di lei.

Chaim Soutine (1894-1943), picchiato duro dal figlio del rabbino di un villaggio in Lituania solo per aver fatto uno schizzo del padre e per altre violenze subite, Soutine scappa a piedi a Parigi dove arriva stremato e puzzolente con un odore di selvaggio che gli resterà per sempre. Netter aiuta Soutine e paga i suoi creditori nel 1919, impedendone così il suicidio. L’arrivo a Parigi di Albert Barnes, collezionista americano, cambierà le sorti della sua vita; appassionato della pittura europea, Barnes tornerà in America con circa 700 tele, molte delle quali di Soutine. Modigliani, prima di morire, affidò a Zborowski l’amico Soutine, dopo che per tre anni, tutti i giorni, il pittore italiano fece visita a Zborowski nel tentativo di convincerlo della bontà della sua arte (né lui, né l’influente moglie impazzivano per le opere di Soutine).

Concludiamo, tralasciando volutamente Amedeo Modigliani (che sarà trattato a parte nella nostra consueta rubrica settimanale, per concentrarci così sui meno conosciuti), con Moise Kisling. Ebreo polacco di Cracovia, scontroso ma generoso, di un’allegria contagiosa, bello da far girare tutte le donne. Si arruola nella legione straniera allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, ma viene riformato per una grave ferita. Dandy, sempre ottimista all’inverosimile era tuttavia pieno di strane manie come quando celebrò il funerale del suo gatto. Surrealista e ritrattista (specie di nudi), ma anche paesaggista con uno stile simile a quello di Chagall.


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