Miracoli a Milano


Storie di assessori, metro, banani e conflitti
mercoledì 15 marzo 2017 , Inviato da Adriano Todaro - 865 letture

Miracolo 1 – Pronto? Buongiorno, come posso esserle utile?

La voce che risponde alla mia chiamata telefonica al Cup (Centro unico prenotazioni) della Sanità è gentile, suadente.

– Buongiorno a lei. Avrei bisogno di fissare una visita oculistica.

– Attenda in linea che guardo… Ecco ci sarebbe posto per il 2 maggio.

– Il 2 maggio? Prima non c’è nulla?

– No. Guardi signore, sino al 2 maggio 2018 non c’è posto.

– Scusi, ha detto 2018?

– Certo signore. Il primo “buco” è per il 2 maggio 2018.

– Faccio in tempo a diventare cieco per quella data.

– Mi spiace ma io non posso farci niente. Cosa faccio, prenoto?

Miracolo! Solo un anno e due mesi per una visita oculistica. Siamo in Padania dove la Sanità pubblica è un fiore all’occhiello non come quei terroni di siciliani che quando hanno bisogno debbono venire su a Milano. Il nostro governatore leghista, quello che suona il piffero e ha gli occhialini rossi, quello che quando lo si ascolta fa più effetto che sorbirsi una camomilla, sì proprio quello continua a raccontare in giro che da quando c’è lui è stata compiuta una rivoluzione in campo sanitario, che non ci sono più attese, che tutto funziona alla meraviglia. Avrà mai provato a fare una telefonata al Cup?

Miracolo 2 – Sono molto fortunato ad abitare in Padania. Funziona tutto alla meraviglia, è un’oasi di pulizia, in giro non c’è una cacca di cane e neppure un sacchetto di spazzatura.

Pensate un po’ che per abbellire piazza del Duomo, con i soldi di Starbuck, la catena di caffetteria americana, hanno piantato banani e palme per la gioia dei giapponesi che hanno fotografato ramo per ramo. Adesso, da una certa angolatura, si vede il Duomo spuntare fra le palme. Miracolo! Qualcuno si è incazzato ma non ne ha motivo. D’altronde sulla fiancata del Duomo se il cardinale permette immensi cartelloni pubblicitari di moda e di prodotti vari, perché mai un banano non potrebbe risiedere, in modo stanziale, con regolare permesso di soggiorno, in piazza del Duomo?

Miracolo 3 – La linea 5 della metropolitana, colore lilla, ha un socio privato che si chiama Ansaldi, fa il costruttore e decide di mettere in vendita la sua quota per 64,5 milioni di euro. Nel dicembre 2016 firma, con Fs, un preliminare di vendita. Ma l’Atm, l’azienda comunale di tram, bus e metro, azienda in cui l’azionista unico è il sindaco pro-tempore, ha diritto di prelazione e ha tempo sino all’8 marzo 2017 per esercitarlo. Sulla linea M5 c’è interesse anche da parte del fondo F2i della Cassa Depositi e Prestiti e, assieme all’Atm, fa un progetto che vede l’Atm esercitare la prelazione che poi viene acquistata da F2i. Né Atm e neppure il Comune ci mettono un euro. Paga il fondo e paga anche l’indebitamento di M5. Tutto a posto?

Eh no. Qua entra in gioco il manager Distratto Sala che le studia tutte per favorire la popolazione. Il 6 febbraio Sala riceve da Bruno Rota, presidente Atm, il progetto. Dovrebbe rispondere subito ma sapete com’è. Il sindaco di una grande metropoli ha tanto da fare. Il 14 febbraio, Rota invia al sindaco un sollecito. La lettura del sollecito dura sino al 20 febbraio. Sala risponde bocciando il progetto. Il consiglio di amministrazione fornisce altri progetti sempre tesi a non far spendere un euro al Comune. Sala e l’assessore al bilancio Roberto Tasca che, casualmente, è anche suo socio in una società, rispondono picche e il 6 marzo a due giorni dalla scadenza della prelazione si fa un Consiglio comunale su questo tema. Su trenta consiglieri che sostengono Sala molti sono assenti o escono dall’aula per non votare. Comunque Beppe nostro vince e l’Atm è sconfitta e con lei i milanesi.

Miracolo! Le Ferrovie entreranno a Milano, faranno una fusione con la parte sana (Atm) e scaricheranno le malmesse Ferrovie Nord . Il grande manager “regala” alle Fs una società che fa 26 milioni di utili l’anno e ha 919 milioni di patrimonio. Non è grandioso? Quale altro manager poteva compiere un miracolo così evidente? Neppure la madonna di Medjugorje con babbo Renzi.

Miracolo 4 – E a proposito di manager, di Milano, di Comune ecco che per parlare dei redditi dell’assessora Roberta Cocco già Microsoft, hanno fatto un Consiglio comunale chiuso. Stampa e cittadini fuori. Meglio non far sapere. Bisognava decidere se la signora era in palese conflitto d’interesse essendo manager e azionista di Microsoft e, contemporaneamente, gestire le gare milionarie a cui Microsoft parteciperà. Le opposizioni hanno proposto una mozione di sfiducia. La maggioranza, 27 presenti su 27, hanno respinto la mozione. Molti di questi 27 negli anni scorsi hanno combattuto, si sono battuti, sono scesi in piazza contro il conflitto d’interesse di Berlusconi.

Nel 1951 De Sica e Cesare Zavattini girarono “Miracolo a Milano”, una favola, dove il protagonista e i barboni ruberanno alla fine le scope ai netturbini e voleranno via verso il paese dove “Buongiorno voglia davvero dire buongiorno”. Oggi a Milano non ci sono più netturbini, scope e favole. Non si dice neppure “Buongiorno” . E’ sparito, miracolo, anche il conflitto. E’ rimasto solo l’interesse.


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