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Ministero degli Esteri: intervista all’Ambasciatore d’Italia in Ucraina S.E. Donnici


Kiev 3 ottobre 2008
venerdì 3 ottobre 2008, di Emanuele G. - 953 letture

Quasi 400 aziende italiane ‘’attive, di cui un centinaio con una presenza stabile, anche con insediamenti produttivi. L’interscambio cresce dal 2000 a tassi annui medi del 25%’’ ma ora si e’ giunti ‘’alla massa critica sufficiente per riuscire a ‘fare sistema’ ed avere una forza d’impatto collettivo sull’ambiente istituzionale ed economico locale’’. Lo afferma l’Ambasciatore d’Italia in Ucraina, Pier Giovanni Donnici, che in un’articolata intervista per il numero di settembre della newsletter ‘’Diplomazia Economica italiana’’, quindicinale a cura de Il Sole 24 Ore Radiocor" e dell’Ufficio Sostegno Imprese della Direzione Generale per la Cooperazione Economica del Ministero degli Affari Esteri - traccia un bilancio dei rapporti economici Italia-Ucraina.

LE STRUTTURE DI SOSTEGNO

Secondo l’Ambasciatore Donnici ‘’le basi di sostegno del settore pubblico ci sono: l’Ambasciata ha investito risorse umane nel settore economico/commerciale, l’Ice ha a Kiev un Ufficio che opera in raccordo con l’Ambasciata, l’Istituto italiano di Cultura e’ consapevole delle ricadute anche di promozione economica delle sue attività. Sul versante privato – sottolinea l’Ambasciatore Donnici – il forte insediamento delle due più grandi banche italiane (Unicredit e Intesa San Paolo n.d.r) completa il quadro per potere passare ad una presenza italiana più strutturata e per assicurare più articolata assistenze, sin dalle fasi preliminari agli operatori che in Italia iniziano ad interessarsi al mercato ucraino’’.

PUNTARE SULLE FILIERE TIPICHE DEL SISTEMA ITALIA

I settori su cui, a giudizio dell’Ambasciatore Donnici, bisogna puntare in Ucraina risiedono in ‘’tutto quello che sappiamo fare bene’’ cioè “le filiere tipiche del Sistema Italia: comparto moda/persona, agroalimentare, arredo, materiali ed accessori per l’edilizia incluso il comparto termoidraulico, impiantistica e meccanica strumentale. Abbiamo anche richieste nel campo della gestione dei servizi urbani di raccolta e smaltimento dei rifiuti’’.

L’UCRAINA HA BISOGNO DI UNA RETE DI PMI

Il modello imprenditoriale prevalente in Ucraina ‘’e’ quello dei grandi gruppi nati dalle privatizzazioni dell’industria sovietica di base e mineraria’’ ma, precisa l’Ambasciatore Donnici –‘’quel che servirebbe adesso all’Ucraina, per motivi economici, ma anche di riaggregazione sociale dopo lo sbriciolamento del modello sovietico, e’ la creazione e il consolidamento di una rete di piccole e medie imprese, ad esempio nel comparto della sub-fornitura. Quest’esigenza apre spazi a molti comparti del sistema Italia’’.

L’UE PRIMO PARTNER COMMERCIALE PER VALORE DI INTERSCAMBIO

L’Ambasciatore Donnici analizza anche il ‘’posizionamento’’ sui mercati: l’Ucraina ha ‘’ piu’ di 46 milioni di abitanti, reddito disponibile in forte ascesa, modelli di consumi rivolti verso occidente, ma soprattutto, per chi intenda insediarsi, una piattaforma produttiva orientata sia verso la Russia ed i Paesi della Comunita’ degli Stati indipendenti(Csi), sia verso l’Unione europea’’. In particolare verso quest’ultima , l’Ucraina ‘’e’ gia’ complessivamente’’ diventato ‘’il suo primo partner commerciale per valore di interscambio. Kiev e’ tra i primi beneficiari del Regolamento finanziario Ue di assistenza ai ‘’Paesi Vicini’’, e la Bers (la Banca Europea di Ricostruzione e Sviluppo) e’ qui molto attiva nel campo delle infrastrutture e delle piccole e medie imprese. Il nuovo Accordo che stano negoziando l’Unione e l’Ucraina prevede anche un volet di liberalizzazione commerciale, accompagnato dall’impegno di Kiev ad avvicinarsi a regole e pratiche comunitarie in materia economica ed amministrativa. Oltre ad aggiuntive prospettive commerciali e di insediamento, per gli attori europei potranno perciò aprirsi anche opportunità di consulenza e assistenza per la convergenza istituzionale del sistema ucraino verso quello comunitario. Questo e’ molto importante, poiché incentiverà l’Ucraina a proseguire sul cammino delle riforme interne necessarie per adeguare il suo apparato normativo, amministrativo e giudiziario e l’ambiente economico alle aspettative delle aziende europee’’ .

Link diretto al testo pubblicato sul sito del Ministero degli Esteri

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