Minestrone verde con zafferano e vastedda palermitana

Abbiamo un governo? Boh. Per ora sì; domani è un altro giorno
di Adriano Todaro - mercoledì 6 giugno 2018 - 559 letture

Mangiarlo sarà una schifezza ma pensate come saranno contenti i lavoratori di Almaviva e delle migliaia di aziende e aziendine in cassa integrazione. E saranno contenti anche i lavoratori dell’Ilva. Insomma, tutti contenti dopo aver ascoltato le ponderate parole del Commissario europeo per il bilancio e le risorse umane, Gunther Oettinger, il quale ha affermato che "I mercati… insegneranno agli italiani a non votare per i partiti populisti”.

Che bello. Un pensiero in meno. Uno torna a casa tutto sorridente e la moglie subito a domandargli: "Uei, Carletto, cos’hai da essere contento". "Eh cara Mariuccia, mi hanno messo in cassa integrazione". "E sei contento? E adesso come facciamo?". "Non preoccuparti Mariuccia, ci pensano i mercati". Al che la Mariuccia ha pensato bene di telefonare al 112.

In realtà è proprio così. I mercati ci pensano e decidono. Decidono tutto loro, anche che governo avere. Non vi sembra meraviglioso? In questi giorni, in giro, ho sentito di tutto. Una mattina vado in edicola e il mio edicolante, con la faccia truce delle grandi occasioni, discettava, con un cliente dello spread che si era rialzato. L’altro, con il Giornale in mano, spiegava che quei due non sono affidabili e poi non sono competenti. Probabilmente aveva ragione. Io, però, vi domando: il Democristiano con i Nei in cosa era competente? E la Madonna dei Boschi Fioriti? E la Madonnina Madia? Questa, bisogna dirlo, è una grande esperta di Peppa Pig. E quello di Agrigento con l’ampia fronte, di grazia, in cosa eccelleva oltre che usare il Vinavil per restare attaccato alla poltrona? E quando al governo c’erano personcine a modo del tipo di Ignazio La Russa e Cesare Previti, com’è che i mercati non dicevano nulla?

A me sembra di vivere in un mondo di pazzi, in un girone dantesco. Avevo appena lasciato un Conte sul taxi ed ecco che ne spunta un altro, sempre con il taxi e in più uno zainetto che fa tanto giovane dinamico. Oh, bene! Siamo a posto. Macché! Questo prende lo zainetto e se ne va e arriva di nuovo, quello del primo taxi, il Conte Giuseppe. E il Savona di Cagliari che fa? Offeso se ne va? Manco per niente. Si sposta un po’ in là e zacchete eccolo ministro delle Politiche europee. Avrà anche 82 anni ma mica è pirla, eh!

Il grande protagonista di questa fiction è stato, però, il Siciliano ex Muto. In questi giorni la stragrande maggioranza di giornali e Tv, è stata dalla sua parte e tutti hanno sottolineato la "pazienza" che ha avuto Mattarella in questi 90 giorni. E che doveva fare? Ribaltare i tavoli? Prendere a pugni Luigino e Matteo II? E ora come starà, ci domandiamo e si domandano quelli che abitano nel quartiere Tamburi di Taranto? Calma. Risponde, per tutti, La Stampa e ci fa sapere che è "sereno e in pace con se stesso".

In momenti come questi è necessario sostenersi. E Mattarella che fa, mangia? Repubblica tranquillizza i circa 3 milioni di disoccupati e fa sapere che mangia ma da solo, "orgoglioso della propria solitudine" e con "sofferenza". Forse dopo prenderà il Digestivo Antonetto. E sono tutti con lui per la posizione prese nei confronti di tal Paolo Savona che voleva uscire dall’euro. Non era proprio così ma perché il palermitano a cui sta tanto a cuore la nostra posizione all’interno dell’euro non ha avuto nulla da dire quando Renzi propose di portare il deficit al 2,9% e abolire il fiscal-compact? Perché non ha detto nulla quando, sempre Renzi, durante le conferenze stampa aveva fatto togliere la bandiera dell’Unione europea. E ancora: perché ha firmato tutto, anche la nomina di ministri incompetenti? Perché ha firmato senza una smorfia, senza "sofferenza" i decreti sulle 4 banche fallite? E perché Savona era il diavolo e il delinquente naturale, invece, è stato ricevuto con tutti gli onori al Quirinale?

Massì, lasciamo correre. Il volto di Mattarella, fanno sapere i giornali ai 10 e passa milioni di poveri, era "teso, come si conviene a un momento drammatico" e il Corriere aggiunge che la "voce era appannata, ma ferma". Bene, ora è tutto a posto e l’incarico e ristato dato al Conte. In questo minestrone ci sono ministri di tutti i tipi. Uno viene dalla scuola di Renatino Brunettina ed è tutto dire. Pensate che insegnava anche alla scuola politica del Pdl ed è favorevole, e te pareva, alla flat tax.

P.S. ‒ Vi faccio felici. Per un po’ non mi leggerete perché ho deciso di essere "sereno e in pace con me stesso". Avete avuta "pazienza" a leggermi tutte le settimane, forse con "sofferenza". Ora, però, sento il bisogno di staccare perché Ninetta, mia moglie, ha notato il mio volto "teso, la voce appannata, anche se ferma". Insomma ho tutte le qualità per diventare presidente della Repubblica. E sono, pure, mezzo siciliano. Cosa mi manca? La pazienza. Sì’, non ne posso più di questo teatrino dei pupi con minestrone e risotto incorporato.


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