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Million dollar baby: Clint Eastwood il miglior "incassatore" nel ring di Hollywood


Il grande vecchio Clint fa "bingo" : "Million Dollar Baby" è un nuovo ed entusiasmante capitolo dell’epopea dell’Uomo americano
sabato 19 febbraio 2005, di calogero - 3244 letture

Pochi avrebbero scommesso che dopo il film/capolavoro della scorsa stagione "Mystic River" Clin Eastwood sarebbe stato capace di fare subito centro con un nuovo film e se non di superare ma quantomeno di eguagliare la perfezione stilistica e narrativa del suo thriller intimista e crepuscolare. Inoltre le poche notizie della stampa specializzata - subito a scrivere di un nuovo film hollywoodiano sul mondo della boxe - non lasciavano sperare per il meglio!

Ed invece il grande vecchio Clint fa "bingo" : "Million Dollar Baby", oltre ad essere uno dei protagonisti dell’imminente notte degli Oscar (ben 7 candidature!) è un nuovo ed entusiasmante capitolo dell’epopea dell’Uomo americano che Eastwood va raccontando da diversi film ad oggi con una lucidità ed acutezza di sguardo, mano rigorosa e vibrante di emozioni, senso del racconto epico, classico e semplice allo stesso tempo che sono difficili da rintracciare nel giovane cinema di tanti registi americani e non.

La storia di Maggie Fitzgerlad (Hilary Swank strepitosa!), giovane ragazza che adora boxare, e del suo allenatore Frankie Dunn (un Clint Eastwood attore in stato di grazia!) è la struggente jam session di due anime alla disperata ricerca di un senso della propria vita e che nell’incoraggiarsi e sostenersi a vicenda trovano l’estremo coraggio di combattere le battaglie della loro umana quotidianità.

In una Los Angeles che sembra uscita fuori da un film degli anni 40/50, Eastwood è il "cavaliere solitario" che lentamente si inabissa nel "mare dentro" di esistenze anonime rendendo personaggi estremamente letterari (alla base del film c’è un racconto dello scrittore F.X.Toole) carne umana vivissima sulla quale riversare quella pietas che tutto avvolge e riscalda.

E per una volta la voce fuori campo che racconta di questo straordinario incontro di vite (è quella dell’ex pugile Scrap/Morgan Freeman… da antologia i suoi duetti "comici" con Eastwwod!) non è un noioso ed insipido espediente narrativo o registico per sopperire a buchi di sceneggiatura o a voli pindarici di una macchina da presa irrequieta ma la vera anima di un racconto che nella sua destinazione finale rivela il senso unico e compiuto di ogni epico ed avventuroso percorso umano: il rifugio insostituibile di una famiglia.

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