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Migranti rinchiusi dentro e fuori Europa

È vera solidarietà tra Paesi o piena esternalizzazione delle frontiere?
di ActionAid - mercoledì 4 luglio 2018 - 585 letture

L’inferno esiste ed è in Libia. Lì e altrove ogni giorno uomini, donne e bambini sono torturati fisicamente, vittime di prigionia e di sfruttamento sessuale.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte parla di solidarietà tra Paesi, ma al Consiglio Europeo sembra prevalere ancora una volta una strategia che punta alla piena esternalizzazione delle frontiere, piuttosto che alla protezione delle persone che è dovere di ogni Stato e tratto auspicabilmente distintivo di un’Europa davvero solidale.

La creazione delle cosiddette “piattaforme di sbarco regionali” dovrà prevedere in ogni caso il consenso dei paesi africani coinvolti, che hanno espresso perplessità. Si deve inoltre ricordare che esistono prove concrete che questi centri siano teatro di gravi abusi.

Secondo noi, inoltre, la decisione del Consiglio Europeo di finanziare con risorse addizionali la Guardia costiera libica è tra le più rischiose possibili. Inoltre, nelle Conclusioni manca qualsiasi riferimento a una comprensione del fenomeno migratorio come un fenomeno strutturale globale e qualsiasi riferimento al pieno diritto a una libera circolazione delle persone.

I fondi stanziati con l’obiettivo principale del controllo dei flussi mettono a rischio i diritti delle persone, che dovrebbero essere la preoccupazione principale di un’ Europa solidale. In Paesi come la Libia dove la guardia costiera non appare agire nell’interesse esclusivo dei diritti delle persone ed è stata tra i collusi del traffico di esseri umani, sarebbe opportuno verificare con attenzione nelle mani di chi si affida il controllo delle frontiere europee.

L’Europa si appresta pertanto a rafforzare un vero e proprio sistema di detenzione e respingimento dei cosiddetti “migranti economici” prima ancora che possano mettere piede sul suolo europeo, mettendo in secondo piano i meccanismi e le norme di protezione dei diritti umani.

Noi di ActionAid apprezziamo il fatto che i leader europei riaffermino l’intenzione di superare gli Accordi di Dublino, ma è tuttavia un accordo debole, privo d’impegni vincolanti e in cui le iniziative preconizzate su base volontaria andranno verificate alla prova dei fatti. Purtroppo, l’Europa è ferma da anni a una trattazione del fenomeno migratorio inteso come “emergenza”: fino a che non sarà chiaro che il fenomeno va regolato per essere assecondato, non bloccato, ci troveremo sempre di fronte a risposte poco convincenti.

Noi di ActionAid aderiamo all’iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) “Welcoming Europe. Per un’Europa che accoglie”: per nuove politiche su accoglienza dei rifugiati e dei migranti, che punta a decriminalizzare la solidarietà, creare passaggi sicuri per i rifugiati e proteggere le vittime di abusi.


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