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Messina, le mani dei clan sui fondi europei

Finanziamenti milionari per terreni “fantasma”: 94 arresti (Fonte: https://palermo.repubblica.it/
di Redazione - mercoledì 15 gennaio 2020 - 730 letture

Per anni, l’Unione europea ha pagato ai boss siciliani milioni di euro di contributi per lo sviluppo dell’agricoltura su terreni fantasma. E’ una truffa colossale quella scoperta dal Gico della Guardia di finanza e dal Ros dei Carabinieri nell’ambito di un’indagine della direzione distrettuale antimafia di Messina coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia. Sono 94 le misure cautelari scattate all’alba, 151 le aziende sequestrate: fra i 48 finiti in carcere, lo stato maggiore di due storiche cosche della mafia di Tortorici, il cuore del Parco dei Nebrodi, i “Bontempo Scavo” e i “Batanesi”; fra i 46 ai domiciliari, ci sono anche un insospettabile notaio di Canicattì (Agrigento), Antonino Pecoraro, 73 anni, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, e una decina di dipendenti dei Centri di assistenza agricola: uno è il sindaco di Tortorici, Emanuele Galati Sardo, 39 anni, pure lui chiamato in causa per concorso esterno.

Erano i complici a mettere a posto ogni pratica che arrivava all’Unione europea. Gli accertamenti del comando provinciale della Finanza di Messina hanno scoperto che le aziende legate ai padrini richiedevano i contributi Agea (l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura) dichiarando di avere in affitto particelle di terreni di cui in realtà non disponevano: è bastato scorrere la lista per trovare terreni che appartengono alla Regione, al Demanio, ai Comuni, uno è addirittura all’interno dell’aeroporto palermitano di Boccadifalco, altri sono sparsi per l’Italia. Una truffa clamorosa, sarebbe bastata una semplice verifica per bloccarla, e invece nessuno ha controllato, anzi chi doveva controllare era complice.


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