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Messina canta: No al Ponte!


I messinesi e non solo, sono tornati per strada a manifestare il loro dissenso contro il progetto rilanciato dal governo Berlusconi.
mercoledì 12 agosto 2009, di Piero Buscemi - 410 letture

Un corteo fittissimo, circa ottomila secondo la stima degli organizzatori, ha invaso le strade di Messina sabato pomeriggio per esternare, ancora una volta, il rifiuto ad un’idea inutile e faraonica. Tanto che interventi infrastrutturali più prioritari meriterebbero di raccogliere i fondi stanziati per la sua realizzazione.

Un numero di partecipanti che forse, neanche i comitati organizzatori avevano immaginato di raggiungere. Il periodo vacanziero e la concomitanza con il fine settimana di corsa verso le spiagge lasciava qualche perplessità sulla riuscita dell’evento.

A discapito del numero comunicato dalla questura di tremila e duecento, che se fosse stato tremila tondo qualcuno ci avrebbe potuto pure credere, almeno cinquemila manifestanti, secondo la nostra stima, ha raggiunto verso le 20 Palazzo Zanca dove i rappresentanti dei vari comitati si sono alternati nel ribadire le ragioni del NO su questo progetto giudicato non necessario.

Sono riemersi i temi della precedente manifestazione del 2006, quelli evidenti e ripetuti a dimostrazione che non sono stati ancora risolti. Una regione con enormi problemi di comunicazione interna e la necessità di restauro di vecchie strutture, che non garantiscono più un minimo di sicurezza, non può permettersi il lusso di sprecare milioni di euro per la costruzione del ponte.

Durante la manifestazione non sono stati dimenticati i lavoratori che si troverebbero coinvolti nel rischio della perdita del posto di lavoro, come ha da tempo sottolineato la Cgil nel caso in cui Trenitalia abbandonasse la gestione dei collegamenti navali tra la Sicilia e la Calabria. Le smentite prodotte dal gruppo Fs non sembrerebbero tranquilizzare troppo i protagonisti coinvolti.

Un altro dato preoccupante sono le voci con toni minacciosi che sembrano giungere da Roma. Il governo ha già più di una volta ribadito l’intenzione di ricorrere all’esercito, nel caso di disagi provocati dai manifestanti in prossimità dei cantieri. Un intervento drastico a tutela di un bizzarro concetto di salvaguardia della democrazia.

La manifestazione di sabato ha dimostrato, invece, che il tono festoso esternato per le strade di Messina contempla un più alto senso civico nel dare il proprio parere su un progetto d’infrastruttura che segnerà il futuro della collettività, dove dovrebbe sempre prevalere l’interesse comune a discapito di quello puramente privato.

La realtà, come abbiamo più volte constatato, è sicuramente diversa. Il politico italiano fa del voto nell’urna una delega a vita del destino della gente. Ci preme sottolineare che ci sono eventi, quali la costruzione del ponte che, coinvolgendo cittadini, centri urbani, radici storiche, ambienti naturalistici e fonti economiche da destinare ad un ponderato utilizzo, dovrebbero essere messi al giudizio della maggior parte della popolazione del luogo, che si vedrà sconvolto il proprio quotidiano senza alcuna effettiva certezza per il futuro.

Anche questa, secondo noi, è democrazia.

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Messina canta: No al Ponte!
14 agosto 2009, di : Marzia

Io c’ero. Un bellissimo corteo posso dire con franchezza, ma quello che mi preoccupa è la mancanza di divulgazione dell’invito alla partecipazione da parte dell’informazione "amica". Abbiamo fatto i salti mortali per poter raccogliere un po’ di persone e riempire qualche pullman, solo attraverso le email e il passa parola. Ci siamo riusciti in qualche modo, ma dovevamo essere per dieci volte più di quelli che eravamo. L’ultima settimana verificavo le notizie sugli eventi comunicati nei vari giornali online..niente. Solo qualcosa su qualche sito politico e su quello della rete No ponte.

Ma non è la prima volta, ormai ho appurato che non si ha nemmeno più la volontà di fare una barriera comune, ma sempre di più l’esatto contrario. Si cerca la scissione, le divisioni ad ogni costo, a costo di rimetterci politicamente. Con vero rammarico. Cordialità. Marzia (di Sinistra e Libertà).

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