Messina: Contro i Tir in città


Da quattro anni il Comitato La Nostra Città attende (ovviamente inutilmente) una risposta dall’ex sindaco Leonardi, dal successore Buzzanca e dal presidente del consiglio comunale Umberto Bonanno...
sabato 27 agosto 2005, di Redazione - 1148 letture

Abbiamo tanto atteso la realizzazione di un approdo fuori dalla città. Da quel lontano 21 DICEMBRE 2001 quando IL MINISTRO DEGLI INTERNI SCAJOLA, FINALMENTE, FIRMAVA L’ORDINANZA PER L’EMERGENZA TIR AFFIDANDO I POTERI SPECIALI AL PREFETTO. Quasi quattro anni di attesa per tutto l’iter progettuale, per l’avvio dei lavori, per il completamento (anche se ancora è incerto il collaudo e l’efficacia degli invasi perennemente insabbiati e la praticabilità dei tunnel sotto la linea ferrata).

In questi quattro anni gli amministratori pubblici hanno detto di tutto e di più. Per chi ama ricordare non sarà difficile avere presente nella memoria tutto il dibattito riguardante il ricorso al project - finance e i progetti che i privati sembrava avessero avviato e presentato per quella procedura.

Da quattro anni il Comitato La Nostra Città attende (ovviamente inutilmente) una risposta dall’ex sindaco Leonardi, dal successore Buzzanca e dal presidente del consiglio comunale Umberto Bonanno per quanto riguarda quella procedura e quel percorso amministrativo. Forse è anche utile ricordare che IL PREFETTO MARINO E IL SINDACO pro tempore SOTTOSCRISSERO NELL’APRILE DEL 2001, A PALERMO, CON L’ALLORA PRESIDENTE LEANZA, UN DOCUMENTO PER L’AVVIO DI QUELL’ IPOTESI. PERCORSO SUCCESSIVAMENTE CONFERMATO DAL PRESIDENTE CUFFARO.

Nulla se ne seppe più. Oggi si riapre il dibattito e la discussione - ricominciando da zero - su chi dovrà gestire quei due invasi. Altro tempo e altre inutili chiacchiere affaticheranno i nostri autorevoli e nobili amministratori. Per non impegnare troppo tante energie in questioni cosi complesse il Comitato La Nostra Città, con fervore, IMPLORA i potenti e onnipotenti tutori della cosa pubblica a REGALARE SUBITO quei due approdi ai traghettatori privati. E’ l’unica soluzione dignitosa se complementare alla immediata e definitiva chiusura della Rada S. Francesco. La procedura potrebbe essere la stessa che l’amministrazione comunale vuole applicare per gli impianti sportivi. Tutto sommato il S. Filippo è costato alla collettività oltre cento miliardi di “vecchie” lire mentre il “Tremestieri” appena quaranta miliardi sempre delle “vecchie” lire. Un affare per tutti.

Saro Visicaro

COMITATO LA NOSTRA CITTA’

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