Messico, giornalisti uccisi mentre erano sotto la protezione dello stato

Oltre agli omicidi e alle sparizioni, i giornalisti messicani affrontano costanti aggressioni, intimidazioni e minacce fisiche e psicologiche

di Amnesty - venerdì 15 marzo 2024 - 742 letture

In Messico, negli ultimi sette anni, sono stati uccisi otto giornalisti che erano registrati presso il Meccanismo per la protezione dei difensori dei diritti umani e dei giornalisti (d’ora in avanti Meccanismo): un dato che, secondo una ricerca di Amnesty International e del Comitato per la protezione dei giornalisti, indica che quel sistema federale di protezione non funziona bene.

Il Meccanismo è stato creato nel 2012, dopo anni di pressioni da parte della società civile messicana, per proteggere i difensori dei diritti umani e i giornalisti sottoposti a gravi minacce e attacchi a causa del loro lavoro.

Il Messico è lo stato più pericoloso dell’emisfero occidentale per i giornalisti: il Comitato per la protezione dei giornalisti lo documenta dal 1992. Dall’inizio del XXI secolo, i giornalisti uccisi sono stati perlomeno 141, almeno 61 dei quali per motivi direttamente legati al loro lavoro.

L’impunità è la norma. Secondo l’Indice globale dell’impunità, prodotto ogni anno dal Comitato per la protezione dei giornalisti, il Messico è stabilmente ai primi dieci posti per numero di casi irrisolti di giornalisti assassinati. Sempre secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti, il Messico è lo stato col più alto numero di giornalisti scomparsi al mondo: ciò nonostante, non c’è stata neanche una condanna nei confronti dei responsabili.

Oltre agli omicidi e alle sparizioni, i giornalisti messicani subiscono costanti aggressioni, intimidazioni, minacce fisiche e psicologiche da parte di funzionari statali e dei gruppi della criminalità organizzata. La maggior parte delle minacce e degli attacchi scatta quando i giornalisti scrivono di imprese criminali, della militarizzazione della cosiddetta “guerra alla droga” e di corruzione. Lo stesso Meccanismo è arrivato alla conclusione che metà degli attacchi contro i giornalisti proviene da funzionari dello stato.

Dal 2000, sono 141 i coraggiosi giornalisti che sono stati uccisi in Messico nel corso del loro lavoro. Sai quante sono state le condanne per i responsabili? 0. Questi sono dati sconvolgenti, che ci restituiscono un quadro allarmante della situazione che vive il Paese. Immagina l’impatto devastante di questa impunità: famiglie in lutto, comunità terrorizzate e una società dove la verità è soffocata dalla paura.

Dal nostro lavoro di ricerca emerge un dato tremendo: il Messico è lo stato più pericoloso dell’emisfero occidentale per i giornalisti. Lo abbiamo denunciato nel nostro ultimo rapporto, che ha rivelato che il sistema federale di protezione in Messico, istituito nel 2012 per proteggere i difensori dei diritti umani e i giornalisti, non funziona adeguatamente.

Oltre agli omicidi e alle sparizioni, i giornalisti messicani affrontano costanti aggressioni, intimidazioni e minacce fisiche e psicologiche da parte di funzionari statali e dei gruppi della criminalità organizzata. La maggior parte di questi attacchi avviene quando i giornalisti investigano su imprese criminali, militarizzazione della guerra alla droga e corruzione.

Noi di Amnesty International, insieme alla tua preziosa presenza al nostro fianco, continuiamo a batterci per proteggere coloro che sono perseguitati per aver esercitato il loro diritto alla libertà di espressione. Lo facciamo quotidianamente in Messico e in tutto il mondo, attraverso il nostro lavoro di ricerca, denuncia, pressione sui governi e campagne globali.


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