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Mercoledì delle Ceneri


La goliardia carnevalesca si chiude il mercoledì delle Ceneri. Poi, quaranta giorni di Quaresima. In alcune città, non è facile distinguere l’inizio o la fine della festa. Tra queste, Siracusa.
martedì 7 marzo 2006, di Piero Buscemi - 1091 letture

La soleggiata invita ad uscire da casa. La temperatura non è proprio primaverile, ma passeggiare tra le vie di Ortigia, ci riscalderà di certo. E’ un’occasione che aspettavamo da qualche tempo, dopo due mesi di piogge insistenti e ore sprecate seduti al computer.

Lasciamo l’auto in Via Diaz, invogliati dalla bella giornata a giungere a Ortigia a piedi. Non sono dello stesso avviso un centinaio di auto che, insistentemente, si imbottigliano in Via Rizza e uniti in una sinfonia in Fa-La, tentano di raggiungere il centro storico.

E’ domenica. Incontriamo genitori orgogliosi che accompagnano i figli travestiti per l’occasione. Ogni tanto, si fermano diligentemente per dare la precedenza alle auto disturbate dai loro attraversamenti invadenti. Ogni tanto, un’autoblu strombazza alla folla che ostacola il traffico. La gente ricambia il saluto, riconoscente, alzando la mano. E’ proprio una bella domenica di festa.

Sbalorditivo percorrere Via Landolina, fino a Piazza Duomo. Tra i vicoli stretti che ci hanno condotto dalla Marina, ad ammirare barocco modernizzato da grafici murali in stile pompeiano. Integrati da numeri di cellulari, vie di comunicazione per scambi “culturali”.

Via Landolina che, un ironico passante, ha ribattezzato la Rue de la Merde per la ricchezza dei suoi residui corporali che, qualcuno, dubita di natura canina. Si accende quasi una diatriba tra due correnti di pensiero, che vorrebbero rivendicare questo privilegio. Un altro passante assicura che la qualità riscontrata a Viale Tunisi non ha eguali. Un altro ribatte che le testimonianze della Natura in Via Archia sono tra le migliori dell’isola.

Proseguiamo verso il Duomo, coperto dalle impalcature montate per la pulitura della facciata. Ci viene incontro il profumo di limoni della simultanea fiera, alla sua quarta edizione. Dei simpatici bimbi godono di quello spazio aperto, per improvvisare l’anticipo della giornata calcistica. Con la maglietta di Del Piero, un bimbo scarta l’ultimo disabile in carrozzina e deposita il pallone nella porta dell’Arcivescovile. E’ proprio una bella giornata di festa.

Ci avviamo verso la Fonte Aretusa. Per farlo dobbiamo attraversare l’intera Piazza Duomo. A fine guado, la sorpresa di un cantiere estemporaneo con annessi bolognini di pietra lavica, direttamente dall’Etna, per il rifacimento del manto stradale. Delle innovative passerelle di legno, ci permettono di superare l’impasse. Poi sulla sinistra, un vociare cuttigghiaru ci conduce alla Fonte. Ci affacciamo dal parapetto per scambiare qualche opinione con le papere. Una sagoma bianca ed inerme ci allarma, per un istante. Uno sguardo più attento ci rassicura: è solo una busta di supermercato riciclata a sacchetto della spazzatura.

Decidiamo di raggiungere il Castello Maniace, percorrendo la breve panoramica che costeggia il mare. Ammiriamo con nostalgia gli adolescenti che abbandonano le lattine d’alluminio, lungo il cammino. I fossili del Tremila. Da qui, ci avviamo verso la via Capodieci per tornare all’auto. Sulla sinistra il Museo Bellomo ci acceca la vista. Sulla destra, un gruppo di francesi rimane estasiato dalla Chiesa di S.Benedetto. Si sposta, ogni tanto, per consentire ad alcuni sportivi delle due ruote, di poter mostrare le loro evoluzioni acrobatiche.

Giungiamo a Via Diaz e dispiaciuti, aspettiamo il signore gentile che abbiamo costretto a parcheggiare in doppia fila. Dopo un quarto d’ora, appare dalla stradina di fronte. Porgiamo le nostre scuse e gli promettiamo che presteremo maggiore attenzione, la prossima volta.

Per chiudere la giornata, lasciamo l’auto in Viale Tunisi, attenti a non ricommettere la stessa prepotenza. Scendiamo sulla scogliera per ammirare Ortigia dalla parte a nord della città. Un fornito parco di motorini e accessori è messo a disposizione della collettività. Un residente ci informa che, forse, qualcuno è rubato. Gli chiediamo: “ma nessuno rivendica la proprietà?” L’uomo ci comunica che ha chiamato la polizia. Gli hanno risposto che, non è compito del cittadino sindacare l’operato delle forze dell’ordine.

Lui ha provato a minacciare che avrebbe avvertito l’amministrazione comunale. Poi, si è ricordato che i politici della città erano tutti impegnati a posare per i nuovi manifesti elettorali... E’ stata proprio una bella giornata di festa.

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