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Meno male che c’è la ’’bomba’’ d’acqua

La gestione del bene pubblico rispecchia la sufficienza e il presappochismo degli amministratori, anche nelle piccole realtà.
di Franco Novembrini - lunedì 2 luglio 2018 - 1107 letture

Da diversi anni una ’’bomba’’ si aggira per l’Italia: quella d’acqua. E’ un ottima scusa per molti sindaci, fra i quali ovviamente il mio, per incolpare l’inclemenza del tempo che una volta la saggezza popolare sintetizzava in ’’piove, governo ladro!’’. Ora si assiste o dibattiti, convegni, raduni ed altre diavolerie che prevedono cambiamenti climatici catastrofici e i molti politici, compresi i sindaci, si dimenticano una volta rientrati da tali congressi ciò che hanno sostenuto.

Si continua così a cementificare o asfaltare zone agricole o quel che resta dei parchi, costruendo sottopassi sottodimensionati per le piogge un poco più insistenti del normale ciclo annuale, con tombini non controllati e spesso intasati da piante e spazzatura delle strade, affidando il lavoro a ditte appaltatrici che lavorano senza controllo e, spesso, con macchinari che invocano la rottamazione.

La bomba d’acqua è diventata, sempre più spesso, la scusa che giustifica tutto, anche la prevedibilità delle piogge primaverili o autunnali. Mai che si pensi ad un sistema fognario inadeguato ed obsoleto, di cui si è persa memoria da quando fu progettato, e si continua a costruire e insistere con nuovi allacci su un sistema già in difficoltà.

I ’’primi cittadini’’ di questi tempi sono molto più propensi ad inaugurare feste e manifestazioni e, magari, non pensano che l’inaugurazione di un sistema fognario efficiente e ben mantenuto possa pagare politicamente quanto il taglio del nastro di qualche sagra con tanto di pubblicità su giornali o tv locali. Di questi tempi, purtroppo, le previsioni non sono di certo rosee, se non cambiamo il nostro stile di vita, e le amministrazioni arrivano a fine del mandato elettorale per dimostrare un certo interesse a questi problemi solo nell’ultimo anno del quinquennio.

Altro argomento di discussione in congressi, dibattiti e campagne di sensibilizzazione sul verde sono le problematiche ad esso collegate, quali erbe infestanti (ambrosia), zanzare, zecche che si potrebbero tenere sotto controllo con un taglio dell’erba e pulizia dei luoghi pubblici e piantumazione di alberi, possibilmente non esotici. Tutti provvedimenti che rientrano nell’ordinaria amministrazione, ma che diventano una chimera per chi abita in periferia.

Le lacune amministrative elencate fanno parte del quotidiano di diverse realtà, anche nel comprensorio monzese, dove molti paesi soffrono dell’espansione politica di Monza, che prevede la competenza territoriale dell’assessore ai lavori pubblici spodestato, diciamo così, dalla nuova giunta leghista del capoluogo.

Nei ’’cento passi’’, tanto per citare un’espressione simbolo di una voglia di cambiamento, in questi paesi della ricca Brianza, si possono ammirare campi giochi per bambini con erba alta fino a cinquanta cm, che sovrasta anche le panchine e che nasconde ogni cosa ci venga gettata, nonostante la presenza di cartelli che recitano che lo spazio intorno è dedicato ai bimbi, invitando a non fumare. A completare lo scenario, quasi grottesco, è la presenza di tombini da quali crescono fiori e vegetazione di dubbia natura, che fanno sorgere qualche dubbio sulla loro originaria destinazione d’uso.


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