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Medellin: come rinasce una città

In Colombia stanno riuscendo a ridare vita alle città poste in scacco dal narcotraffico, mentre in Sicilia le città sono sempre più degradate
di Emanuele G. - mercoledì 3 settembre 2014 - 2441 letture

Girando per le città siciliane ci si accorge subito che Cristo non si è fermato solo a Eboli. Le grandi aree urbane e le principali città della Sicilia soffrono di annosi problemi che con l’andare del tempo hanno peggiorato in maniera pesante la qualità della vita sociale ed economica di queste comunità. Rifiuti, abusivismo edilizio, gestione delle acque, innovazione tecnologica, trasporti, welfare, infrastrutture, sanità registrano tutte preoccupanti indici di sofferenza. Fino ad ora non si è fatto granché per invertire la tendenza. Spesso il moto di rinascita è rimasto circoscritto a mere espressioni verbali. Eppure basterebbe attraversare l’Oceano Atlantico per venire a contatto con realtà che hanno invertito in maniera drastica un destino all’apparenza quasi ineluttabile.

Medellin. Colombia.

Medellin a partire dalla fine degli anni settanta era conosciuta in tutto il mondo come la patria del famigerato "cartello di Medellin". Il cui capo riconosciuto e incontrastato era Pablo Escobar. La rivista Forbes Magazine riteneva che Pablo Escobar controllasse l’80 % del traffico internazionale della cocaina e il 30 % del trafico internazionale delle armi. Il potere di Pablo Escobar era un potere sanguinario. Dovete pensare che durante gli anni del suo potere ci furono ben 30.000 persone uccise a Medellin e in altre parti della Colombia. Insomma una guerra vera e propria. Medellin era considerata alla stregua di un inferno in tutto il mondo. Le condizioni di vita della popolazione erano più che precarie sfiorando l’indigenza cronica. Il periodo buio della seconda città della Colombia per importanza finì con l’uccisione avvenuta nel 1993 di Pablo Escobar. In quell’anno il rapporto numero omicidi per abitante era di 381 persone su 100.000 abitanti!

A partire da quel 1993 Medellin iniziò un lungo cammino di rinascita. I protagonisti di tale scommessa furono i sindaci Luis Perez (2000-2002) e Sergio Fajardo (2002-2007). Loro svilupparono una particolare strategia definita "Urban Acupuncture" (Agopuntura Urbana). In breve, circoscrivere degli interventi in piccole aree per poi dare inizio a un cambiamento più sostanziale nel resto della città. Come potete notare hanno sviluppato una strategia a macchia di leopardo dando ad ogni "macchia" l’obiettivo di diffondersi e prolificare. Per raggiungere gli obiettivi prefissati furono predisposti strumenti specifici come agenzie speciali o linee di finanziamento pubbliche e private.

Fra le innovazioni più evidenti vorrei segnalare le seguenti.

Pablo Escobar per ingraziarsi la benevolenza dei cittadini di Medellin aveva cosctruito un quartiere che portava pomposamente il suo nome "barrio Escobar". Nelle vicinanze ne è stato costruito uno nuovo denominato "Zona 13". Prima dell’avvio dei programmi di risanamento sociale del tessuto urbano sempre di Medellin il quartiere del carcere femminile era il palcoscenico per qualsiasi tipo di atto criminale. Ora c’è una biblioteca che viene visitata da più di 500 abitanti del quartiere. "Zona 13" e il quartiere del carcere femminile sono stati recuperati grazie al Piano di Azione Sociale (Pas). Questo piano ha permesso di recuperare alla legalità estese aree della città con azioni mirate nell’assistenza pubblica, nella vicinanza alla condizione dei minori e degli anziani, all’educazione e formazione e al miglioramento del welfare.

Dal 2007 al 2011 la spesa per la cultura ha rappresentato il 40 % del bilancio comunale facendo assurgere Medellin a una delle capitali culturali dell’America Latina. Sempre Medellin nel 2013 è stata reputata come la città più innovativa del mondo! In questo lasso di tempo sono state istituite ben 27 librerie pubbliche tutte collegate in rete per facilitarne la fruizione. Il nuovo sindaco Anibal Gavina è fortemente intenzionato a proseguire nella via tracciata dai suoi successori in riferimento alle politiche culturali. Anzi intende rafforzarle ulteriormente.

La metropolitana ha permesso alla città e alla sua comunità di riprendere un percorso di crescita armonica e civile. Infatti, tale strumento di trasporto collega tutti i quartieri di medellin. Da più ricchi a quelli più poveri. Con l’obietitvo di ricreare quel senso di comunità che era andato perso negli anni in cui dominava Pablo Escobar. La metropolitana di Medellin è uno strumento di reale democrazia in quanto mescola ricchi e poveri senza nessuna differenza. Anzi la metropolitana viene utilizzata come strumento di inter-relazione sociale e per abbattere steccati e divisioni per classe e censo.

Anche l’architettura e le fonti rinnovabili hanno giocato e giocano tutt’ora un ruole preponderante nella rinascita di Medellin città con più di 3,6 milioni di abitanti. Non sono pochi, infatti, i quartieri che sono stati progettati all’insegna dell’utilizzo di nuovi materiali, del rispetto dell’ambiente e del risparmio energetico. Questo mix ha dato vita a porzioni del territorio comunale assolutamente all’avanguardia a livello mondiale ponendo Medellin quale modello da seguire. Ciò è stato possibile non solo per la lungimiranza dei sindaci che si sono succeduti, ma anche perché le professioni e le associazioni di categoria si sono unite a un progetto di complessivo rilancio dal lato architettura della città. Immaginando nuovi spazi, nuove forme, nuove soluzioni abitative, nuove metodologie di godere dello spazio urbano.

Nel 2003 Medellin era al 38° posto nell’elenco delle città competitive dell’intera America Latina. Ora è fra le prime cinque. Risultato reso possibile dal fatto che lì si è fatto sul serio ponendo realmente il cuore oltre l’ostacolo.

A Medellin ci sono due termini che indicano la nuova aria che si respira in città. Il primo "soyadera" che sottolinea la volontà di vivere bene con ciò che si ha senza troppe complicazioni. L’altro "callehjar", ovvero gironzolare senza fretta godendosi ciò che la città offre. Anche dal linguaggio comune di tutti i giorni si può costruire un percorso di rinascita di una città... E qui in Sicilia?


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