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Med Fusion Orchester: musica per la libertà

Il gruppo tunisino Med Fusion Orchester dedica il suo nuovo Cd alla rivoluzione di gennaio che ha fatto rinascere il paese magrebino
di Emanuele G. - martedì 20 settembre 2011 - 3131 letture

Da sempre la musica è sinonimo di libertà. Ne rappresenta una delle principali architravi. La musica è una delle modalità attraverso cui lo spirito dell’uomo e il suo infinito genio si manifestano. Esso è, invero, uno degli aspetti naturali dell’animo umano. Sgorga così com’è a guisa di acqua da una roccia. Non si può fermare né mediare. La musica ha spesso accompagnato le battaglie che l’uomo ha effettuato per affermare il suo diritto/dovere alla libertà. Basti pensare alle arie verdiane durante il Risorgimento. Oppure le sonate di Chopin al momento della lotta del popolo polacco contro l’invasione nazista. Ancora, le schitarrate di Chuck Berry nel profondo sud degli States per affrancarsi dall’apartheid. Tanto per citare alcuni esempi, ma la lista è davvero lunga, lunghissima…

Un esempio più vicino nel tempo è costituito dalla Med Fusion Orchester, un gruppo di musica etnica tunisina. Infatti, il recente “Parfum de Jasmin” è dedicato alle giornate durante le quali il popolo tunisino ha riacquistato la libertà in seguito alla ventennale dittatura di Ben Alì.

Chi è la Med Fusion Orchester? E’ un gruppo di studenti universitari e di diplomati al conservatorio - originari di Sfax – che si occupa di mantenere viva la musica del Magreb attraverso una rivisitazione in chiave jazz, funky e world music della medesima. Ha all’attivo molti concerti e non solo nell’Africa Settentrionale. Sono sicuramente uno dei gruppi faro del rinnovamento della musica tradizionale in quella parte del continente africano. La Med Fusion Orchester ha un particolare talento. Riesce a mantenere la sua indole araba pur suonando con tonalità globali ed internazionali. Un indubbio punto a loro favore.

“Parfum de Jasmin” si ricollega al simbolo della rivoluzione tunisina. Ossia al fiore del gelsomino che è diventato il fiore simbolo degli eventi accaduti in quel di Tunisi e dintorni. Il gelsomino è un fiore bello e profumato. Come è bella e profumata la riacquisita libertà. Nel corso degli undici brani che compongono la tracks-list di “Parfum de Jasmin” la Med Fusion Orchester ripercorre i giorni tragici ed emozionanti del Risorgimento tunisino. I brani parlano di un martire. Non di uno in particolar modo. Il martire qui assurge al ruolo di valore simbolico degli eventi. Il martire che prima era in catene, ora acquista sempre più forza per romperle. Per essere realmente libero. Tale canovaccio è sottolineato da momenti di riflessione - “El Fan El Fan” (“L’Arte”) – o sognanti – “Layali Chbilia” (“Le Notti di Siviglia”) – anche suggestivi come “Hezz Ayounek” (“Alza gli Occhi”).

Un album affascinante. Punto e basta.

Voglio chiudere la recensione con il ricordarvi i nomi dei musicisti facenti parte di Med Fusion Orchester: Houcem Ellafi (canto), Youness Kassis (flauto), Ayman Boujlida (batteria), Ayman Ben Atillah (percussioni), Firas El Arbi (viola), Melek Dhieb (piano), Houcem Masmoudi (kanoun) e Mokhless Jribi (contrabbasso). Bravi!

Per maggiori informazioni: Med Fusion Orchester


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