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Maurizio Massari “Russia democrazia europea o potenza globale?” – recensione


Puntuale e rigorosa rilettura della storia della Russia dalla fine della guerra fredda in poi
sabato 10 aprile 2010, di Emanuele G. - 368 letture

Maurizio Massari è capo del servizio stampa del Ministero degli Esteri nonché portavoce del ministro. Ha accumulato una vasta esperienza sia operando nelle nostre ambasciate estere che come rappresentate di organismi internazionali quali l’Osce. Proprio gli anni del suo operato in Russia hanno costituito la base, la molla a scrivere il saggio che stiamo recensendo.

E’ un libro che rappresenta una miniera di notizie per comprendere che cos’è la Russia degli ultimi decenni. Notizie organizzate in modo da accompagnare il lettore a esitare un suo giudizio personale sui fatti raccontati da S.E. Massari. Notizie da non intendersi come semplice elencazione di date, fatti o persone. Piuttosto il tentativo, ben riuscito, di organizzarle attorno ad alcune c.d. “idee forti”.

“Russia democrazia europea o globale?” inizia con una sapiente prefazione di S.E. Sergio Romano, già ambasciatore d’Italia in Russia. E’ una prefazione preziosa poiché in pochissime pagine S.E. Romano riesce a fornirci dati storici e geopolitici tali da permetterci di avere contezza dei problemi centrali occorsi alla Russia sia nel periodo pre-Rivoluzione, sia durante il regime sovietico sia dopo.

Il proseguo del libro non è da meno. Infatti, l’autore puntualizza in modo dettagliato e supportato da documenti il “quid” della politica estera russa in modo da addivenire a una risoluzione del quesito presente nel titolo: democrazia europea o potenza globale?

S.E. Massari si sofferma sulle varie fasi che hanno contraddistinto la politica estera della Russia. Dal “romanticismo” dei primissimi anni novanta alla “democrazia autoritaria” di Vladimir Putin. Cioè da una situazione in cui si poteva sperare in un’integrazione della Russia in seno al modello democratico occidentale al passaggio in un’altra dimensione contrassegnata da un sempre più crescente livello di realismo e pragmatismo.

Ho trovato molto interessante l’analisi dell’azione intrapresa dai ministri degli esteri della Russia. Sono dati essenziali per comprendere il “background” che ha determinato la forma e la sostanza della politica estera di quel paese. Una politica estera determinata in maniera quasi totalizzante da persone radicate profondamente nell’apparato burocratico russo. Pertanto apportatori della difesa “a prescindere” degli interessi vitali di tale apparato.

Ulteriori spunti di riflessioni sono originati dalla lucida analisi dei rapporti della Russia con i principali attori internazionali e organizzazioni internazionali. Una parte del libro molto affascinante ed esaustiva. Una parte che mette a nudo le potenzialità per un miglioramento complessivo delle relazioni Russia-resto del mondo e i suoi limiti.

Il libro termina con un invito a sviluppare le relazioni Russia-Europa rifuggendo da qualsiasi dogmatismo. Ogni attore ha le sue specificità ed è in base a queste che bisogna costruire un modello di relazioni internazionali il più condiviso possibile. Certamente, una presenza più attiva della Russia in seno agli organismi internazionali apporterebbe utili benefici a tutti. Insomma, la questione è più psicologica che materiale. E’ necessario uscire ancora dal retaggio da guerra fredda che ancora pervade la politica estere delle principali cancellerie.

> Per maggiori informazioni: Guerini & Associati

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