Claudio Scajola è un vero appassionato di mattoni, ma anche il capo del Dipartimento penitenziario non scherza: 400 mila euro per ristrutturare la sua abitazione nel centro di Roma
Oggi voglio raccontarvi una serie di episodi a dimostrazione del momento magico che sta vivendo il nostro Paese. Comincio dalle dimissioni di Claudio Scajola il ministro costretto a dimettersi per gli attacchi, concentrici, di magistrati e comunisti che poi sono la medesima cosa.
Claudio – è stato sottolineato da parte di molti esponenti politici – ha dimostrato di avere un grande “senso dello Stato”. Faceva una vita stressata, pranzo a Ginevra e magari la cena a New York. Ogni tanto ad Albenga dove, fortunatamente, c’è un aeroporto che è un po’ una barzelletta tanto che gli abitanti della bella località ligure ridono ancora oggi. Comunque sia, il nostro Claudio, dopo essere stato in giro per il mondo e aver lavorato intere giornate al ministero per fare un’Italia più moderna, al passo con i tempi, come dire più nucleare, la sera rientrava nel suo umile mezzanino vista Colosseo di 180 metri quadri, si toglieva le scarpe, si sedeva sulla sua poltrona preferita, si preparava un whisky e mentre fissava il Colosseo dalla porta-finestra, ripensando alla stressante giornata, esclamava da buon ligure: “Belìn come sono stanco. Oggi ho avuto un senso dello Stato pesantissimo”.
Guardate che non è facile districarsi da tutti i problemi che ha un ministro. Ora si aggiungono anche altri fatti riguardanti l’appalto per la costruzione del carcere di Sassari, il G8, gli appalti per l’eolico. Ed anche qui è la solita compagnia di giro quella dell’imprenditore Anemone. E poi c’è l’ex ministro Pietro Lunardi, Denis Verdini, il faccendiere della P2 Flavio Carboni, la cricca Balducci ecc. Insomma bella compagnia e “gran senso dello Stato”.
Scajola però batte tutti. Prima dicevamo dell’aeroporto di Albenga che le solite malelingue hanno voluto vedere una questione torbida. In realtà è limpidissima: lui, Scajola, risiede ad Imperia e per dimostrare che è ben distante da conflitti privatistici, l’aeroporto l’ha fatto costruire a 33 chilometri dalla sua abitazione, ad Albenga. I lavori si bloccavano ogni qual volta Scajola non era al governo, ma questo è solo un dettaglio. Insomma il ministro è uno che ci sa fare, è un vecchio democristiano che ha un debole per i mattoni. Ora sono arrivati i magistrati comunisti e gli hanno rovinato il suo hobby preferito.
Un altro che gioca con i mattoni è Franco Ionta, capo del Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria) che sta diventando come San Bertolaso. Ha un sacco d’incarichi e relative indennità ed è anche Commissario straordinario per le carceri. Ionta se ne stava buono buono a giocare con i mattoni quando un’interrogazione al governo, da parte del comunista Andrea Orlando, del Pd, chiede di sapere “come sia possibile che nonostante non ci siano risorse per risanare la disumana e pericolosa situazione in cui si trovano le carceri italiane si riescano però a trovare 400 mila euro per ristrutturare un alloggio al centro di Roma destinato al capo del Dap e 1 milione di euro per la realizzazione di un’aula magna”.
Quanta malafede in questi comunisti. Intanto diciamo francamente che non riusciamo a capire dove sia lo scandalo. Le ristrutturazioni, specialmente nel centro di Roma, costano e poi cosa sono 400 mila euro? Chi non ha 400 mila euro per ristrutturarsi la casa? Ionta, economicamente, non se la passa bene. Mica è come i cassintegrati che non fanno un cazzo e prendono ugualmente lo stipendio. Un aiutino è giusto offrirglielo.
Per ultimo una notizia per tirarvi su un po’. Forse non c’entra nulla con le altre o forse sì. Fate voi. Dunque l’Ansa ci ha fatto sapere che in una cittadina olandese, alcuni ladri si sono introdotti in carcere ed hanno rubato, ai detenuti, i televisori.
In Italia, questo non sarebbe stato possibile. In cella, visto il sovraffollamento, c’è sempre qualcuno.