Un intrigante saggio che svela parecchi lati oscuri della storia recente del nostro paese
La storia dell’Italia ha senza dubbio molti lati oscuri. Questa constatazione salta immediatamente agli occhi allorquando si passano in rassegna gli eventi che hanno caratterizzato la storia del nostro paese nel corso del c.d. “secolo breve”. Ogni evento non è di immediata lettura e ci si accorge subito che c’è un dietro. Spesso inquietante. Ne discende una sensazione amara e tragica. Siamo stati effettivamente liberi di costruire la nostra storia oppure c’è stato qualcuno che ha recitato la parte del “grande vecchio”? Consentiteci di avere un minimo di malizia.
A suffragare la tesi del “grande vecchio” contribuisce la recente pubblicazione del libro scritto a quattro mani da Mario José Cereghino e Giovanni Fasanella edito per i tipi di Chiarelettere. Il titolo è piuttosto banale “Il Golpe Inglese”, ma il sottotitolo contribuisce ad accendere in noi la spia dell’allarme rosso: “Da Matteotti a Moro: Le Prove della Guerra Segreta per il Controllo del Petrolio e dell’Italia”.
Il libro prende spunto da tutta una serie di accertamenti svolti su atti strettamente top secret custoditi dall’Intelligence britannica. Accertamenti per la prima volta effettuati secondo coordinate scientifiche e storiografiche. E la verità che ne emerge non è piacevole. Anzi dovrebbe spingere tutti noi italiani a voler sapere la verità cruda e reale. Sapere, cioé, che qualcuno ha cercato di condizionare la nostra libertà è una sensazione al dir poco sgradevole…
Tutto si inquadra nei progetti di egemonia dell’Inghilterra nell’area del Mediterraneo al fine di garantirsi la massima sicurezza negli approvvigionamenti petroliferi. La cosa avrebbe potuto essere semplice a farsi se nonché la presenza nel Mediterraneo di una forte potenza regionale quale l’Italia creava non pochi problemi alla “Perfide Albione”. Le ingerenze inglesi iniziano con il Caso Matteotti e finiscono con l’affair Moro. Il leit-motiv dell’azione inglese era quella di ridurre allo stato di vassallo il nostro paese al fine di poter scorazzare senza lacuna remore nel Mediterraneo. Ecco allora la creazione di una fitta rete di strutture illegali nel nostro paese con lo scopo precipuo di addomesticarlo e renderlo neutro sul proscenio internazionale. Oltre a Matteotti e Moro, si prendono in considerazioni le azioni “undercover” degli inglesi durante la Seconda Guerra Mondiale, i rapporti con l’estremismo post-fascista, il “golpe bianco” di Sogno, la strategia della tensione e la fondazione delle Brigate Rosse. Insomma, un’analisi non convenzionale della storia novecentesca del nostro paese.
Un libro davvero avvincente con un richiamo etico ben preciso. Noi cittadini dobbiamo tutti essere più “attivi” (secondo la felice espressione del filosofo Noberto Bobbio) per vigilare sulla nostra effettiva libertà. Se no la democrazia appare simulacro vuoto e foriero di tragiche conseguenze.