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Marcel Duchamp in Sicilia nel ’63



lunedì 11 novembre 2013 , Inviato da Silvestro Livolsi - 4415 letture

Una grande esposizione, che si è aperta ad Ottobre e che si chiuderà a Gennaio del 2014, a Roma, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, celebra il genio di Marcel Duchamp, mettendone in mostra centinaia di opere, tra le più rappresentative ed emblematiche del suo percorso d’artista, a cento anni dal suo primo ready-made, Ruota di bicicletta, creato nel 1913, e a cinquant’anni dal suo viaggio in Italia. Meta di quel viaggio italiano del 1963 fu anche la Sicilia, dove l’artista francese soggiornò per ben due settimane. Duchamp, accompagnato dalla moglie Teeny, prese, per un pò di giorni, alloggio a Palermo, al Gran Hotel des Palmes, l’albergo nel quale, trent’ anni prima, nel 1933 si era ucciso lo scrittore e l’artista che Duchamp riconobbe sempre come uno dei suoi più importanti punti di riferimenti, Raymond Roussell.

Poi si recò a Taormina, da dove scrisse, in una cartolina indirizzata all’amica Mary Dreyer: ’La Sicilia è bellissima’. Quindi fu ad Agrigento: e qui, guardando fuori dalla sua camera d’hotel - come documenta Arturo Schwarz inThe complete works of Marcel Duchamp - l’artista francese trovò l’ispirazione per un disegno, curioso e intricante che, alla maniera di un rebus, dava forma visiva alla frase ’Aimer tes heros’. Infatti, come spiega bene Lucia Zapparoli (in ’Uno scienziato interpreta la creatività dadaista’, Università La Sapienza, Roma) nel disegno di Duchamp ’si possono riconoscere, a sinistra, una coppia di amanti che raffigurano il verbo aimer; al centro, un lattante che poppa dal seno, seguito in basso da un simbolo divisore che suggerisce di dividere il verbo francese téter (poppare) in due, così da ottenere “té” pronunciato allo stesso modo della lettera dell’alfabeto “t” e dell’aggettivo possessivo “tes”; infine, a destra, due uomini impiccati, gli eroi’. L’opera di Duchamp, realizzata in Sicilia, venne utilizzata, qualche anno dopo, nel ’65, come copertina del n° 9 della rivista milanese ’mEtro’, una delle prime riviste internazionali d’arte d’avanguardia, fondata nel ’60 e pubblicata a Milano, che ebbe il merito di lanciare gli artisti americani della Pop Art. Direttore e animatore di ’mEtro’ era, in quegli anni, Bruno Alfieri, che aveva incontrato Duchamp a Parigi nel ’62 e gli aveva chiesto un suo lavoro per la copertina di un numero della sua rivista: Duchamp, in Sicilia, si ricordò di quella richiesta e trovò, ad Agrigento, la giusta atmosfera per esaudirla.


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