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Marc Lazar Sergio Romano con Michele Canonica “La Francia in Bilico” (Marsilio)

Da una serie di conversazioni sulla Francia un instant book piuttosto parziale e problematico sul nostro vicino d’oltralpe.

di Emanuele G. - lunedì 4 giugno 2012 - 4230 letture

L’idea di redigere un instant book sulla Francia è certamente azione meritoria, ma il taglio dato al libro depotenzia alquanto la felice intuizione. Non si può, infatti, delineare lo stato dell’arte di un paese utilizzando tale tipologia editoriale. La necessaria sintesi analitica fa risultare la medesima – mi riferisco all’analisi – piuttosto parziale e problematica. Parziale perché non si ha lo spazio editoriale sufficiente per entrare negli argomenti dibattuti. Problematica in quanto l’estrema sinteticità del testo fa sorgere parecchi quesiti che rimangono insoluti.

Chi sono gli autori del libro? Marc Lazar (Parigi, 1952) è considerato il miglior specialista francese di politica italiana contemporanea. A Sciences Po è professore di storia e sociologia politica, direttore del Dipartimento di Storia nonché del Gruppo di Studi e di Ricerche Interdisciplinari sull’Italia contemporanea. Insegna anche all’Università luiss-Guido Carli di Roma, dove è il presidente della School of Government. È autore di varie opere sulla sinistra europea e sull’Italia, ed editorialista de «la Repubblica». Sergio Romano (Vicenza, 1929), editorialista del «Corriere della Sera» e di «Panorama», ha iniziato la carriera diplomatica nel 1954 ed è stato ambasciatore d’Italia alla nato e a Mosca. È dottore honoris causa dell’Istituto di Studi Politici di Parigi. Ha insegnato nelle Università di Firenze, Sassari, Pavia, Berkeley, Harvard, e all’Università Bocconi di Milano. È autore di numerosi libri di storia italiana e francese tra Ottocento e Novecento. Michele Canonica (Torino, 1948), giornalista e presidente del Comitato di Parigi della Società Dante Alighieri, figura di primo piano delle relazioni culturali italo-francesi. È stato inviato ed editorialista di molti grandi giornali italiani, conduttore di trasmissioni radiofoniche e direttore della rivista «France Italie». Con Gilles Martinet e Sergio Romano è autore del libro Un’amicizia difficile. Conversazioni su due secoli di relazioni italo-francesi (Ponte alle Grazie 2001). Lazar, Romano e Canonica sono coautori de L’Italia disunita (Longanesi 2011).

In bilico fra passato e futuro, la Francia sembra non aver ancora interiorizzato il passaggio da grande a media potenza, e si trova oggi ad attraversare una dolorosissima crisi di identità. Questo libro di conversazioni a tre voci descrive il paese destinato ad affrontare nel 2012 due sfide elettorali della massima importanza: la scelta del presidente della Repubblica e il rinnovo dell’Assemblea Nazionale. Prendendo le mosse dall’analisi della situazione politica, gli autori raccontano una Francia a disagio, chiamata a misurarsi con problemi in parte conseguenti alla sua lunga storia, in parte legati ai formidabili cambiamenti strutturali che la stanno trasformando insieme all’Europa e al mondo. Nel trattare un’ampia gamma di temi - dalla costruzione del sentimento nazionale al modello di integrazione, dal ruolo dello Stato alla pubblica amministrazione e alla sanità, dalla perduta centralità nell’assetto europeo al tentativo di rilancio del tandem franco-tedesco - non viene mai meno il confronto sistematico con l’Italia, che sottolinea differenze e analogie talora sorprendenti rispetto ai nostri «cugini d’oltralpe». Infatti i tre autori provengono da percorsi intellettuali molto diversi, ma hanno in comune una conoscenza approfondita dei due paesi. Coniugando l’approccio storico-politico a uno sguardo attento alla vita di ogni giorno, emerge il ritratto di una Francia il cui modello - politico, economico, sociale e culturale - è sempre più spesso contestato, sia in patria che all’estero, ma per la quale, sottolinea Sergio Romano, resta valida una constatazione: «Non è facile vivere con lei in Europa. Ma senza di lei è impossibile».

Il libro è certamente affascinante poiché parla di uno degli stati cardine della storia europea e universale. Tuttavia rimango sui miei dubbi espressi ad inizio della recensione. Avrei preferito, infatti, una lettura della Francia meno basata su preconcetti e maggiormente costruita sulla reale situazione del paese transalpino. In più la conversazione l’avrei posta a seguire rispetto a una consistente porzione del libro dedicata a una ponderosa presentazione della Francia. Infine, il taglio dato, quello della conversazione, non permette al lettore che ha una conoscenza non approfondita della Francia di comprendere appieno un paese molto complesso e che funge da cartina di tornasole in riferimento ai problemi della modernità. Un’occasione mancata? Non credo. Ma il libro avrebbe avuto la necessità di godere di ben’altra filosofia editoriale.


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