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Manifesto della poesia clandestina

Ripubblico, quasi vent’anni dopo, il Manifesto della poesia clandestina.
di Victor Kusak - venerdì 3 agosto 2018 - 1048 letture

La poesia nel nostro mondo non ha più diritto di cittadinanza. I poeti che non intendono farsi complici del mondo che si sta costruendo hanno deciso di fare un passo indietro, e di entrare in clandestinità. Io da oggi mi ritengo un poeta clandestino.

I poeti clandestini continueranno con più forza a fare poesia, essere poeti, vivere la poesia e diffonderla. Ma non sono più disposti a fornire sangue e energie alla violenza e alla distruzione del mondo.

Abbiamo conosciuto le violenze e le distruzioni del secolo chiamato Novecento. In nome delle ideologie si sono perpetrati e riprodotti i più terribili misfatti contro le persone, singoli e gruppi. Il dio Potere, il dio Denaro, il dio Economia sono state le tre teste di un unico intendimento terroristico e distruttivo dell’umanità.

Vediamo che anche nel nuovo tempo, chiamato Ventunesimo secolo, eliminate le motivazioni ideologiche, i tre falsi dèi stanno devastando ogni residuo di umanità.

Noi rifiutiamo questo mondo.

Noi riteniamo che la poesia non possa tacere. Non possa essere asservita. Per questo abbiamo deciso di entrare in clandestinità. Nel secolo scorso i nostri antenati abbandonarono le case e salirono in montagna per combattere il nazismo. Oggi il mondo è in preda da un mostro altrettanto disumano e terribile. Esso non solo regola i rapporti tra gli Stati esprimendosi nella guerra militare ed economica, uccide la Natura e muta la biologia degli esseri viventi; essa penetra all’interno degli Stati, abbatte le classi per ridurre tutti nelle condizioni amorfe dei paria; promette la falsa ricchezza per corrompere quante più persone possibili; avvelena i rapporti umani, cancella i ricordi, cambia i colori del mondo.

Non è solo l’ambiente e la Natura che sono giunti ad un punto di non ritorno. Anche per la poesia non è più possibile continuare a esistere nel mondo che voi avete costruito e che volete imporre. Chi vuole continuare continui, noi - da parte nostra - abbiamo deciso di dire no.


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