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Male…detti, statali!


Storie di "Megadirettori galattici" e i soliti "Fantozzi" ad elemosinare umanità.
martedì 5 giugno 2007, di Piero Buscemi - 1437 letture

La campagna denigratoria era iniziata accostando l’attributo “fannullone” al sostantivo “impiegato pubblico”. Da nessuna parte era giunto un minimo segnale di difesa della categoria. Le uniche cose certe rimanevano: il perdurare del blocco del così detto turn-over - ossia l’indizione di concorsi pubblici che permettessero l’ingresso nel pubblico impiego di nuove forze, con il conseguente svuotamento di personale dovuto ai biologici pensionamenti - e la campagna mediatica degli stipendi d’oro degli statali, lanciata senza alcuna distinzione netta tra i nuovi “Megadirettori galattici” sulle loro comode poltrone e i soliti “Fantozzi” a tirare la carretta.

Mai come quest’anno, poi, il confronto con la controparte aveva provocato tanto disagio, se si pensa che, a parte un governo di centro-sinistra “garanzia” di tutela dei diritti dei lavoratori, può vantare tra le sue fila esponenti che con il sindacato, hanno costruito la loro carriera politica. Chi non ricorda Franco Marini, che incitava ad una nuova lotta di classe operaia, dall’alto della sua ex carica di segretario generale della Cisl e dal suo attuale ruolo da Presidente del Senato? E chi non ricorda Fausto Bertinotti, attuale Presidente della Camera, con il suo invidiabile passato sindacale tra le fila della Cgil e le sue 35 ore settimanali, la lotta al precariato e al lavoro nero?

I sindacati confederati hanno avuto un bel da fare, per riconoscersi un ruolo in questa ennesima diatriba sociale. In ballo c’era il contratto degli statali ed una nuova possibilità di riversare nel debito pubblico, le scelte obbligate della Finanziaria 2007. Come trovare un compromesso che salvasse l’immagine dei rappresentanti dei lavoratori e nel contempo, non distraesse il Presidente del Consiglio dalla sua politica estera?

E’ stato sufficiente promettere uno sciopero, da ponderare ed eventualmente stralciare, al momento opportuno. Intanto, i CUB e la RdB, i sindacati indipendenti, più scettici sulle reali volontà del governo, erano scesi in piazza il 30 marzo, ma prendere parte a queste iniziative per le altre sigle sindacali, significava esporsi alle ritorsioni delle poltrone che contano. Si era giunti così ad una piattaforma di intesa, il 6 aprile scorso, con la quale si era sperato di fissare almeno dei punti inamovibili, frutto delle lotte sindacali del passato.

Le smentite alle aspettative degli statali sono maturate nella notte tra il 28 e il 29 maggio, e stavolta, la notte non ha portato consiglio. "Hanno firmato un accordo che modifica e peggiora la struttura dei contratti di tutti per ottenere 6 € miserabili di differenza. E’ uno scandalo che va respinto con mobilitazioni immediate dei lavoratori pubblici” – così Pierpaolo Leonardi, Coordinatore nazionale CUB, ha commentato l’accordo siglato dal governo e dai sindacati.

Che fosse un accordo poco vantaggioso per i lavoratori, lo si è capito dalla reazione entusiastica della Confindustria, e di chi ci sta a capo, che ha festeggiato la triennalizzazione dei contratti e il loro slittamento nel tempo della parte giuridica e di quella economica. A parte, facendo i conti alla femminina, la decorrenza arretrati fissata a febbraio 2007, che si è “mangiata” tutto il 2006, la ormai da tempo scomparsa della scala mobile, garantisce un immediato futuro alquanto incerto.

Bisogna ammetterlo: questo risultato non era riuscito a conseguirlo neanche il governo Berlusconi, come ci ha fatto notare Pierpaolo Leonardi, che ha aggiunto: "Hanno aspettato la chiusura delle urne per fare un accordo che scontenta 3 milioni e mezzo di dipendenti pubblici, in grande parte elettori di centro-sinistra alle elezioni politiche di un anno fa. Se questo accordo inaccettabile fosse stato concluso un giorno prima, probabilmente sarebbe cresciuto ancora di più l’astensionismo".

Sono state raccolte e consegnate al Senato 100.000 firme, per una proposta di legge che introduca una nuova forma di scala mobile. Chissà che il Presidente Marini si ricordi di essere stato un sindacalista, ossia un difensore dei lavoratori, piuttosto che un “amico” di Confindustria.

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Male…detti, statali!
5 giugno 2007

Il suo ragionamento e’ piu’ che corretto. Le chiedo pero’ di rispondermi ad una domanda: le e’ mai capitato di entrare in un ufficio pubblico e non trovarvi nessuno o di incontrare tutti al bar? Quante volte ci e’ capitato... E se si quantificasse tutto questo in denaro pubblico sprecato perche’ speso improduttivamente. Quando chi difende giustamente un diritto, affermera’ anche la necessita’ di definire una volta per tutti i doveri? Paolo Aiello
risposta a Paolo Aiello
5 giugno 2007, di : Piero Buscemi

Gent. Paolo Aiello,

si, sono entrato in diversi enti statali e le mie considerazioni in merito, riassunte in queste mia risposta sono riconducibili a due punti cardini:

1. Non troverà mai, da nessuna fonte informativa un dettaglio sulla perdita di posti di lavoro nel pubblico impiego; lo stato non usa il metodo privato dello "spurgo" del personale eccedente con i licenziamenti, mobilità, cassa integrazione (per i privati privilegiati) e tutte le altre forme conosciute, lo stato si limita a non assumere più nessuno. All’ente previdenziale per eccellenza in Italia, l’Inps, dal 1990 ad oggi sono "scomparsi" circa 15.000 dipendenti (un terzo del totale), dovuti ai pensionamenti. Non sono stati rimpiazzati da nessuno, a parte una piccolissima parte dei così detti passaggi interenti, che si é trattato soltanto di una conferma della strategia della "coperta corta". Questa perdita di risorse ha comportato un carico aggiuntivo di incombenze, aggravato dalla politica, sia del precedente che dell’attuale governo, di riunificare tutti gli enti in un grande calderone (vedi Inpu o Superinps).

2. Collegandosi al punto precedente, l’alternativa a questa situazione è stata quella della privatizzazione, quindi della consegna di un patrimonio pubblico (discutibile ma migliorabile) ai privati, che hanno immediatamente tagliato i fondi e quindi il personale.

Considerando quanto espresso sopra, la faccio io una domanda:

le Poste, l’Enel, le Ferrrovie dello Stato, per citarne qualcuno, da quando sono diventati enti privati (S.p.A.), hanno migliorato la qualità dei servizi resi ai loro "clienti"?

Le file agli sportelli e i disservizi dei treni italiani (condizioni igieniche sommarie e i problemi dei pendolari), meriterebbero una maggiore analisi di qualsiasi congettura sull’argomento.

Il discorso é lungo, e tanti sono i se e i ma. Qualcosa mi fa dire che i politici, hanno come obbiettivo lo smantellamento della funzione pubblica. Rimango con il dubbio che questo porterà dei vantaggi.

La ringrazio per l’intervento e la saluto.

Piero Buscemi

Male…detti, statali!
5 giugno 2007

Caro Buscemi, anche qui lei ha ragione. Ha solo e solamente ragione in tutti i punti da lei elencati. Le ripeto senza alcuna voglia di polemizzare con lei che spesso, troppo spesso, gli impiegati pubblici non svolgono il proprio dovere. E altrettanto spesso, troppo spesso, chi li difende, cioe’ chi piu’ di ogni altro si guadagna il diritto di poterli criticare, non mette in evidenza questo malcostume che indebolisce la loro stessa posizione. Ma non le e’ mai capitato di presentare una pratica all’amministrazione pubblica e vederla marcire per mesi e mesi? Lei dice che si tratta solamente di mancanza di personale. Io purtroppo ho spesso constatato che a discapito delle mie, altre pratiche venivano svolte in fretta per gli amici, per chi ungeva il burocrate, per chi valeva la pena servire perche’ potente ecc... Sono io solo ad essere stato cosi’ sfortunato? O forse e’ tempo che questo si dica? O forse conviene lasciare questo compito alle destre e al neoliberismo di sinistra? A chi giova questo gioco del bianco e nero? Sicuramente non all’impiegato pubblico che fa il proprio dovere e viene bastonato come il suo collega che fa solo i propri comodi. Saluti, Paolo Aiello
Legalità, innanzitutto!
5 giugno 2007, di : Piero Buscemi

Caro Aiello,

i mezzi leciti per ottenere la definizione di una pratica in tempi umani e con mezzi leciti, ci sono, eccome!

Uno é questo:

Legge 241/90

http://www.agcom.it/L_naz/L241_90.htm

Forse, le care e vecchie abitudini clientelari dell’italiano medio, spesso hanno il sopravvento. Si preferisce il conoscente di turno a quello che la legge già ci riconosce. Ma allora, é inutile pretendere correttezza dalle istituzioni, se sotto sotto non la si vuole.

Da questa logica corrotta, spiegarsi Tangentopoli, i voti di scambio e nella sua distorsione maggiore, la mafia e gli insuperabili problemi della società italiana (e non solo!), é molto più...logico!

Piero Buscemi

Male…detti, statali! MALEDETTI SINDACATI!
6 giugno 2007, di : Dipendente direzione provinciale del tesoro

Come mai i sindacati a suo tempo rifiutarono i 120 € offerti dal governo Berlusconi, ritenendoli un’offerta ridicola per poi accettare i 101 € faticosamente offerti dal governo Prodi? Che i sindacati facciano gli interessi di una certa parte politica più che gli interessi dei lavoratori? CEEERTOOO!!!
Male…detti, sindacati!
7 giugno 2007

Secondo me, fanno gli interessi...LORO!

Tra trampolini di lancio per carriere politiche, pensioni d’oro e un lavoro, che non é lavoro, fare il sindacalista oggi, é un po’ come fare il prete: privilegi tanti (come conoscere i segreti della gente), rinunce poche!

Dipendente del Ministero dell’Economia e delle Finanze, in attesa passaggio interente verso l’Inps.

Male…detti, statali!
7 giugno 2007

La ringrazio Buscemi, mi rendo solo ora conto che la sua illuminante risposta potrebbe risolevere in un baleno tutti i problemi della burocrazia italiana. Dunque cittadini la soluzione di Buscemi e’ la seguente: Entrate in un ufficio pubblico, se non trovate nessuno all’interno, andate al bar piu’ vicino perche’ li troverete li’. Entrate nel bar e con tono fermo dite: la Legge 241/90 vi vuole tutti in ufficio a svolgere il vostro dovere. Tutti gli impiegati lasceranno cadere il cornetto di bocca o l’averna a meta’ e si fionderanno in men che non si dica a risolvere quella vostra pratica che stava ammuffendo sulla loro scrivania. Grazie grazie Buscemi, come faremmo senza di lei... Paolo Aiello
Necessari scambi di vedute: importanti, in ogni caso!
7 giugno 2007

Gent. Sig. Aiello,

do per scontato un tono di ironia nella sua risposta. Premetto che quello che lei ha voluto attribuirmi come consiglio da dare ai cittadini, è una sua congettura e forse, un suo personale modo di pensare, visto che nei miei interventi non ho mai affermato il suo "consiglio".

Mi sentirei snaturato se affermassi un così assurdo pensiero. Chi ha utilizzato la 241, lo ha fatto per iscritto. Davo per scontata la sua ovvietà di applicazione, visto che la stessa legge prevede questo iter. A questo, aggiungiamo che in molte realtà, questi problemi (cornetti, amari, cappuccini, buste del supermercato ecc.) sono stati risolti con denunce alle autorità competenti.

Ma lo ripeto: certi vizi sociali sono figli della natura stessa dell’uomo. I nostri politici, sindacalisti, funzionari pubblici sono e rimangono esseri umani, tentati come tutti, da molte scorrettezze. Alla fine, é solo una questione di coscienza (se ne é rimasta ancora un po’).

Chiudo con una piccola provocazione: quando scoppio’ Tangentopoli, io vivevo a Milano, l’epicentro dello scandalo. Ebbene, migliaia di persone scesero in piazza San Babila a protestare contro la corruzione dei potenti. A me venne spontanea una domanda: quanti fra i manifestanti avevano sostenuto con il loro voto, i partiti coinvolti? Ho provato a dare una risposta, andandomi a spulciare i risultati elettorali di Milano nei vent’anni precedenti Mani pulite. Il risultato é sorprendente, ma non glielo rivelo...

Saluti,

Piero Buscemi

Male…detti, statali!
3 dicembre 2007

Nella sostanza niente da dire.Tutto vero e documentato.Però il problema è anteriore,e di molto.E sta in generale nella totale assenza di pianificazione organica dell’intero comparto amministrativo.Ribadisco che,cosi come è oggi,la P.a.,nel suo complesso, continua a non funzionare come dovrebbe.Sono agli antipodi della politica confindustriale ma occorre il coraggio di dire che il problema consiste essenzialmente nella mancanza di qualsiasi progettualità funzionale(a titolo di semplice esempio potrei citare il caso di un ente,qui a Viareggio, che a fronte di un accesso di un max giornaliero di tre persone impiega 4-5 funzionari con stipendi non inferiori ai 2000 euro che,per passare il tempo, devono portarsi da casa cucito o radioline..... Quanti casi analoghi sussistono in giro per il nostro beneamato paese?Credo moltissimi tra enti inutili,enti locali sovradimensionati, etc.Eppoi il profilo economico che è comunque strettamente connesso con l’ipertrofia organica ed il conseguente spreco di risorse a pioggia.Diceva Piercamillo Davigo che finchè si continua a pagare 2000 euro al mese un ufficiale (onesto) della guardia di finanza che va a sequestrare patrimoni miliardari non si va avanti.Il discorso è vastissimo ed investe la peracottaggine di un Paese ormai allo sbando sotto il profilo morale e culturale in cui fare il proprio dovere è quasi considerato un atto di eroismo ed in cui gli onesti danno in fondo fastidio.Mi viene da pensare ai tantissimi che sono anche morti per difendere questo stato (magistrati-poliziotti-carabinieri-giornalisti),uomini liberi che hanno creduto in ideali di equità e giustizia sociale che questo paese calpesta quotidianamente preda come è di veline,truffatori di alto rango,reality e mutande firmate da ricattatori,tronisti,sfruttatori di povera gente,politici mafiosi o camorristi.E,qualche volta,mi viene da pensare a quando strinsi la mano a Caponnetto il capo del vecchio pool anti-mafia.UNo dei momenti più belli vissuti a contatto con l’onestà ed il coraggio,la dignità oggi scomparsa e sconfitta dall’apologia dell’apparire a qualunque costo.Grazie.dr. Giancarlo Iannella, Direttore Inps- Viareggio
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