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Girodivite per Rita: dal web al cartaceo

Questa è la cronaca di come, da un’idea, si è passati, via via, ad avere quest’edizione cartacea. Il giornale è in distribuzione, vi diamo le dritte per reperire la vostra copia...
di Tano Rizza - sabato 20 maggio 2006 - 5889 letture

Maggio 2006. Siamo riusciti ad uscire nuovamente in formato cartaceo. Il numero 227 di Girodivite ha visto la luce in un bel foglio a otto pagine, dedicato in parte alle imminenti elezioni regionali, ovviamente a sostegno di Rita, e in parte a tematiche legate alla cultura, un’edizione eterogenea leggibile da tutti. Il numero lo trovate in giro per la Sicilia, ma anche a Roma, e dove i redattori arriveranno. Abbiamo stampato 5000 copie con una carta differente dal solito, più sullo stile giornale quotidiano, meno patinato. Ma quanta fatica.

Voi lettori vi trovate questo bel giornale in mano, colorato, pieno d’articoli interessanti, molte interviste, e con una bella forma grafica, lo sfogliate, lo leggete e lo mettete da qualche parte a casa. Vi sembra normale avere un giornale a vostra disposizione, è gratuito, e se conoscete il progetto online siete rimasti anche felici di vederci su carta. Noi vi chiediamo di darci una mano a far conoscere il nostro giornale, diventate lettori militanti di Girodivite, dopo averlo letto passate il giornale ad un parente, ad un amico, non lasciatelo in un angolo: liberate Girodivite cartaceo, dategli più possibilità di vita. In giro ci sono 5000 copie, ma vogliamo più di 5000 lettori: se ognuno di voi lo fa leggere a qualcun altro sono 10.000 lettori, possono diventare 15.000 e molti di più. Se vi rispecchiate in questo foglio, fatelo girare il più possibile. Non è stato cosi semplice mandare alle stampe il giornale, per questo vi vogliamo spiegare com’è andata. L’idea c’è saltata in mente in una delle riunioni di redazione settimanali, a Catania. Tra un bicchiere di vino e un delizia culinaria s’inizia a parlare di fare un’altra edizione cartacea. Se ne discute per tutta la serata, come al solito le idee sono tante e i soldi per realizzarle pochi, anzi dopo l’organizzazione del Poetry Reading del mese precedente, di soldi non ce n’è proprio più, la cassa è vuota. Ma la cosa non ci ha demoralizzato. In un primo momento ci viene in mente di organizzare un’uscita congiunta con i ragazzi di Pizzino, foglio di satira antimafia che opera nella Sicilia occidentale: a loro la satira, a noi la parte “seriosa”. Avviamo i primi contatti, troviamo il loro interessamento, ma ci sono problemi tecnici, proviamo a risolverli. Passano i giorni e ci rendiamo conto che i tempi, per organizzare una cosa del genere, sono più lunghi del previsto. Non se ne farà nulla, ma l’idea rimane in piedi, magari sarà per il prossimo cartaceo.

Noi il cartaceo lo vogliamo fare lo stesso, Girodivite ha il suo seguito e vogliamo dare una manifestazione concreta, in carta, ai nostri lettori. Decidiamo che Girodivite cartaceo s’à da fare. Passa una settimana e ci ritroviamo di nuovo a Catania, in riunione. Bisogna scegliere una tematica da affrontare, non siamo un quotidiano quindi, dobbiamo avere un filo logico, seguire una traccia che è strettamente attinente alle città in cui operiamo. Il cartaceo, come al solito, deve uscire su tutto il territorio siciliano. Alle porte ci sono le elezioni per il rinnovo dell’assemblea regionale, in gioco c’è la presidenza della Regione Sicilia e tra i candidati c’è né uno che c’ispira fiducia. È deciso, si fa il numero a sostegno di Rita Borsellino. Non se ne discute più: il numero dove essere utile a smobilitare un po’ di coscienze intorpidite dal cuffarismo dominante. L’antimafia e la Sicilia ci stanno a cuore, la tematica non può che essere quella. Bene, il primo tassello è fatto, l’argomento è scelto.

Adesso bisogna comunicare ai nostri redattori sparsi per l’Italia che siamo decisi nel fare un cartaceo e che c’è da sostenere Rita. Attiviamo tutti i nostri canali di comunicazione interni, c’e da contattare tutta la redazione nazionale. Mandiamo mail, facciamo decine di telefonate, ci sentiamo su messanger, attiviamo la nostra lista di discussione interna. Non arrivano subito le risposte, i redattori sembrano un po’ distaccati, quasi presi in contropiede da questo progetto d’uscita su carta. Ma, invece, i redattori erano in fase d’elaborazione. Dopo un pò parte la discussione. Ognuno propone le sue idee per fare un buon numero, bisogna affrontare l’argomento da più angolazioni. Siamo tanti, ma di siciliani siamo una quindicina sparsi in tutta Italia. I redattori che non partecipano al numero perchè lontani delle tematiche della nostra regione ci fanno sentire il loro sostegno, la cosa ci aiuta.

Mancano due settimane alla programmata uscita e si è tutti in pieno lavoro. Iniziano ad arrivare le prime concrete proposte d’articolo. Alla banda redazionale si aggiunge Luca, vecchio redattore di Girodivite che studia a Siena, si occuperò dell’impaginazione e di raccontare come gli studenti fuori sede si sono organizzare per tornare in Sicilia e votare uniti Rita. L’idea è concretizzata, arrivano i primi pezzi e ci diamo una scadenza: il 15 Maggio Girodivite deve andare in stampa. Sergej avanza la questione soldi: come facciamo a coprire le spese? Un problema grande, perchè uscire su web ha i suoi costi ma nulla paragonato ad un’uscita cartacea da 5000 copie. Si attiva per primo Tano R., che ricontatta uno dei vecchi sponsor dello scorso cartaceo: la Pcfilmonline di Pierluigi, che nel tempo ha seguito il nostro giornale ed è diventato un nostro affezionato lettore. Da lui viene l’idea successiva, contattare due suoi amici che nel siracusano hanno degli esercizi commerciali e vedere se sono disposti a sostenere il progetto Girodivite cartaceo. Pierluigi prende il telefono e contatta i possibili sponsor, incredibilmente arriva l’OK. Cosi, dal nulla e in modo assolutamente inaspettato arrivano tre sponsor, in un solo giorno, che assicurano buona parte della copertura finanziaria necessaria a fare le copie di Girodivite, la settima dopo un degli sponsor presenti nell’edizione cartacea di Novembre riconferma la sua disponibilità. La cosa ci rassicura e andiamo avanti spediti.

Intanto il tempo inizia a diventare limitato. A Siena, base logistica di Luca, arrivano a mano a mano gli articoli da selezionare. Guardando il materiale a nostra disposizione ci rendiamo conto che il numero sarà interessante, ma per davvero. Per gli sponsor ci siamo, le promesse, nel giro di una settimana diventano certezze. Tano prende il suo pandino e va a Palazzolo Akreide (SR) per far firmare il contratto al primo sponsor. Il primo viaggio va, pesantemente, a vuoto, il titolare del ristorante non ha i soldi. Tano non si demoralizza, va la settimana successiva e recupera il corrispettivo economico. Quatto giorni prima di andare in stampa prende anche gli altri corrispettivi. Per la parte economica siamo coperti.

Il lavoro si concentra su due fronti: Siena e Catania. A Siena Luca impagina una prima bozza di quello che deve essere Girodivite cartaceo, e lo manda alla redazione catanese. Lo zampino di Luca è evidente, la grafica si discosta un po’ dalle precedenti edizioni. Ma non è un problema, anzi. Intanto gli articoli si moltiplicano, diventano più numerosi dello spazio a nostra disposizione. Si fa una prima selezione, e si accorciano un po’ i pezzi che sono troppo lunghi. Gli articoli sono tanti, di buona qualità, e non vogliamo tenere fuori nessuno dei redattori che si sono impegnati per quest’edizione. Si decide di raddoppiare la dimensione del giornale, da quattro si passa a otto pagine. Non succedeva da tempo, negli utlimi due anni non era mai successo.

Fattore tempo. Nell’utlima settimana Luca si spinge oltre i limiti umani di ogni ipaginatore esistente. In tre notti di lavoro a Siena, riesce a fare il giornale. Le otto pagine sono pronte per arrivare giù in Sicilia. Un megabit di informazione viaggia sulla rete e arriva in formato pdf a Catania. Sergej apre il file: è il giornale. Adesso è la volta del viaggio fisico. Si va in tipografia, a Carlentini(SR). La tipografia mette tre giorni a stampare le nostre 5.000 copie, sono i tempi tecnici. Giuseppe C. ingaggia una lotta corpo a corpo con il nostro volenteroso ma distratto tipografo. E’ una lotta epica, all’ultimo sangue. Un problema tecnico dopo l’altro. Solo la pazienza di Giuseppe e la sua esperienza riescono a risolvere tutti i problemi. Ci si mette anche la luce: un’intera giornata è persa perché in tipografia viene a mancare la luce. E’ fatta, venerdì 19 Maggio il giornale è in redazione, da questo momento può essere liberato e ditribuito in tutta la Siclia, ma anche in mezza Italia.

Buona lettura, e fate girare il nostro-vostro giornale il più possibile...


Post-produzione/distribuzione. Ringraziamenti

Merita anche di essere raccontata la fase di ditribuzione del giornale. E sì, perche anche questa fase è stata fatta tutta in completa autonomia. Ogni redattore ha distribuito le copie dove ha potuto, e la distribuzione è andata bene. Abbiamo raggiunto quasi tutta la Sicilia, e fatto arrivare il nostro giornale anche in diverse città italiane. Ci sentiamo di ringraziare sia i ragazzi della redazione, sia gli "staffettisti" che ci hanno aiutato con la distribuzione là dove non avevavmo redattori. Staffettisti che, almeno in un paio di casi, erano persone assolutamente sconosciute, reclutate alla stazione dei bus, e che si sono rese disponibili a trasportare i nostri giornali nelle loro città. Un grazie và a Sebastiano, un nostro lettore di Ragusa che si è reso disponibile a distribuire le copie nella sua città e a Ibla. Ma anche a tutti gli altri che hanno reso possibile la distribuzione di Girodivite nelle altre città.


Cronaca di Lorenzo all’arrivo del Rita Express a Roma Tiburtina, 26 Maggio 2006.

Ieri sera sono andato a salutare il treno Rita Express che passava alla stazione Tiburtina di Roma. Ho portato 30 copie del cartaceo di Girodivite dedicato a Rita Borsellino. Ho cominciato a distribuirlo tra le ragazze e i ragazzi che aspettavano. IN 30 secondi le copie sono finite. Tutta la gente sulla banchina attorno a me leggeva Girodivite. Ho delle immagine riprese con la mia videocamera che lo dimostrano. due o tre ragazzi si sono avvicinati: Giampiero di Collesano ha scritto una volta per giro, Roberta di Palermo ha apprezzato il cartaceo e mi ha chiesto di casablanca. Offro la mia birra a un passeggero che dalle 21 e 30 a mezzanotte se ne già scolato 9. Il megafono annuncia l’arrivo del treno. I ragazzi di Rita Express Roma avvertono la ciurma di prepararsi per salire. Ecco la luce che si avvicina. Io riprendo. La luce diventa muso e poi scatti di ragazzi urlanti che sventolano bandiere. La batteria della videocamera si scarica. Il treno si ferma. Confusione. Ragazzi che corrono felici; Io corro pure. Cerco gli amici. Sulla Banchina una troupe tv e qualche fotografo. C’è anche lo scrittore Carlo Lucarelli, che è partito col Rita Express da Bologna. Mentre corro incontro Antonio, ci abbracciamo. E Poi Luca, mi chiedono le copie del cartaceo. Finite, già distribuite tutte. "Meglio così", dice Luca, che ha un pacco di copie di Casablanca da vendere. Una copia un euro. Speriamo che funzioni. dai finestrini riconosco tanti amici: Nicoletta che studia a Bologna, Simona a Siena, altri a Roma. Siciliani che votano per tornare. e intanto stanno insieme sulle stesso treno. Molti portano con se amici e fidanzati senza sangue siculo. È giusto: nostra patria è il mondo intero e questa battaglia è battaglia di tutti. È uno stringere mani dall’alto del treno che non finisce. Gli amici mi dicono "sali". Non posso, domani lavoro, partirò in serata.

Maledetta serietà. I ragazzi dell’Arci distribuiscono bandiere della pace e del Quarto Stato. Uno striscione recita orgoglioso: "Manco Garibaldi". Il controllore si lamenta, vuole partire. I ragazzi di Rita Express chiedono ancora un minuto, manca qualcuno. E qualcuno grida al controllore: "Non c’è un treno che non ritardi in Italia, deve arrivare puntuale proprio questo che è speciale?". I portelli si chiudono. Il treno si muove. Io saluto, grido, corro sventolando il Quarto Stato. Tra le voci distinguo: "Grazie per la birra, cumpà", il ragazzo dell’attesa. E po grida e poi saluti. E poi io che rallento e vedo il treno scomparire dietro la prima curva. Mezzanotte e venticinque del 26 maggio 2006. Il mio cuore è in tumulto. Comunque vada, non ci perdiamo. Non perdiamo questa energia.


Dove Girodivite carteceo vi aspetta. E’ appena iniziata la distribuzione, in questa sezione vi daremo le dritte su dove trovare le copie cartacee man mano che vengono distribuite :

A Catania:

- Nei pubs del centro storico(Nievsky...)
- Nelle sedi universitarie (Lettere e Lingue, Giurisprudenza, Scienze delle formazione)
- da Indigena booking, via Amantea, 49
- da Rock 86, in Via S.Giuliano
- Nei comitati per Rita Presidente(via Canfora)
- All’Arci
- Nelle librerie (caffetteria Mondadori, Cavallotto, MegaStore, Cuecm, la Maiuetica)
- Al Liceo Classico Cutelli
- Bar Spinella
- Bar Savia

a Gravina di Catania(CT)

- Biblioteca comunale, presso il Centro Civico, Via Vecchia S.Giovanni

Ad Adrano

- al liceo calssico

A Siracusa e provincia:

- Da J-auto (in viale Teocrito)
- Alla Galleria Bellomo (in Ortigia, in via Capodieci, 15)
- Nelle sedi univeristarie (da Lunedi 22 Maggio)
- Nei pubs di Ortigia (Bagatto, il Sale...), e in quelli del resto della città (da Domenica 21 Maggio)
- All’Arci, in Via Crispi
- Nei comitati per Rita Presidente
- Al comizio di Rifonadazione, al largo Aretusa, in Ortigia (solo sabato 19 Maggio)
- Al Panificio Caruso, in Viale Tica
- Bar Midolo
- Patronato Inca
- Inps Corso Gelone
- Patronato Inca
- Confesercenti
- Patronato Epasa (Solarino)
- Biblioteca comunale (Pachino)
- Al Ristorante Valentino (Palazzolo Akreide)
- da Upgrade Service, in Via Nasso (Lentini)
- Nelle edicole del centro storico di Lentini

A Ragusa (tnks Seby)

- Teatro Vescovile, sede della facoltà di Giurisprudenza

A Ragusa Ibla (tnks Seby)

- Alla biblioteca di Lingue e Letterature straniere
- Alla segreteria di Agraria

A Palermo

prossimamente copriremo la zona di Messina e Taormina

oltre stretto...

A Roma

- All’univiversità "La Sapienza"
- nella sede dell’associazione Cuntrastamu
- Sul Rita express
- Al critical Mass interpelanetario

da Lunedi 22 Maggio, i luoghi ve li comunicheremo man mano che le copie vengono lasciate in giro

A Siena

(da Martedi 23 Maggio, i luoghi ve li comunichermo nelle prossime ore)

A Genova

A Monza

- all’Inps

A Milano

- all’Inps


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Girodivite per Rita: dal web al cartaceo
20 maggio 2006, di : b_vacco

Anche qui a ragusa vogliamo sentire quella voce che grida:

"trovare nuove parole, inventare nuovi metodi".

Forse qui non c’è un’emergenza legalità ma c’è quella della moralità. Esiste, infatti, nel sud-est dell’isola una comunità che non mostra sdegno nei confronti di chi della legalità ha fatto carta straccia, sia a Roma che a Palermo!

Mi piacerebbe poter leggere il vostro giornale nella mia università a Ibla!

ciao ..e tanti complimenti!

Ma quale legalità?
21 maggio 2006, di : ex ragusano

A Ragusa non c’è emergenza legalità? Te ne accorgerai quando ti troverai in carcere senza neppure sapere perchè. Ma non ti sei accorto di tutte le brillanti operazioni di polizia che portano in carcere gente totalmente ignara, che neppure si conosce, accusata di associazione a delinquere? Ma li leggi i giornali, o non sai leggere?

Daglielo il voto alla tua Rita, così magari ti mette uno sbirro sotto casa, perchè ce ne sono ancora pochi.

Ma è possibile che in Italia nessuno è cresciuto? Che ancora c’è chi crede che giocando a guardie e ladri si risolvono i problemi della società?

    E come si risolvono i problemi?
    23 maggio 2006, di : Kamurria

    Caro "ex ragusano" le tue convinzioni sono la vera zavorra per lo sviluppo della Sicilia. Tu che sei cosi "spertu" sapresti dirci quale è la ricetta per crescere economicamente e culuralmente? Dobbiamo imparare a convivere con la mafia, facendo finta che sia un invenzione della magistratura (come fai tu), o dobbiamo iniziare ad aprire gli occhi e combatterla?

    La mafia non va combattuta solo con gesti eroici,ognuno di noi nella sua quotidianità puo fare qualcosa...tu nella tua quotidianità stai solo ostacolando la voglia di antimafia che c’è in milioni di Siciliani. Vuoi risolverli cosi i problemi???

Girodivite per Rita: dal web al cartaceo
27 maggio 2006

Esattamente 13 anni fa avveniva la strage di via dei Georgofili. http://www.strageviadeigeorgofili.org/

Ricordo esattamente quel giorno e la mattina seguente. Frequentavo la scuola superiore, un istituto dove si studiavano storia dell’arte e restauro. Agli Uffizi e a Firenze c’eravamo "di casa e di bottega" come si dice a Siena. Ricordo che la mattina mi sono incontrata al bar con tutte le mie compagne di classe. Eravamo profondamente colpite, non riuscivamo a parlare, forse perchè l’attacco a quel luogo simbolico, dove erano presenti cose che noi studiavamo quotidianamente, ci sembrava un attacco a noi stesse, o forse ancora di più perchè per la prima volta abbiamo capito che la mafia riguardava tutta Italia, riguardava anche la Toscana, riguardva anche noi. In Toscana la mafia viene a riciclare il suo denaro, qua i soldi che si fanno sullo sfruttamento del sud e con l’illegalità e si trasformano in edifici e in imprese. Le vicende che riguardano Falcone e Borsellino mi commuovono come poche altre cose riescono a fare. Ho molti amici siciliani, tanti studiano a Siena, tante persone care che mi hanno fatto conoscere un mondo stupendo e allo stesso tempo una realtà talmente dura e assurda che nessuno di noi del centro e del nord può forse neanche immaginare. E’ per questo che oggi vorrei essere siciliana. Per poter votare Rita, perchè la sua faccia vuol dire speranza in un mondo più onesto e giusto. Ho respirato il vostro entusiasmo e la vostra voglia di riscatto. Non perdete la fiducia comunque vada. Anche se le cose sembrano girare spesso al rovescio in questo mondo assurdo, ci sono sempre più persone che lottano con passione e con coscienza, riuscendo a condizionare anche le scelte politiche delle istituzioni. Continuiamo così, "riappropiamoci degli spazi, riappropramoci di ciò che è nostro". Un abbraccio, Annalisa.

Rita-express. Racconto di viaggio
28 maggio 2006

Domenica 28 Maggio 2006 ore 00:10:08

Quando arrivo alla stazione di Milano sono le 14.00. L’appuntamento è al binario di partenza del treno. Non c’è ancora quasi nessuno. Dopo cinque minuti vedo un tizio vestito di nero, è Roy Paci. Mi avvicino, lo saluto, e gli chiedo se pure lui parte con il Rita-Express, «No - mi dice - ma volevo esserci per assistere alla partenza, per salutarvi tutti». Mentre parliamo, l’altoparlante annuncia che il Rita-express partirà dal binario 16 alle 14.40. Roy mi dice: «Che emozione sentire l’annuncio che dice Rita-express».

Intanto sono arrivati tutti, anche i ragazzi del comitato di Torino. Mentre la gente sale sul treno, dal nulla, compaiono tre clown buffissimi che corrono lungo il binario producendosi in gag esilaranti. Li ha mandati Dario Fo in segno di saluto.

Il treno parte, tappezzato di striscioni e bandiere della trinacria. Dagli altoparlanti dell’interfono comincia ad arrivare musica. C’è la radio sul treno. Scopro che trasmette dalla carrozza undici e vado a vedere. In uno scompartimento ci sono tre ragazzi simpaticissimi che condurranno una vera e propria trasmissione per tutta la durata del viaggio. Attraverso un numero di telefono, si possono inviare sms ai conduttori, per fare richieste o dediche. Non perdono tempo e mi intervistano in diretta. Nello scompartimento accanto al loro, una redazione mobile aggiorna in tempo reale il sito del Rita-express, con le immagini e le testimonianze raccolte durante il tragitto.

A Bologna ci sono quasi 300 ragazzi, il treno si popola e si anima. Il servizio d’ordine è impeccabile, nessuno sale se non si è registrato nelle settimane precedenti. Nel corridoio incontro un ospite d’eccezione: Carlo Lucarelli. Vado a parlargli, mi dice che ci accompagnerà fino a Roma, voleva esserci anche lui a vedere la Sicilia dei giovani che vogliono cambiare le cose. Alcuni minuti dopo, sarà intervistato da Radio Rita-Express, così tutti i passeggeri sapranno della sua presenza.

All’arrivo a Firenze la scena di festa si ripete, c’è pure una piccola banda a salutare il treno. Poi Roma, Chusi (i ragazzi di Siena ci aspettano lì) e Napoli dove l’ultimo gruppo di passeggeri sale sul treno alle due di notte.

La stanchezza comincia a farsi sentire, ho passato tutto il tempo in giro a conoscere persone, a ridere e scherzare. L’atmosfera è quasi surreale, un treno con 1200 passeggeri che tornano a casa per lo stesso scopo, con lo stesso bagaglio di speranza. Mi sembra di conoscerli tutti da sempre, di poter parlare con ciascuno senza difficoltà. In fondo, hanno una storia simile alla mia.

Sono quasi le tre, quelli della radio vanno a dormire, come buona parte del treno e anch’io provo a prendere sonno.

Alle sei siamo a Paola, in Calabria. I più mattinieri cominciano a riprendersi. Dal finestrino, finalmente, si vede il mare che costeggia la linea ferrata. Scambio un la mia merendina con quella una ragazza di Palermo che studia a Bologna. Mentre facciamo colazione mi chiede com’è stare a Milano e io mi faccio aggiornare sulla situazione del capoluogo emiliano, non ci torno dagli anni dell’università ed è passato un po’ di tempo.

La radio riprende a trasmettere e annuncia che all’arrivo a Villa San Giovanni, Rita Borsellino traghetterà con noi. Arrivati, scendiamo tutti e ci dirigiamo verso il traghetto. Riesco a vedere Rita che si cammina verso la testa del serpentone con un gran sorriso e le braccia allargate, come volesse stringerci tutti.

Sul traghetto la borsellino raggiunge il ponte di prua. Sono accanto a lei, si siede su una panchina e ci chiede se siamo stanchi. Uno dei ragazzi del comitato di Palermo prende il megafono e ricorda l’impegno di Rita contro la mafia, cominciato dopo le stragi del 92, la sua continua e intensa attività tra i giovani delle scuole, per diffondere la cultura della legalità, «Rita non ha bisogno di sottoscrivere nessun patto coi giovani - dice - perché Rita conosce i suoi ragazzi e li chiama a uno a uno per nome». Qualche lacrima scende sul viso della Borsellino. Mi guardo attorno, Pochi riescono a trattenere la commozione. Chiunque fosse stato lì in quel momento, si sarebbe convinto che questa donna non ha alcun interesse, se non quello di lavorare affinché tutti i siciliani possano vivere una vita normale.

Stiamo per arrivare, prima di andare via, Rita ci ringrazia ancora una volta e ci dice: «Siete voi la porta tra la Sicilia e il resto D’Italia». In corteo, raggiungiamo la piazza davanti alla stazione di Messina dove Rita ci saluta. Poi tutti sul treno che si divide a metà. Una parte va a Palermo, un’altra verso Siracusa. Sono tutti stanchi ma felici, qualcuno mi dice «Comunque vadano le cose, questo viaggio non lo dimenticheremo mai», molti si danno appuntamento a lunedì, quando il treno ripartirà per fare il percorso inverso.

Scendo a Catania, nei dintorni della stazione solo manifesti del centro destra. Ho la netta sensazione di trovarmi in un posto ostile. Mi guardo attorno, la gente di questo treno sembra non sapere nulla. La stampa e le televisioni locali non ne hanno parlato. Eppure su Repubblica quella mattina c’era un articolo, anche sul sito del Giornale avevano parlato dell’iniziativa qualche giorno fa, e non è che siano sinistroidi.

Sarà difficile, lo sanno tutti, ma noi del treno, insieme a tanta altra gente, continuiamo a sperare che stavolta l’onestà, il buon senso e il coraggio possano prevalere in Sicilia.

    Rita-express. Racconto di viaggio
    11 giugno 2006, di : pina sozio |||||| Sito Web: http://occhidelsud.splinder.com/pos...

    Questo racconto è meraviglioso, soprattutto per me (sono una dei tre della RitaRadioExpress!)...ci sentiamo lusingati dalla tua cronaca.Nonostante i risultati elettorali, posso dire che questo è stato un viaggio indimenticabile.Vi voglio segnalare che abbiamo messo online la lunghissima diretta radiofonica del Rita EXpress.Potete trovarla a questa pagina: http://www.intersound2000.com/newgroove/pagine/special/ritaradioexpress.htm

    Un saluto.A presto, spero.