Indagato per corruzione, insieme ad altre 40 persone, il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso.
Non ha mai mancato un appuntamento. Dove la tragedia diventa notizia, che siano terremoti, alluvioni, smottamenti, in Italia o nel resto del mondo, ma anche inaugurazioni, presidi, talk-show e dirette televisive, Bertolaso è sempre stato presente.
All’Aquila tra le macerie figlie delle ristrutturazioni creative, sul Po dopo il crollo di un ponte, sullo Stretto di Messina per rassicurare tutti sulla costruzione di un…Ponte, addirittura ad Haiti a dare lezione di Protezionismo Civile a Mrs. Clinton, a Napoli a far sparire i rifiuti, sui vulcani delle Eolie a prevenire eruzioni, nella Riserva marina di Lampedusa, a Voltri sul relitto della Haven, ai mondiali di ciclismo a fungere da Commissario “straordinario”, al G8 e alla Maddalena e non ultima, la zona archeologica romana.
Ovunque occorresse la sua parola di tecnico esperto in cataclismi e manifestazioni varie della Natura, Guido Bertolaso non ha fatto mancare il suo apporto, diretto o indiretto. In cambio, qualche incarico di responsabilità: coordinatore dei progetti nei paesi in via di sviluppo della Farnesina, Capo del Dipartimento degli Affari Sociali, Vice Direttore esecutivo dell’Unicef, vice Commissario vicario per il Grande Giubileo del 2000.
Senza dimenticare: capo del Dipartimento della Protezione Civile tra il 1996 e il 1997 (incarico che ha ripreso 7 febbraio 2001), Commissario straordinario del governo per la prevenzione da rischi SARS tra 2003 e 2004 e Commissario per l’emergenza di Cavallerizzo di Cerzeto (frana del 7 marzo 2005).
Osiamo definirlo un vero…rompiballe, come l’omonima inchiesta avviata dalla Magistratura, in merito al traffico illecito di rifiuti e truffa ai danni dello Stato, relativi ad alcune discariche gestite nel 2006 nel periodo in cui Guido Bertolaso svolgeva le funzioni di commissario straordinario all’emergenza rifiuti.
Questa sua impagabile intraprendenza, lo ha fatto scegliere, da Prodi prima, e da Berlusconi dopo, come nuovo uomo immagine dell’efficienza e della competenza italiana, tanto “invidiata” nel mondo.
Certo, qualche problema lo ha avuto. I soliti invidiosi a sfornare congetture discriminanti e delegittimanti hanno trovato il modo di inserirlo, quasi a gratitudine per la sua opera prestata alla collettività, in “dubbie” e “sinistre” inchieste, quali l’ultima sull’inchiesta per i lavori del G8 e la Maddalena.
La legge seguirà il suo corso per raggiungere quel barlume di verità, tanto agognato dall’opinione pubblica. Intanto, a noi prevenuti e malpensanti, sovviene in mente la sua dichiarazione di condanna, dopo aver visitato Scaletta Zanclea, Giampilieri e le zone limitrofe dopo l’alluvione del 1° ottobre scorso nel messinese, quando ebbe a giudicare gli abitanti del luogo, ma anche della Sicilia, “un popolo di mafiosi e abusivi”.
Ma se le indagini della Magistratura dovessero confermare le supposizioni dei capi di accusa, per i quali Guido Bertolaso ha ricevuto l’avviso di garanzia, sorge spontanea una domanda: ma Bertolaso è un cognome siciliano?