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Mafia e ancora mafia


Hanno ucciso il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno. Questo non è un articolo, è un grido: ma gridare il giusto, e gridarlo insieme...
giovedì 20 ottobre 2005, di Saverio Tommasi - 2140 letture

Hanno ucciso il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno.

Sei colpi di pistola aspettavano Francesco Fortugno all’uscita del seggio elettorale in cui aveva appena votato.

Ma i colpi di pistola - si sa - non hanno vita propria, qualcuno li ha sparati; e altri hanno armato le pistole di coloro che hanno sparato e ancora prima qualcuno ha dato - in maniera diretta o indiretta - loro protezione.

Ogni volta che accade un fatto di sangue di tale portata - dunque spesso - ci chiediamo come sia possibile che avvenga e quasi mai vengano trovati i colpevoli e comunque mai arrestati i mandanti. Chi li copre? Chi nasconde così viscidi interessi?

Qualcuno - in principio - semplicemente si volta, evita di guardare l’illegalità negli occhi. Altri direttamente li chiudono, i loro occhi, e altri, anime civili - poche ma ben intenzionate, anzi: ben intenzionate dunque poche - rimangono sole a lottare, e la mafia - marcia ma non in decomposizione, gente senza onore che stupra la civiltà - vince.

Questo non è un articolo, è un grido: ma gridare il giusto, e gridarlo insieme - lo sapevate? - favorisce l’attività del cervello. E’ una reazione naturale, tu gridi “Mafia Merda!!” e già ti senti meglio, già ti viene voglia di comprare un giornale e documentarti, uscire in strada e lottare per sconfiggere questo cancro della società. Provate, funziona, io l’ho fatto alla finestra di casa mia. E poi - perfavore - alle grida facciamo seguire i fatti. Buoni urli.


Scheda (a cura della Redazione di Girodivite)

Scriveva Fortugno, il 6 luglio 2005, in una lettera di solidarietà al collega Occhiuto, vittima di un attentato intimidatorio:

"Il proficuo lavoro svolto in questi pochi mesi - scrive Fortugno - che ci vede impegnati come vicepresidenti del Consiglio regionale, dimostra che si può perseguire un unico obbiettivo: quello di operare per un futuro migliore dei calabresi. Il vile atto intimidatorio di cui sei stato oggetto - afferma Francesco Fortugno in riferimento all’intimidazione subita da Occhiuto recentemente - è un attacco alle istituzioni, il tentativo di sopraffare i valori della democrazia e della legalità. Ai calabresi laboriosi - sostiene Fortugno - dobbiamo dimostrare che il nostro impegno è per loro e che nei momenti difficili sapremo sempre trovare la forza di continuare ad essere un loro punto di riferimento per costruire una Calabria ricca di opportunità per tutti".

Dal sito del Consiglio regionale della Calabria:

Con 8.548 voti alle elezioni del 2005 è eletto nelle file della Margherita nella circoscrizione di Reggio. Ritorna in Consiglio regionale, dove era subentrato, nella scorsa legislatura, a Luigi Meduri, eletto deputato il 13 maggio 2001. Fortugno è Vice presidente del Consiglio regionale. Nato nel 1951 a Brancaleone, è medico. Sposato, è padre di due figli. Specialista in chirurgia generale e medicina legale, è primario ospedaliero ed è stato chiamato come professore a contratto presso la facoltà di Medicina dell’Università di Catanzaro. Sul piano dell’attività amministrativa ha maturato esperienze di consigliere comunale e vice presidente dell’assemblea dell’Usl di Melito Porto Salvo. Ha ricoperto l’incarico di segretario regionale aggiunto nella Cisl medici di Reggio Calabria. Ha fatto parte dell’esecutivo nazionale della Cisl medici e della Commissione per la contrattazione degli accordi nazionali di lavoro e della legge di riforma sanitaria. Fortugno è responsabile regionale della Sanità per il Partito Popolare. Hobby: la caccia.

La notizia Ansa del 16 ottobre 2005:

Il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno (Dl), e’ stato ucciso con alcuni colpi di arma da fuoco a Locri. Fortugno, 54 anni, era alla seconda legislatura come consigliere regionale ed era stato eletto a Locri. Nella precedente legislatura era subentrato, sempre nelle fila della Margherita, a Luigi Meduri dopo l’elezione di quest’ultimo a deputato.

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> Mafia e ancora mafia
22 ottobre 2005

Se il problema mondiale e i finocchi, perche mai ucciderebbero un uomo che non fosse finocchio.

ciaio

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