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Ma quale marzo.... siamo tutti rimandati a settembre

Benvenuti al Muppet show

di Sergej - giovedì 1 marzo 2018 - 3719 letture

In realtà il 4 marzo non siamo chiamati ad altro che a prendere tempo. In gioco è la serie di provvedimenti che il governo Berlusconi firmò e che sono previsti per il 2018: insomma, le cose che la BCE e l’Europa si aspetta da noi perché le abbiamo sottoscritte (il vero e unico “patto con gli italiani” che Berlusconi ha firmato, mentre quello con Vespa è pura presa per i fondelli). Non c’entra neppure l’orrida legge elettorale che i partiti hanno approvato, e soprattutto le modifiche ai collegi elettorali che sono stati fatti (e questa cosa conta molto più della legge elettorale approvata: solo che sulla legge elettorale i giornali hanno fatto un gran putiferio, mentre sui collegi c’è il silenzio: e su come sono fatti i collegi che si spostano voti). Il prossimo governo fantoccio che sarà imbastito avrà il compito di varare i provvedimenti lacrime & sangue previsti da anni per il 2018. Dopodiché potrà essere sciolto in un modo o nell’altro. Oltre, la classe politica non riesce a vedere.

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Nel frattempo queste elezioni serviranno per “contarsi”: il Movimento 5 stelle si sta rafforzando (ed è l’unico che sta costruendo personale politico dal basso, che acquisisce nel tempo competenza amministrativa la cui assenza è oggi la caratteristica comune della popolazione scolarizzata italiana) ma sa di non dover pigiare sul pedale dell’acceleratore e infatti ha messo davanti un paravento rassicurante ma debole come Di Maio e tutta la faccenda dei “ministri ombra” destinati a fare un po’ di scena; il PD deve vedere su quanti voti potrà contare per fare la coalizione con Berlusconi; la destra cerca di ritagliarsi spazi di audience televisiva. Altri partiti: il cartello fatto da Bersani D’Alema Civati e Fratantonio che tutti sanno si dividerà alla mezzanotte del 4 marzo; la vicenda penosa di Bonino e dei suoi furbastri amichetti. La sinistra tenta per l’ennesima volta di vedere se riesce a superare il dato storico, sociale e minoritario del 2% con un ennesimo esperimento politico dopo gli insuccessi ingroiani e similari (proviamo tu sotto e io sopra.... no aspetta: proviamo questa: ci dipingiamo tutti di blu...) stavolta il tentativo di coinvolgere i centri sociali sotto un cappello socialdemocratico (leggere il programma di Potere al popolo). Il tempo della politica è diventato questo, dura lo spazio di uno spot televisivo. Dunque, di quale 4 marzo stiamo parlando? La realtà è che ci si rivede a settembre: siamo tutti rimandati a settembre.


Aggiornamento: impressionati da una possibile inattesa di vittoria che li avrebbe portati al 63% dei consensi, Liberi & Uguali per bocca del suo leader Grasso ha affermato che è responsabilmente disponibile a spartire il governo con PD e Forza Italia. Dopo questa dichiarazione c’è stata una impennata alla Borsa di Milano e i bagarini delle Corse clandestine che stanno svolgendo il ruolo sondaggistico che per legge non si può fare assicurano che i ronzini di tutto il mondo si sono svegliati e stanno marciando sull’Italia per assicurarsi un posto in prima fila sul Muppet Italian Show.

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