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Ma che festa è?

Come si può fare festa nel luogo in cui sei mesi fa è morto un giovane di 23 anni - Joubert Tomphson - per mancanza di sicurezza cadendo da un ponteggio?
di Letizia Tassinari - domenica 12 agosto 2007 - 1337 letture

"Il Presidente della Polo Nautico di Viareggio, ha organizzato, per la sera del 7 agosto 2007, una festa per presentare le sue imbarcazioni, Fipa e Maiora, appena varate.

Questa festa dovrebbe essere di tutti. Un riconoscimento a quanti, con il proprio lavoro, realizzano inbarcazioni di lusso.

MA CHE FESTA E’ quando questi prodotti da copertina sono realizzati violando la salute dei lavoratori?

Come si può far festa nel luogo in cui sei mesi fa è morto un giovane di 23 anni - Joubert Tomphson - per mancanza di sicurezza, cadendo da un ponteggio?

Da allora poco è cambiato. Si continua a lavorare in condizioni di insicurezza, con uno sfruttamento selvaggio dei lavoratori degli appalti: si lavora con un orario disumano che spesso supera le 10 ore giornaliere, senza mensa, costretti a mangiare un panino per strada, a volte senza uno spogliatoio per cambiarsi, con una doccia per lavarsi e magari bisogna attendere dei mesi o addirittura “fare a botte” o minacciare di darsi fuoco insieme alla barca per essere pagati.

Non stiamo parlando di un cantiere nel sud del mondo dove ci si azzuffa per un tozzo di pane, ma di Viareggio, della Polo Nautica, delle barche di cui vorremmo invece andare tutti orgogliosi.

Cosa avete da festeggiare?

Non è con questo modo di lavorare che si può sviluppare e rendere più competitiva la nautica: non è così che si assicura un futuro a Viareggio!

I lavoratori chiedono uno sviluppo di qualità capace di valorizzare il lavoro, la storia e la tradizione di Viareggio, salvaguardando i diritti, la salute e la dignità di chi lavora, evitando di piangere altri Joubert.

QUESTA SI CHE SAREBBE UNA FESTA!"

Ai cancelli della Polo Nautica, è stato pertanto organizzato da FIOM/ CGIL - Camera del Lavoro Versila un "picchettaggio", presenti anche le RSU, il Vice Presidente del enato Milziade Caprili, un "picchettaggio" atto a "boicottare" la festa.

Raccolgo un commento:

"Stasera, alle 19, davanti al cantiere Fipa si è svolto un presidio, organizzato dalla Fiom-Cgil. All’interno del cantiere era stata organizzata una cena per i dipendenti del cantiere dal ’padrone’ del cantiere oltre che azionista e vicepresidente della Polo Nautico. La situazione della cantieristica viareggina è all’ordine del giorno del sindacato dopo incidenti mortali, come quello di Joubert, e il mancato rispetto degli accordi da parte degli ’imprenditori’ e la sostanziale latitanza dell’amministrazione comunale che non sembra avere interesse alle situazioni da ’terzo mondo’ con cui operai, dipendenti, ditte in appalto e subappalto operano nelle aree della Darsena.

Al presidio, a cui ho partecipato, erano presenti i sindacalisti della Fiom-Cgil, che hanno distribuito il volantino che metteva in evidenza la contraddizione di una ’festa’ in quei luoghi dove la dignità e i diritti dei lavoratori sono calpestati, dove pochi mesi fa è morto Joubert. Hanno partecipato al presidio, il vicepresidente del Senato, i rappresentanti del Comitato Matteo Valenti, la segreteria del Circolo di Viareggio di Rifondazione Comunista.

Nessun’altra forza politica era presente a dare solidarietà ai lavoratori, a condividerne il disagio e la rabbia. Non c’erano cittadini o rappresentanti di associazioni. C’erano solo gli operai, quelli che ogni giorno vivono una realtà fatta di ricatti e di protervie, quelli che rischiano la vita per stipendi da fame, quelli che quelle barche da ’nababbi’ le bagnano con il proprio sudore e molto spesso con il sangue prima che siano le onde del mare a bagnarne la chiglia.

Le persone che entravano, tutte addobbate come per una ’gran soireè’ prendevano distrattamente il volantino, lo ripiegavano, senza leggerlo, e si avviavano a una festa ipocrita e offensiva. Siamo rimasti lì fino alle 21, le bandiere e gli striscioni sono stati ripiegati, ci siamo salutati con un senso di tristezza per un futuro che non appare così roseo mentre dalla zona del ’party-padronale’ salivano le note di una musica allegra.

Tornando, in bicicletta, sono passato davanti ai cantieri dell’exLatinoAmericano, altre gabbie di cemento realizzate in nome del profitto di pochi e del sudore e dolore di molti. Passando davanti al Palazzetto dello sport, dove si sta svolgendo la festa dell’Unità, ho letto lo striscione che parlava di festa nazionale ’dei diritti civili’. Mi sono domandato quanto sia civile l’atteggiamento di chi stasera, alle ore 19, non era davanti a quel cancello al fianco dei lavoratori per una protesta giusta e civile.

Dal volantino distribuito dalla Fiom-Cgil:

Il vicepresidente della Polo Nautico, questa sera ha organizzato una festa per presentare le sue imbarcazioni, Fipa e Majora appena varate. Questa festa dovrebbe essere di tutti, un riconoscimento a quanti con il proprio lavoro realizzano imbarcazioni di lusso. Ma che festa è quando questi prodotti da copertina sono realizzati violando i diritti e la salute dei lavoratori? Come si può fare festa nel luogo in cui sei mesi fa è morto un giovane di 23 anni - Joubert Tomphson - per mancanza di sicurezza cadendo da un ponteggio?!

Roberto Alessandrini

Rivolgo la stessa domanda a questa città, ai suoi amministratori, ai suoi politici: Ma che festa è?


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