M’avete dato la bicicletta? Pedalate anche voi!

Guidone si inginocchiò e la guardò dritto negli occhi: “Promettimi che obbedirai.” La richiesta la colse alla sprovvista. “Mai in vita mia ho disobbedito..."

di Deborah A. Simoncini - martedì 11 ottobre 2022 - 1682 letture

Guidone uomo con le tre C: cuore, cervello e cojones non entra mai in conversazione. Ascolta, ma evita di prendere posizione. Ospite, a pranzo e a cena, resta quasi sempre seduto in silenzio e con un sorrisino imperscrutabile sulle labbra. Parla a voce talmente bassa che il suo interlocutore si deve sforzare per capire cosa sta dicendo. Non alza quasi mai la voce, anche se molto arrabbiato. Solo una volta raccontano di averlo sentire urlare: “Bisognerebbe proibire la minigonna a chi non ha le gambe adatte”, aggrottando le ciglia.

Dice che Giorgia sembra stanca e lo è davvero. Quasi tutti i giorni esce di casa al mattino presto e rientra solo verso mezzanotte.

Un giorno, berretto e giubba gallonata, le domandò se poteva accompagnarla a pranzo. Per un attimo Giorgia esitò: durante l’ispezione ministeriale, uno schizzo di malta le aveva sporcato la giacca. Guidone prontamente replicò che l’inconveniente lo si poteva facilmente rimediare e fatte portare una delle sue giacche verificò che stesse bene indosso a Giorgia; le stava a pennello: un perfetto mantello-cappotto e presala in braccio entrarono assieme nella sala da pranzo dove erano seduti i dieci suoi ministri.

“Matteo vuol far saltare gli equilibri su cui si regge il sistema politico e istituzionale. Mi ha promesso una forte spinta antigovernativa e anti-istituzionale. Dice che le parole repubblica, democrazia, liberalismo non hanno più senso e che io Giorgia, diffidente nei confronti dei politici tradizionali, sono passata al partito dei “forzisti cittadinisti popolaristi”. Per quanto mi riguarda sono per l’assoluta indipendenza da ogni e qualunque partito. Faccio mia la causa e gli interessi di tutto il popolo d’Italia. Sono per una “reazione patriota all’italiana.” Promuoverò su tutto il territorio nazionale una rete di organi di agitazione fuori da ogni rigidità organizzativa e ideologica. Le forze dell’ordine gestiranno i conflitti sociali sotto il profilo della lotta contro il nemico interno.

“Siate indipendenti e coraggiosi: nuotate controcorrente!”, è il mio brand che suscita emozioni positive. Pur autorevole in certi ambienti mi chiamano ragazza, pischella ma anche bimba, creatura e piccoletta e mi vogliono ridimensionare. Mi dicono che vesto in modo troppo giovanile, perché preferisco lo zainetto alla borsa. E che poi sono bassa e non metto i tacchi, ma in definitiva mostro meno dei miei quarantacinque anni. Butta via, sto pensando di farmi fare uno stucco alle occhiaie. Il sedere sta cedendo, è normale, anzi è un miracolo se sta ancora più o meno su.

Mi ci vuole un ritocchino, giusto per sembrare giovane, come mi definiscono e vorrei proprio sentirmi, sinceramente. Ho i capelli bianchi da nove anni e coprirli mi costa: energie, soldi e tempo. Con i capelli corti sto male, ci ho provato. Voglio essere donna saggia, non sciatta. L’ultima volta in palestra ho preso il colpo della strega.

Diversi ambasciatori in visita mi hanno detto: “Non ho alcun ricordo di lei. Proprio nessuno. Devo averle stretto senz’altro la mano, ma non ne ho memoria.” Ciarletta avete visto: ha subito abbassato la cresta. Direi che ha capito tutto del mio approccio assolutamente pragmatico.”

A un certo punto annoiata e infastidita dal ritardo, con un certo sollievo si alzò in piedi quando sentì che qualcuno la chiamava. “Matteo lo mando in missione governativa all’estero e che ci rimanga pure. Dice che è alle prese con un progetto estremamente impegnativo. Anch’io sto per partire: ho un sacco da fare. Vladimir è troppo calcolatore, intrallazzatore e manipolatore per essere amico di qualcuno. Valuta in modo freddo e pacato le sue possibilità. Anticipa le proprie azioni e quelle degli altri, in attesa di compiere la prima mossa. Non è spontaneo, ma è tutt’altro che stupido. Molto scaltro e, all’occorrenza, assai tosto. Da asociale, in un misto di potere e arroganza, è privo di qualsiasi senso dell’umorismo. A me, aperta ed espansiva, piace bere birra bavarese e mangiare salsicce tedesche.

Silvio curioso e ottimo osservatore dice che ha sempre il pieno controllo di sé e della situazione. “Poveretto! Ha già sofferto per colpa del suo egoismo politico. Perché farlo soffrire di più?” Non è un criminale, né un corrotto, ma vive benissimo in mezzo a chi lo è. Quando mi ha guardato in cagnesco e leggermente ceffonato, io di risposta gli ho sferrato un pugno. Ho continuato a dargli una buona dose di pugni, non credevo di dargliene così tanti. Lo tengo in mano da lungo tempo con i dossier politici che mi hanno fornito gli americani. Ho dalla mia la forza della Cia. So che un pezzo dello Stato mi vuole morta e so che gli assassini di Stato restano impuniti.

Ho imparato subito le regole fondamentali: non fare domande, non lamentarsi e non opporsi. Attaccare la sicurezza del paese è intollerabile, richiede una risposta immediata. Da bellissima sono ancora molto attraente.”

Guidone si inginocchiò e la guardò dritto negli occhi: “Promettimi che obbedirai.” La richiesta la colse alla sprovvista. “Mai in vita mia ho disobbedito. Mi sforzo di apparire bella e obbediente, senza parole goffe. Una donna deve imparare il silenzio, deve stare sempre in silenzio.”

“Promettimi che obbedirai sempre. Non fare domande, non lottare, non resistere. Se il pensiero ti porta dove non devi andare non pensare. Sorridi e fai quello che ti chiedono. Sei una brava donnina. Fa come ti ho detto e andrà tutto bene.”

Giorgia rimase inchiodata come trattenuta da una morsa implacabile e spietata. Tirò un sospiro tremante, a metà tra il sollievo e la disperazione. Indosso un abito celeste a maniche corte, lungo fino al ginocchio e calze color carne, uscì di casa e controllò di avere preso tutto. “La mia vita è un’avventura eccezionale ed esercito un fascino enorme. Mi considerano una specie di eroina carbonara. Nel bene e nel male sono frutto di quello che furono i nostri antenati di allora, i cameragni, camerati da un lato e dall’altro compagni. Brancolo, sperimento, tento, senza sapere che cosa. Modernizzo con paura e pudore. Al governo tutto è complicato e ogni decisione esige precauzione e prudenza. Per evitare un’agitazione politica vanno considerati i limiti e ignorati gli ulteriori annessi e connessi. Difendere la libertà e la sovranità di un popolo significa lottare contro l’aggressore e, in determinate condizioni, anche impugnando le armi.”

Guidone le rivolse un ultimo sguardo intenso, prima di tornare in auto e chiudere la portiera. La macchina partì veloce e sparì dietro l’angolo. Il sole alto in cielo, Giorgia alzata la mano bussò al portone di Palazzo Chigi. Nessuno rispose. Si mise seduta e aspettò, senza sapere cosa di preciso. Poco dopo il portone si aprì e ne emerse un omone in un elegante abito bianco.

“Vattene, donna. Niente mendicanti.” Per un istante rimase senza parole, accecata dal sole, con la vista annebbiata. Credeva di essere sul punto di svenire, se non di morire. “Non sono una mendicante. Sono Giorgia,” protestò lei alzandosi.

“Sei fuori strada, devi passare dal tinello alla cucina e da lì nel retro cucina e scendere in cantina.” Il dolore le arrivò in fretta, dopo la botta sulle spalle e con un chiasso assordante.

Ci volle molto tempo prima di riprendersi e andarsene con le sue gambe. Un tremito profondo la scuoteva e per cercare di placarlo cominciò a dondolare avanti e indietro. La mattina dopo cambiò strada e mentre stava per entrare in aula fu fermata da uno studente iraniano che le chiese con tono malizioso: “Ha saputo dello zar Putin?”

Giorgia si schiarì la gola e si apprestava a scoprire la ragione di quella domanda, ma lui fu più svelto. “Si è fatto sbattezzare. E’ diventato musulmano.”

Si astenne dal commentare, poteva essere un agente segreto. In gran silenzio, iniziò ad approfondire le teorie marxiste e leggere sistematicamente i testi di Marx e Lenin, in poco tempo ne abbracciò pienamente la dottrina e alla fine approdò al trotzkismo.

“E’ umiliante ricorrere a certi mezzi per difendersi, ma sono tempi pericolosi e terribili. Ho sbagliato a non aver colto prima la forza della dottrina marxista. Fanno presto a dire comunista, ma io lo sarò veramente, con un’ideologia basata sul marxismo scientifico e sconfiggerò Vladimir.”

Scandì bene le parole guardando Guidone negli occhi. “Da mesi di Matteo non ho notizie. I tempi della tolleranza sono finiti. Conosco la strada da seguire e ho nominato l’Inquisitore. Vladimir è un uomo da bruciare e va assolutamente fermato. So come fare e a tal riguardo userò l’acqua pesante freschissima e saporosa.”

Nella fiaschetteria i due - Giorgia e Guidone - bevvero cinque bottiglie e si presero una fenomenale sbronza.


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