Luca Liotta campione italiano di kich boxing


Nel palazzetto comunale di Tremestieri Etneo il 5 novembre si è giocato il titolo di campione d’Italia di Full Contact
giovedì 10 novembre 2011, di Donatella Guarino - 563 letture

L’evento sportivo è stato sabato scorso. Un piovoso 5 novembre. Con vento, nebbia... ma di fuoco…per l’adrenalina che era a mille. Luca Liotta ( di Mascalucia, Catania) ha vinto il titolo italiano professionisti di kichboxing di full contact, contro Michele Arbau (di Roma). Di fronte, in nome dello sport. Non di quello popolare che fattura miliardi, ma uno sport di nicchia.

Nel palazzetto comunale di Tremestieri Etneo (Ct) c’era un pubblico appassionato, emozionato. Luca Liotta è stato bravo, professionale.

Dopo la proclamazione della vittoria ha affermato: “Sono stato molto teso, potevo fare meglio. Il fatto di essere qui tra la mia gente mi ha reso un po’ rigido”. Lui a vincere è abituato. Boxer d’èlite e campione di kichboxing, si è rimesso in gioco con coraggio. L’allenamento duro e l’equilibrio interiore hanno dato il valore aggiunto a questo talento naturale, concentrato di energia e con un senso del dovere fuori dal comune! “So dove posso arrivare,” ha commentato “ho ripreso l’allenamento con un obiettivo alto, quello di dare il meglio di me. Ho seguito una dieta rigida e mi sono allenato moltissimo, la mattina correndo e la sera in palestra. E la gratificazione è arrivata”.

Ho cercato velocemente (nella mia mente) una categoria di riferimento che potesse servirmi per capire. Ho trovato. Lo sport ad alti livelli è duro, faticoso, ma è anche armonia, precisione, spettacolo. Azzardo: è anche poetico. Gli ho chiesto se ha provato paura. “La paura c’è sempre e la gestisci” ha detto “anzi serve per stare più attenti…dà una maggiore percezione delle cose”.

Quei piccoli passettini avanti e indietro, quei gesti controllati e precisi…fanno parte “del gioco”. Gestire la forza, controllare le emozioni, mantenere la lucidità, resistere… E’ una lezione di vita. Non è poco! Un mach che si rivela “un mondo”, che apre a nuovi punti di vista.

Il qualunquismo che i giovani vogliono tutto facilmente e subito qui non attecchisce. Proprio quando il mondo della boxe è in lutto per la morte di un grande campione del mondo Joe Frazier , quel “pugno fumante” che stese Muhammad Ali (Cassius Clai) viene in mente che quelli erano altri tempi. Quelli in cui i nostri padri e i nostri nonni aspettavano le dirette dall’America e vedevano le trasmissioni nelle tv in bianco e nero, quando un mach di boxe era visto da milioni di persone.

Oggi non è così. Quello che è rimasto inalterato del passato, però, è la passione per la boxe e la kichboxing. Fare a pugni e dare calci si rivela sano. Del resto praticare uno sport lo è sempre.

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