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Los Abrazos Rotos di Pedro Almòdovar

Regia di Pedro Almodovar. Spagna 2009. 127 min. Drammatico/melò Con Penelope Cruz, Lluìs Homar, Blanca Portillo, Angela Molino, José Luis Gomez

di Orazio Leotta - sabato 21 novembre 2009 - 4729 letture

Atto d’amore di Almodovar per la settima arte, mai dichiarato così apertamente. Non solo rende omaggio ad alcuni registi, tra i più ammirati nella sua vita, come il Michelangelo Antonioni di Blow up o il Roberto Rossellini di Viaggio in Italia, ma non dimentica alcune categorie di addetti ai lavori nel mondo del cinema come la figura del montatore, del macchinista o della semplice comparsa. Passione per la vita e per il cinema qui si fondono e Pedro ci regala un piccolo capolavoro, una storia affascinante giocata sulla duplicazione dei nomi, dei personaggi e dei loro singoli destini con location l’isola di Lanzarote.

La sua musa Penelope Cruz, al suo quarto lungometraggio insieme in poco più di dodici anni, (dopo Carne Tremula, Todo sobre mi madre e Volver), qui recita nel doppio ruolo della femme fatale Lena e dell’attrice Pina, con continui cambi di look, make up e numerose parrucche.

In fondo lei è tante donne assieme in questo film, tutte complesse: una figlia addolorata per il padre morente, un’amante annoiata, una pessima attrice che però diventa brava e una donna che prova a vivere il grande amore.

Lluìs Homar, l’altro protagonista, interpreta il doppio ruolo del regista Mateo Blanco, che dopo un incidente stradale che lo costringe alla cecità, decide di tagliare i ponti col passato, cambiando anche nome e firma romanzi e sceneggiature con lo pseudonimo di Harry Caine.

A completare il cast il ricco Ernesto Martel (Josè Luis Gomez), anche lui nel doppio ruolo di produttore del film, di cui è regista Mateo Blanco, e di un gelosissimo compagno/amante di Lena, attricetta in cerca di fama e di fortuna. E poi un’ottima Blanca Portillo, nel ruolo di Judit, assistente alla produzione, di cui Mateo/Harry, in fondo, non potrà mai fare a meno.

Perché “Los abrazos rotos”, cioè Gli abbracci spezzati? Un omaggio al neorealismo italiano. Harry Caine, ormai cieco, può immaginare solo ricorrendo ai ricordi impressi nella sua mente, fra cui, tornando al film del grande Rossellini, “Viaggio in Italia”, è celeberrima la sequenza del ritrovamento dei due cadaveri colti abbracciati dalla lava, scena vista alla Tv dai due protagonisti in un momento d’intimità.


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