Non esiste soltanto lo spazio fisico dove l’uomo abita e si muove, ma, anche, uno spazio nel quale sviluppa la sua natura sociale e politica. Si tratta di argomento degno di qualche riflessione
INTRODUZIONE
Siamo convinti che esista un solo tipo di spazio. E’ quella dimensione fisica dove l’uomo compie la sua esistenza. In questa dimensione vive, incontra i sui simili, si sposta ed esplica tutte quelle attività di necessità e ludiche. Le sue principali caratteristiche, intendo dello spazio, sono: il contatto e la relazione. Contatto perché può toccare altri simili ed oggetti. Relazione in quanto sviluppa un continuo raffronto con quanto lo circonda.
Tale spazio non è però completo ed esaustivo. E’ incompleto. L’uomo non esplica una vita in una dimensione meramente fisica, ma si è creato nel corso della Storia un altro spazio. Uno spazio che ha sì collegamenti con la dimensione fisica per via di un processo continuo di feedback. Tuttavia, questo altro spazio assume delle caratteristiche precise che lo differenziano da quello fisico. E’ l’ambiente dove l’uomo esplica la sua vita sociale e crea quei presupposti che gli dovranno assicurare condizioni soddisfacenti di esistenza.
Dunque, abbiamo già un dato assolutamente innovativo. L’uomo non vive in una sola dimensione spaziale, bensì in due: lo spazio fisico e lo spazio sociale. Il primo è ciò che si vede, mentre il secondo attiene ai beni immateriali. Queste due entità, pur avendo, caratteristiche ben precise non sono non comunicanti fra di loro. Anzi, sono fortemente interdipendenti. Una brevissima annotazione a questo riguardo. Lo spazio fisico contiene le realizzazioni materiali dell’uomo (ad esempio, una chiesa) il cui presupposto è da invenire nei beni immateriali. Infatti, i beni immateriali danno l’idea di creazione di un oggetto. Dall’altro canto, un principio attinente ai beni immateriali necessita dello spazio fisico per essere operativo. Come lo Stato assicura il diritto alla salute (bene immateriale)? Grazie alla costruzione di tutta una serie di costruzioni che noi chiamiamo ospedali, ambulatori, cliniche e altri presidi sanitari.
Obiettivo del mio intervento non è argomentare sullo spazio fisico, ma su quello sociale. Da qui la necessità di comprenderne le caratteristiche. La nostra analisi deve procedere per fasi successive e rispondere a quattro quesiti di fondo:
* Quale la sua struttura?
* Quali sono le regole?
* Chi sono gli attori?
* Quale la sua dinamica?
Iniziamo a entrare nel merito dell’argomento partendo dal primo quesito.
QUALE LA SUA STRUTTURA?
Possiamo immaginare questo spazio come una casa provvista di varie stanze comunicanti fra di loro ed abitata da gente che svolgono diverse funzione. Tuttavia, necessitiamo di un maggiore rigore scientifico per la sua definizione in modo da capirne meglio la struttura.
Allora poniamoci innanzi a un foglio bianco. Disegniamo un sistema di assi cartesiani dove x (asse delle ascisse) indica la funzione di complessità dello spazio sociale e y (asse delle ordinarie) indica la funzione di rappresentanza dello spazio sociale.
Cosa si intende per funzione di complessità dello spazio sociale? Tale funzione indica il suo grado di articolazione. Meno è articolata, meno essa è dinamica. Più è articolata, più essa è dinamica.
Cosa si intende, a sua volta, per funzione di rappresentanza dello spazio sociale? Tale funzione indica il grado di rappresentanza. Più è complessa, più essa è capace di rappresentare. Meno è complessa, meno essa è capace di rappresentare.
Procediamo oltre. Immaginiamo di far partire una retta parallela all’asse delle ascisse dal punto n dell’asse delle ordinarie (lato c). Allo stesso modo, tracciamo una retta parallela all’asse delle ordinarie a partire dal punto n dell’asse delle ordinarie (lato d). Il risultato è una delimitazione di un’area sul nostro foglio bianco. I lati hanno le seguenti coordinate:
* Lato a con coordinate 0 – xn;
* Lato b con coordinate 0 – yn;
* Lato c con coordinate yn – n;
* Lato d con coordinate xn – n.
Come si noterà ora lo spazio è diviso in due: lo spazio sociale propriamente detto delimitato dalle coordinate sovra-citate e il resto, ossia lo spazio che si trova al di là dello spazio delimitato. Lo spazio delimitato può essere definito come il sistema generale dove si esplica la vita sociale dell’uomo, ciò che si trova oltre è la funzione esterna.
Questo sistema è composto da quattro strutture che interagiscono fra di loro, ossia:
* Lato a = Società (parte del sistema risultante dalle dinamiche di interazione fra gli esseri viventi);
* Lato b = Politica (parte del sistema ove operano gli agenti di rappresentanza degli interessi della società);
* Lato c = Istituzioni di rappresentanza (parte del sistema dove gli input provenienti dalla Società e filtrati dalla Politica diventano atti legislativi);
* Lato d = Amministrazione (parte del sistema che applica gli atti legislativi e che assicura le condizioni di sicurezza del sistema stesso).
nb: I lati c e d contribuiscono a formare lo Stato.
Come si può notare il sistema è autosufficiente e si definisce in equilibrio quando le sue componenti assumono dinamiche perfettamente transitive. Quando le dinamiche non sono transitive, il sistema entra in una fase di disequilibrio e, pertanto, di instabilità.
Prima di passare al secondo quesito, interroghiamoci brevemente sullo spazio al di là di quello delimitato. Mentre il sistema generale è tale in quanto è il risultato di un processo storico di condivisione di valori, tutto il resto indica ciò che è differente dal sistema generale. In sintesi:
* Ciò che è differente da Società è Società esterna,
ossia appartenente ad altre Società;
* Ciò che è differente da Politica è Politica esterna,
ossia appartenente ad altre Politiche;
* Ciò che è differente da Istituzioni di rappresentanza è Istituzioni di
rappresentanza esterne,
ossia appartenente ad altre Istituzioni di rappresentanza;
* Ciò che è differente da Amministrazione è Amministrazione esterna,
ossia appartenente ad altre Amministrazioni;
* Ciò che è differente da Stato è Stato esterno,
ossia appartenente ad altri Stati.
Quindi, il sistema non solo interagisce al suo interno fra le sue parti, ma, anche, con l’esterno.
QUALI SONO LE REGOLE?
Un sistema necessita di regole per governarsi, cioè di accordi fra gli attori che operano all’interno del sistema. Scopo di queste regole è assicurare il raggiungimento di vari obiettivi strategici che permettano al sistema di essere nello stato di equilibrio. Le regole sono una necessità fondamentale ed essenziale per gli esseri viventi in quanto svolgono la funzione di collegamento fra gli obiettivi e le modalità per raggiungere gli obiettivi. Senza le regole il sistema apparirebbe in non equilibrio. Anzi, la mancanza di regole priverebbe il sistema di ogni ragione di esistenza. Le regole sono la cinghia di trasmissione che da senso agli obiettivi e alle modalità per raggiungerli.
Le regole sono di due tipi:
* Regole non scritte;
* Regole scritte.
Regola non scritta è ad esempio la tradizione. Per tradizione si intende l’insieme di quelle usanze o costumi che ogni generazione passa alla successiva secondo modalità orali. Questa tradizione viene ritenuta positiva dalla comunità in quanto la sua storia, mi riferisco alla tradizione, ha rivelato che è utile. Una tradizione è utile quando permette al sistema di essere in stato di equilibrio e quando assicura la comunità del raggiungimento dei suoi obiettivi. Poiché ha un risultato positivo, essa non va cambiata.
Regola scritta è la norma. Per norma si intende una regola scritta che ha caratteristiche di generalità ed astrattezza avente capacità di determinare un comportamento o un’azione. Essa può essere positiva in quanto autorizza, concede un comportamento, o negativa poiché sanziona un comportamento oppure lo vieta. Non tutte le norme hanno uguale forza. Infatti, esistono le direttive e le raccomandazioni che sono norme dove l’obbligo applicativo è meno evidente e forte. Mentre la tradizione nasce per lo più per caso e si struttura nel tempo, la norma nasce per via di precisi input e viene determinata a seguito di pianificate modalità di definizione, approvazione e applicazione.
Le regole non solo sono o scritte oppure non scritte, ma possono essere di diverso tipo. Nella fattispecie:
* Regole generali,
che riguardano tutti oppure aspetti comuni alla vita di tutti gli
appartenenti al sistema,
Esempio: le norme per acquisire la cittadinanza italiana;
* Regole particolari,
che riguardano solo alcuni od aspetti non comuni alla vita di tutti gli
appartenenti al sistema,
Esempio: le norme per aprire un’attività economica;
* Regole specifiche,
che riguardano l’approfondimento specifico di determinati aspetti,
Esempio: le norme riguardanti le indicazioni tecniche su come si monta
un ponteggio;
* Regole organizzative,
che riguardano gli aspetti organizzativi delle attività poste in essere
dall’uomo,
Esempio: le regole che organizzano il lavoro di un consiglio regionale;
* Regole applicative,
che regolano l’applicazione di norme precedentemente determinate,
Esempio: le norme che hanno facilitato l’applicazione del
decreto “Ronchi” in materia di rifiuti;
* Regole logistiche,
che agevolano l’applicazione strutturale di norme precedentemente
determinate,
Esempio: le norme che indicano precise indicazioni all’effettuazione di
una manifestazione;
* Regole sanzionatorie,
che determinano sanzioni in riferimento alle modalità applicative delle
norme,
Esempio: le regole che determinano le conseguenze dell’inosservanza
della normativa in materia sanitaria.
Un’ultima considerazione, le regole non vanno sottoposte ad una lettura ideologica e politica. Una regola per essere tale non deve avere una connotazione di destra o di sinistra, oppure conservatrice o progressista. Quando le regole sono inficiate da valori ideologici e/o politici perdono, e di molto, della loro capacità di forza. La regola deve essere necessariamente scollegata da valori ideologici di parte in quanto perderebbe in generalità ed astrattezza, le caratteristiche che informano una regola dal punto di vista scientifico e tecnico. Se possiamo fornire una definizione ottimale, la regola è “reale” in quanto trova propria base di vita nella realtà e si occupa degli eventi reali della vita degli esseri umani.
CHI SONO GLI ATTORI?
Gli attori del sistema sono i cittadini di un paese i cui confini corrispondono allo spazio delimitato individuato sopra. Si acquisisce la qualità di attore in due modi:
* Per nascita;
* Per acquisizione di cittadinanza (nel caso di attori non appartenenti
naturalmente al sistema).
Ci sono alcuni aspetti sono da tenere in massima considerazione in riferimento alla figura dell’attore.
Prima di tutto, egli fa parte di un sistema e, di conseguenza, è oggetto di regole che lo accompagneranno per l’intera sua esistenza. Queste regole formeranno i binari del suo agire come attore e variano al variare della crescita intellettuale del medesimo. Le strutture demandate principalmente all’apprendimento delle regole sono la famiglia e la scuole, anche se il gruppo dei simili o il lavoro esplicano la stessa funzione.
Nel corso del suo operare all’interno del sistema, l’attore assumerà delle qualità in parte derivate dall’ambito di vita e in parte sviluppatesi a seconda delle dinamiche della sua esistenza. Queste qualità sono il risultato delle seguenti determinanti:
* Età;
* Dislocazione spaziale,
ossia dove vive o lavora;
* Educazione e formazione;
* Famiglia,
ossia famiglia di origine o propria famiglia;
* Lavoro;
* Mobilità,
ossia la funzione di muoversi;
* Interessi;
* Disponibilità di reddito.
Ma anche la struttura del sistema influisce sulla qualità della condizione dell’attore. Della struttura abbiamo parlato sopra. Infatti si possono ipotizzare due dinamiche:
* Una afferente alla sua operatività in una data struttura,
Esempio: è studente e quindi opera nella società;
* Un’altra afferente al fatto che può cambiare struttura di operatività.
Esempio: un dipendente dell’Amministrazione dello Stato che viene
eletto a una carica elettiva nelle Istituzioni rappresentative.
Il sistema in quanto autosufficiente e tendente, sempre, allo stato di equilibrio determina precise regole per operare in ogni singola struttura e per passare da una struttura all’altra. Queste regole operano:
* Per acquisire una qualità
Esempio: il titolo di laureato;
* Per modificarla,
Esempio: per avanzare gerarchicamente nel proprio posto di lavoro;
* Per cambiarla,
Esempio: per cambiare lavoro o collocazione nel sistema;
* Per annullarla,
Esempio: le norme riguardanti il licenziamento oppure la collocazione
a riposo.
Un ulteriore livello di analisi è rappresentato dal fatto se l’attore agisce da solo o in maniera associativa. Vorrei farvi notare che essendo l’attore inserito nel contesto del sistema esso svolge sempre le sue funzioni in rapporto con gli altri simili. Comunque per un migliore grado di comprensibilità possiamo indicare due modalità operative:
* Modalità singola,
Esempio: svolge il ruolo di insegnante;
* Modalità associativa,
Esempio: fa parte di un’assemblea rappresentativa.
Nulla, pertanto, è dovuto al caso, ma ogni aspetto della vita di un attore è determinata in quanto ogni attore è parte del sistema. Sistema che deve assicurarsi un accettabile stato di equilibrio mediante un corpus di regole. Lo stesso termine attore indica il fatto che la sua specificità risiede nel suo operare in base a precise coordinate.
QUALE LA SUA DINAMICA?
Se leggiamo attentamente le qualità del sistema ci si accorge che possiede un dato di fondo basilare: il moto. Cosa significa questo termine? E’ semplicemente la capacità di un corpo di modificarsi e il risultato di questo continuo divenire dicesi dinamica. Quindi, il sistema è un corpo che si modifica continuamente mediante dei movimenti (moto) detti dinamiche. La nostra attenzione dovrà essere focalizzata sull’insieme della dinamica che il sistema produce.
Prima domanda: a cosa serve la dinamica? Ha una funzione essenziale in quanto è la “condicio sine qua non” che assicura la sostenibilità del sistema. La dinamica è come quella funzione osmotica che permette la vita della cellula. Senza queste continue spinte dinamiche il sistema non avrebbe senso. Rappresenta il continuo divenire del suo essere. E attraverso le regole assicura le condizioni di equilibrio del sistema.
Secondo quesito: quanti tipi di dinamiche esistono. Abbiamo appurato che il sistema è uno spazio delimitato rispetto ad altro spazio e che al suo interno è strutturato in quattro strutture. Da questo si evince che:
* Esiste una dinamica di carattere generale;
* Esistono dinamiche fra lo spazio delimitato e l’altro spazio posto al di
fuori di quello delimitato;
* Esistono dinamiche all’interno delle quattro strutture individuate
(società, politica, istituzioni rappresentative e amministrazione);
* Esistono dinamiche fra le quattro strutture individuate.
Le dinamiche di carattere generale sono quelle che assicurano le regole con cui il sistema è in uno stato di soddisfacente equilibrio. Sono quelle regole che sviluppano gli obiettivi del sistema attivando tutte quelle modalità opportune per il loro perseguimento. Esempio: condizione imprescindibile che il sistema non si dissolva è quella secondo cui chi uccide debba essere perseguito e condannato. Immaginatevi un sistema dove non esiste questa regola di dinamica generale? Il sistema non esisterebbe in quanto è il governo del medesimo che assicura le condizioni del suo equilibrio. Queste regole per essere realmente efficaci devono essere “erga omnes” per consentire al sistema un’ottimale dinamica di carattere generale.
Alla seconda classe appartengono, ad esempio, le dinamiche di relazione fra diversi sistemi. Questo particolare tipo di dinamica sovrintende alle condizione di equilibrio in ambito esterno (o internazionale) del sistema. E’ innegabile che la titolarità di rappresentare il sistema in questo ambito è demandata allo Stato, anche se sono presenti delle dinamiche che sempre di più vedono gli Stati assenti. Infatti, ci sono dinamiche che sono oggetto di relazioni fra strutture singole del sistema con altre strutture consimili appartenenti ad altri sistemi. Le dinamiche di relazione possono essere:
* 1 sistema con 1 sistema;
* 1 sistema con più sistemi;
* 1 sistema con associazioni di sistemi;
* Associazioni di sistemi con associazioni di sistemi.
Le dinamiche di struttura (ne abbiamo individuato quattro: società, politica, istituzioni rappresentative e amministrazione) riguardano quelle endogene, ossia interne all’ambito dinamico di quella struttura. Alcuni esempi vanno estrinsecati:
* Dinamiche riguardanti la società sono quelle rappresentate dalle
modalità per amministrare una azienda oppure per sviluppare
un’iniziativa culturale;
* Una dinamica riguardante la politica è quella rappresentata dalle
modalità per accedervi e ricoprire cariche elettive di partito;
* Una dinamica riguardante le istituzioni rappresentative è quella della
elezione alla funzione di Presidente della Repubblica;
* Dinamiche riguardanti l’amministrazione sono quelle riguardanti il
procedimento di formazione di un atto amministrativo oppure le norme
riguardanti l’avanzamento di carriera.
Ma non esistono solo dinamiche endogene. Esistono dinamiche esogene, ossia quelle dinamiche di relazione fra le quattro strutture individuate in precedenza. Daremo alcuni casi significativi:
* Dinamiche fra nn. 2 strutture: le campagne di informazione dei Partiti
Politici sulla loro attività,
Esempio: Dinamica fra società (struttura di riferimento) e politica
(struttura organizzatrice);
* Dinamiche fra nn. 3 strutture: le elezioni politiche,
Esempio: Dinamica fra istituzioni rappresentative (struttura finale),
politica (struttura di intermediazione) e società (struttura
di riferimento);
* Dinamiche fra nn. 4 strutture: la contrattazione nazionale sui contratti,
Esempio: Dinamica fra società (struttura di riferimento), politica
(struttura di intermediazione), istituzioni rappresentative
(struttura di coordinamento) e amministrazione (struttura di
decisione).
Naturalmente quando avvengono dinamiche esogene le strutture assumono una loro funzione in quanto anche le dinamiche sono soggette a regole ben precise in quanto esse hanno funzioni ben precise.
CONCLUSIONE
Siamo giunti al termine e siamo finalmente in grado di definire lo spazio sociale dell’uomo o sistema.
Lo spazio sociale è quel SISTEMA
dove operano gli ATTORI,
composto da QUATTRO STRUTTURE
(SOCIETA’, POLITICA, ISTITUZIONI RAPPRESENTATIVE e AMMINISTRAZIONE),
in possesso di precise funzioni DINAMICHE
e provvisto di REGOLE.
Da quanto fino ad ora argomentato, si denota che questo spazio sociale, o sistema, è un qualcosa di aperto, reattivo, variabile, mutevole e mai statico. Pertanto, è fatto obbligo a noi tutti di rispettare questo “status” che è il presupposto per una DEMOCRAZIA vissuta, sentita e partecipata. Senza dubbio il sistema ha le sue regole, ma in una democrazia compiuta prima ci sono gli attori e poi le regole. Nel caso contrario il sistema diventa un luogo freddo ove le regole diventano esse stesse attori e variabili indipendenti.