L’Ucraina da diversi anni è una nazione tormentata; il Paese si trova di fronte a un bivio, il quale da una parte indica la sudditanza alla Russia, dall’altra l’autodeterminazione europea
Per capire come un Paese così grande sia arrivato a questa situazione bisogna ritornare indietro al 1932, ai tempi della Holodomor (tradotto: morte da fame), cioè quell’azione politica compiuta da Stalin mirata alla requisizione di ogni scorta alimentare nell’Ucraina Orientale,con lo scopo di sterminare la popolazione ucraina presente in quei territori e di far insediare popolazioni provenienti dalle campagne della Russia.
In questo modo Stalin, con crudele lungimiranza, voleva porre ostacoli alla creazione di un sentimento nazionalista infiltrando nella società ucraina il popolo russo.
L’Ucraina quindi, al giorno d’oggi, si ritrova ad avere una fortissima minoranza di russi nel suo territorio, che al livello elettorale si esprimono votando il Partito Comunista e il Partito delle Regioni.

La loro politica guarda a Mosca, disprezza la Nato e ignora l’Unione Europea.
I loro ideali sono ufficialmente socialisti e comunisti, ma non hanno niente da spartire con partiti come il PSE; i politici di quest’area sono per lo più dei nostalgici che agiscono con l’appoggio dei grandi industriali delle regioni dell’est (una bella contraddizione).
I loro bacini elettorali sono rappresentati dalle regioni dell’est, più vicine alla Russia, persone di etnia russa e di età adulta o anziana.
Dall’altra parte si hanno i partiti filo-europei, la maggior parte dei quali si definiscono di centro-destra.
Il loro bacino elettorale corrisponde a persone provenienti dalle aree ovest del Paese, più vicine a Polonia, Ungheria e Slovacchia, soggetti cattolici o ortodossi praticanti, di età media, che parlano la lingua ucraina.

Due idee politiche diverse corrispondono anche a due modelli economici diversi: l’est, ancora legato all’industria pesante, alle miniere; l’ovest più caratterizzato dalla piccola-media impresa, dal turismo nascente non per forza legato ai turisti russi e al mare, dallo stretto commercio con l’Europa centrale.
Le soluzioni al questa situazione?
Nella società ucraina circolano diverse idee: separazione dell’Ucraina in due parti, compromesso fra le parti sulla neutralità del Paese rispetto ai due blocchi.
Quella che però sembra la soluzione più praticabile è proseguire quel lungo percorso di creazione di un’anima nazionale che l’Ucraina ancora non possiede (visto che è indipendente solo dal 1991); chiaramente è un processo lungo che non risolve niente nel breve termine, ma in ogni questione che nella storia ha riguardato la conciliazione di due etnie, nessuno ha mai trovato soluzioni migliori.
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