Lo sciatore

In Val Gardena grande affluenza di disoccupati
di Adriano Todaro - mercoledì 4 gennaio 2017 - 2585 letture

Se avete una figlia che non trova lavoro oppure un figlio che, malgrado si sia laureato, non lo assume nessuno neppure a spostare cassette alla Coop, non piangete sulle vostre disgrazie. Se voi stessi avete perso il lavoro, fatevene una ragione perché c’è sempre qualcuno che sta peggio di voi.

Un richiedente asilo? Un bambino di Aleppo? Ma va! Chi sta peggio di voi è italianissimo e, nel recente passato, ha avuto responsabilità molto alte, addirittura è stato presidente del Consiglio dopo aver partecipato alla Ruota della Fortuna di Mike. Ma si sa, la fortuna è cieca mentre la sfiga ci vede benissimo e allora la sfortuna si è accanita su Matteo e, recentemente, anche sull’altro apostolo, Luca. Comunque è di Matteo che vi volevo parlare perché quando lo vedo, ho una grande pena nel cuore.

Una pena che mi attanaglia non solo il cuore ma anche le viscere. Vedere un giovane che non ha nulla da fare, che scorrazza con il carrello della spesa nel supermercato Coop di Pontassieve fa molto male. Lui che era ascoltato, fino a poche settimane fa, come fosse un profeta biblico attorniato dai bardi di turno, ora è disoccupato e non sa come tirare sera. Chi ha perso il lavoro, così dicono gli studi, sono sopraffatti dalla depressione, una malattia che può portare fino al suicidio.

In realtà noi non vorremmo mai leggere che Matteo si sia ammazzato. Non sarebbe giusto prima di tutto per le responsabilità che ha con la propria famiglia. E poi ci sono tante cose da fare, anche se sei disoccupato. Magari andare a lavare quell’aereo che Matteo ha fortemente voluto e che non ha mai volato. Noi, per farlo contento, l’abbiamo acquistato e ora dovremmo rivenderlo. Nei fatti non lo vuole nessuno e c’è restato sul gobbo, nostro. Poi potrebbe andare a fare il volontario alla Croce rossa di Rignano oppure, ancora, con una piccola raccomandazione del Poletti cazzate perfette, a scaricare frutta nei supermercati Coop.

Ci sarebbe anche da chiarire quella piccola questione del Monte dei Paschi, del tempo che ci ha fatto perdere e delle conseguenze. E le conseguenze sono che ogni italiano dovrà sborsare circa 300 euro per salvare la banca di Siena. Noi, quei soldi, li tiriamo fuori volentieri pur di non far andare in depressione il democristiano da oratorio che, pur non eletto, ci ha comandato. E, intanto che ci siamo, chiariamo anche il ruolo di papà Tiziano, di un paio di generali dei carabinieri, delle numerose casseforti e cosucce varie.

Se il carrello della spesa è pieno, il telefono è muto. Non gli telefona più nessuno, neppure Angelino che rompe sempre le palle a tutti. Non un tweet, non una slide. Anche Jim Messina se n’è ghiuto e ha lasciato Matteo nell’orgogliosa povertà del disoccupato. La frangetta più intelligente del Parlamento, quando lo incontra, fa finta di non vederlo, Francesco inteso Bonifazi non lo chiama per paura che gli chieda soldi mentre il Migliore pensa di dichiarare all’Ansa che lui era “diversamente renziano”.

Insomma, un grande casino e, per Matteo, una grande delusione. Come Cincinnato si è ritirato in provincia non ad arare e coltivare la terra ma alla Coop a fare la spesa. Aspetta tempi più propizi e mentre attende questi tempi deve però pagare la luce elettrica, il gas, la scuola dei figli, fare la spesa. Insomma, ha parecchie scadenze al punto che Agnese s’è incazzata e l’ha messo davanti ad un aut aut: “Trovati un lavoro, perché solo con il mio stipendio non possiamo campare”. E, per fortuna che c’è lo stipendio di Agnese che prima era precaria, ma ora ha una cattedra fissa grazie alla chiamata diretta, come prevede il capolavoro della Giannini, la Buona Scuola. E dove insegna? A Firenze, naturalmente. E com’è che 150 docenti fiorentini sono stati trasferiti in altre regioni? Boh, che cacchio ne so io? Sarà stata più brava e fortunata degli altri, non certo perché moglie del presidente del Consiglio mai eletto.

Comunque per Natale una stellina ha voluto appoggiarsi sul capino di Matteo ed è arrivato un anticipo della Feltrinelli per un libro che Matteo sta scrivendo sulla sua esperienza governativa e non solo. Dovete pazientare perché fino a febbraio non uscirà. Gli anticipi servono e così Matteo ha potuto non farsi tagliare la luce, il gas, acquistare dei modesti regali per i figli e per l’insegnante di ruolo Agnese. Poi, preso dall’entusiasmo, ha caricato tutti in macchina, ha preso giacca a vento e sci ed è partito per la Val Gardena Dopo tanto lavoro è andato a rilassarsi sui campi di neve. E’ dura la vita del disoccupato, magari fermo per ore ad attendere lo skilift. Nell’attesa si è fatto fotografare con altre due disoccupate, due ereditiere.

E a proposito della Feltrinelli facevo una riflessione. Le stagioni non sono più quelle di una volta, il prosciutto è sempre più immangiabile, il prezzo delle cocuzze aumenta, una volta la giuggiulena doveva riposare per ore e invece ora la fanno essiccare con le macchine, e non c’è più neppure l’ora esatta della Rai. Insomma tutto cambia. Anche la Feltrinelli. Povero Giangiacomo che voleva far saltare i tralicci con la dinamite e finanziava i Gap. Ci potevamo mai aspettare che un giorno gli eredi di Giangiacomo, diventassero gli editori di un democristiano?

D’altronde qua a schifio finiu. Se Mattarella riceve al Quirinale, con tutti gli onori, un personaggio “con una naturale capacità a delinquere” perché mai Feltrinelli non potrebbe editare i libri del Boy Scout con i Nei?


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