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Live report: “Slint performing SpiderLand”

Dopo quattordici anni gli Slint tornano sul palco ed eseguono tutto “SpiderLand”, l’album che nel 1991 ha inventato un nuovo genere: il post-rock. Vi raccontiamo una delle due date italiane del gruppo americano, quella bolognese, dove per un’ora siamo stati immersi in trame strumentali inquietanti e incursioni sonore violente. A fine articolo il racconto fotografico.

di Tano Rizza - mercoledì 30 maggio 2007 - 4322 letture

Ascoltare tutto “SpiderLand” dal vivo è tranquillamente equiparabile a seguire una lezione universitaria, argomento: dalle origini del post rock ai giorni nostri. Docenti gli Slint. Dopo quindici anni dall’uscita di SpiderLand, album storico e innovativo, gli Slint si riassettano in formazione, e danno sano esempio di come il post rock va interpretato.

All’Estragon di Bologna abbiamo seguito il loro live, una delle due date italiane della reunion degli Slint, e per un’ora, siamo stati immersi nelle trame strumentali inquietanti e cupe provenienti da quella che era stata battezzata la “scena di Louiseville”, scena che gli Slint condividevano con un’altra band di spessore: i Tortoise.

Per chi conosce “SpiderLand” è facile immaginare un live di questa portata, e chi conosce quest’album spesso lo conosce a memoria, traccia per traccia. Per chi, invece, non ha idea di che cosa contiene “SpiderLand” la cosa si fa più difficoltosa, perché non è assolutamente facile riportare, in un report, le sensazioni e le emozioni che sono capaci di evocare gli Slint, sopratutto dal vivo.

Breve riepilogo. Slint si forma nel 1981 per iniziativa del chitarrista Brian McMahan e del batterista Britt Walford. Nel 1984 entra nella band David Pajo e il suono inizia a (in)definirsi. Nel 1987 su di loro si concentra l’attenzione di uno dei padri dell’indie rock: mr. Steve Albini, personaggio che non ha bisogno d’eccessive presentazioni. Danno alla luce “Tweez”, e il suono degli Slint diventa di getto più pesante. Albini capisce che Slint ha buone potenzialità e un’attitudine nuova, tutta da sviluppare. Passano due anni è danno alle stampe “undtitled EP”, l’ingegnere del suono è sempre Albini. Ma il capolavoro lo partoriscono nel 1991, “SpiderLand” esce sotto l’etichetta “Touch and Go”, che è sinonimo di qualità certificata. È uno spartiacque, con quest’album nasce un genere: il post-rock. Devastano con il loro suono ciò che rimaneva del rock, del punk e dell’hardcore, e inaugurano un nuovo modo di utilizzare gli strumenti. Da allora band provenienti da ogni angolo del mondo hanno inserito nelle loro influenze sonore gli Slint.

Ma, la band dopo quest’album non suona più assieme per almeno quattordici anni, i componenti del gruppo seguono percorsi separati andando ad alimentare le fila di band come Tortoise, Palace, e the For Carnation, ma i binari sono destinati ad incrociarsi, inevitabilmente.

Arriviamo ai giorni nostri. “Slint performing SpiderLand”, è il nome del tour mondiale che vede, nuovamente, e finalmente, assieme questa band. Il loro live all’Estragon ha ripercorso, traccia per traccia, “SpiderLand”, ma anche due brani del loro EP, e regalato ai presenti una chicca, un nuovo pezzo che fa presagire una nuova svolta nel suono degli Slint.

Brividi per un ora, il suono rude e al contempo puntuale e ricercato s’innesta nei cervelli dei presenti, e ogni singola nota è ripresa e ripercorsa con puntualità spiazzante, la tensione e la concentrazione al suono degli Slint è impressionate. La chitarra tagliente e spezzata, il basso morbido e cupo, la batteria che pare poter saltare in aria in ogni istante, la voce rauca e insistente di McMahan, il live degli Slint non è evento quotidiano né normale, il suono è quello dei padri fondatori del post rock, il muro sonoro che sono capaci di tirar su non è indifferente. Gli assenti all’Estragon non sono giustificati, per chi ama queste sonorità essere sotto il palco il 28 Maggio era un dovere, oltre che una necessità.


Il racconto fotografico: Slint live all’Estragon@Bologna 28 Maggio 2007












altre foto su: http://tappetivisivi.blogspot.com/


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