Litigi e dimissioni a RAI SPORT

Accrediti in Ucraìna: due giornalisti rientrati in Italia – Giornalista americano arrestato in Russia – Cosa leggono i nostri parlamentari? – Su Radio e Tv i più visibili sono Meloni e Macron – Abbinamenti fra quotidiani – Garante blocca ChatGPT – Rinasce l’agenzia AgiPress.

di Adriano Todaro - mercoledì 5 aprile 2023 - 1672 letture

COSA LEGGONO I PARLAMENTARI – Secondo i nostri parlamentari, i siti d’informazione che utilizzano maggiormente e ritenuti più affidabili sono Il Sole 24 Ore, Ansa, Sky TG24 e i TG Rai. Sono i risultati di una ricerca effettuata da Quorum/YouTrend su un campione di 41 parlamentari, rappresentativi per sesso, fascia d’età, area di provenienza, ramo del Parlamento e gruppo parlamentare. Sole 24 Ore e ANSA sono i media italiani considerati più affidabili. Appena dietro troviamo i telegiornali nazionali della Rai e Sky TG24. I telegiornali del servizio pubblico (TG1, TG2 e TG3) sono anche i più seguiti fra i TG tradizionali. L’86% dichiara di averli visti almeno una volta nell’ultima settimana, un dato superiore a quello dei TG regionali Rai (77%) e dei telegiornali Mediaset (75%). Sky TG24 è invece in testa fra i canali all-news (83%), distanziando RaiNews24 e TgCom24. Il Sole 24 Ore è il giornale cartaceo più consultato dai parlamentari. Seguono il Corriere della Sera (87%, il più consultato dai parlamentari dell’opposizione), Il Foglio (84%) e le rassegne stampa (76%). Il Sole 24 Ore vince anche la sfida del web, con l’87% dei parlamentari intervistati che ha visitato il sito della testata. Seguono l’Huffington Post (82%) e Corriere della Sera (75%). In questa classifica la prima agenzia di stampa è l’Ansa (64%). I social media più utilizzati per informarsi sono Whatsapp e Facebook, consultati rispettivamente dal 100% e dal 98% dei parlamentari. Restano più indietro Instagram (87%), Twitter (80%) e soprattutto TikTok (21%).

GIORNALISTA ARRESTATO IN RUSSIA – Evan Gershkovich, giornalista americano del Wall Street Journal, è stato arrestato a Ekaterinburg con l’accusa di spionaggio. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Interfax. Secondo la ricostruzione del Washington Post, il giornalista sarebbe stato prelevato da agenti della sicurezza mentre era in un ristorante e caricato su un minivan. L’Fsb, il Servizio di sicurezza federale russo, ha spiegato di aver fermato «le attività illecite del cittadino statunitense Gershkovich Evan, classe 1991, corrispondente da Mosca del quotidiano americano The Wall Street Journal, accreditato presso il ministero degli Esteri russo, sospettato di spionaggio a vantaggio del governo americano». Gershkovich, i cui genitori vivono negli Usa ma sono originari dell’ex Unione Sovietica, ha 32 anni e parla russo. Prima di essere assunto al Wsj aveva lavorato per l’agenzia Afp e per la testata russa in lingua inglese Moscow Times. Una serie di testate internazionali si sono espresse affinché il giornalista sia liberato. Fra i firmatari, il New York Times, il Washington Post, Time, la Bbc, la Cbs, il Financial Times, Euronews, l’Afp oltre a SkyTg24.

PIÙ VISIBILI MELONI E MACRON – I personaggi con maggiori visibilità su radio e Tv italiane, nell’ultima settimana di marzo, sono Giorgia Meloni e il presidente francese Emmanuel Macron. È quanto afferma una indagine di Mediamonitor.it. Dalla mezzanotte di martedì 21 alle 12 di lunedì 27 marzo, gli argomenti più ricorrenti sulle nostre emittenti radio-televisive. Meloni ottiene 1.774 citazioni, Macron, la cui riforma delle pensioni ha scatenato un’ondata di proteste e scioperi selvaggi in Francia, circa un centinaio in meno (1.647); entrambi staccano nettamente la segretaria del Pd Elly Schlein, medaglia di bronzo con 675 menzioni. In quarta posizione Francesco Pio Maimone (552), il diciottenne vittima di un assurdo delitto a Mergellina, seguito da Vladimir Putin (511), alla ribalta per la partnership siglata con il leader cinese Xi Jinping e da papa Francesco (451). Le dichiarazioni sui migranti e sui 16.000 bambini ucraini rapiti da Mosca valgono a Ursula von der Leyen il settimo posto (380); la presidente della Commissione Europea precede il ct della Nazionale di calcio, impegnata nelle qualificazioni per Euro 2024, Roberto Mancini (373) e il presidente Sergio Mattarella, intervenuto a Casal de Principe nella giornata in onore delle vittime della mafia e, a Roma, nella commemorazione dell’eccidio delle Fosse Ardeatine (331). Il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, chiude con 306 citazioni la classifica di Mediamonitor.it.

LITIGI A CASA RAI SPORT – Lunedì 27 marzo scorso, Alessandra De Stefano ha rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico di direttrice di Rai Sport. La motivazione è «per motivi personali». In realtà, secondo il Foglio, la decisione della giornalista sarebbe stata motivata a causa delle critiche ricevute per le sue scelte editoriali e la «pressione subita per il format sull’ultimo Mondiale di calcio, definito un flop». Il Foglio ricorda che la giornalista si era sfogata sul suo profilo social definendo «i giornalisti di carta stampata il nulla». Inoltre la redazione di Milano si considerava trascurata rispetto a quella romana e la richiesta di Enrico Varriale di tornare in Rai sembra aver peggiorato il quadro. Varriale era stato sospeso in seguito al procedimento giudiziario che lo vede coinvolto in un caso di stalking ed è in causa con l’azienda. Alessandra Di Stefano, classe 1966, era dalla fine del 2019 che dirigeva Rai Sport. È stata la prima donna a dirigere una redazione sportiva della Rai e a condurre “Il processo alla tappa”, lo storico programma ideato da Sergio Zavoli.

ABBINAMENTI FRA QUOTIDIANI – Dall’inizio di aprile, al prezzo di 1,50 euro, il Corriere dell’Umbria sarà venduto in abbinamento alla Gazzetta dello Sport. Non è certo una notizia strabiliante perché, da tempo, molti quotidiani locali sono venduti in abbinamento con testate nazionali. Il fatto è che, sempre dall’inizio di aprile, La Nazione viene venduta in abbinamento a Tuttosport a 1,70 euro e il Messaggero con Corriere dello Sport a 1,40 euro. Il tentativo è quello di contrastare il rilancio del Corriere dell’Umbria dopo che è passato di proprietà, dalla Tosinvest al Gruppo Polidori (Cepu, Scuola Radio Elettra, eCampus e altri).

ACCREDITI SOSPESI A ITALIANI – Continua la vergognosa vicenda del ritiro degli accrediti ad alcuni giornalisti italiani da parte delle autorità di Kiev. Ne davamo conto il 22 febbraio scorso in questa rubrica quando a 8 freelance italiani sono stati ritirati gli accrediti, indispensabili poter svolgere il proprio lavoro perché senza accrediti non puoi girare liberamente e raccontare la guerra. Una ritorsione perché l’accusa sembra essere quella che gli otto reporter siano dalla parte dei russi e sospettati di collaborazionismo con Mosca. Ora si apprende che un accredito è stato sbloccato. Riguarda il giornalista Salvatore Garzillo che non era ancora entrato in Ucraìna. Andrea Sceresini e Alfredo Bosco, invece, hanno atteso settimane di poter essere ascoltati dagli agenti dello Sbu (Servizi di sicurezza), ma senza risultati. Così erano stati costretti a rientrare in Italia. Noi, a Kiev diamo soldi e armi. Loro impediscono ai nostri giornalisti di poter svolgere il loro lavoro: quello di informare. Quelli bravi non hanno nulla da dire?

ChatGPT BLOCCATO DAL GARANTE – Il Garante della Privacy, Pasquale Stanzione, ha disposto, con effetto immediato, la limitazione provvisoria del trattamento dei dati degli utenti italiani nei confronti di OpenAI, la società statunitense che ha sviluppato e gestisce la piattaforma. Si tratta di ChatGPT, il più noto tra i software di intelligenza artificiale relazionale in grado di simulare ed elaborare le conversazioni umane. La motivazione del provvedimento è soprattutto relativo alla mancanza di una informativa agli utenti i cui dati vengono raccolti da OpenAI, ma soprattutto l’assenza di una base giuridica che giustifichi la raccolta e la conservazione massiccia di dati personali, allo scopo di “addestrare” gli algoritmi sottesi al funzionamento della piattaforma. Altro importante punto riguarda la mancanza di un filtro per la verifica dell’età degli utenti.

RINASCE AGIPRESS – AgiPress è stata una storica agenzia di stampa nata a Firenze nel 1967 e iscritta in Tribunale nel 1974. Ora rinasce online grazie all’acquisto da parte di Francesco Canosa proprietario di una società di comunicazione con sede a Firenze. Alla guida di AgiPress Francesco Carrassi (direttore) e Marcello Mancini (condirettore). Fra i collaboratori, Massimo Sandrelli (ex Repubblica) e il docente Ranieri Ruzzante. La pubblicazione di lanci e notizie avrà cadenza quotidiana.


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