Linea Noto - Calabernardo - Pachino

La tratta ferroviaria in questione, messa fuori esercizio dalle Ferrovie dello Stato, è fra le poche in Sicilia a non essere stata ancora privata dei suoi binari...
di Morris Bober - mercoledì 15 dicembre 2004 - 10921 letture

La tratta ferroviaria in questione, messa fuori esercizio dalle Ferrovie dello Stato, è fra le poche in Sicilia a non essere stata ancora privata dei suoi binari. Essa ha pertanto attirato l’attenzione del Comune di Noto che ne ha previsto l’utilizzo a fini turistici, riattandola e facendola percorrere da un piccolo treno passeggeri, quanto meno fino alla zona di Vendicari, che costituisce una delle più importanti aree umide dell’Isola, protetta da apposita Riserva e affidata in gestione al Corpo Forestale della Regione Siciliana.

Non volendo deludere le aspettative per la creazione di una pista ciclabile con analogo percorso, il predetto Comune ha in corso un progetto esecutivo che prevede sia la riattivazione della ferrovia, sia la creazione a fianco del binario di una pista per il transito pedonale e ciclabile, per il primo tratto che dalla Stazione di Noto, posta ad una quota di 64 metri s.l.m., scende fino a mare in corrispondenza della località balneare di Calabernardo e giunge a Lido di Noto, altra località balneare nei pressi dell’importante sito archeologico di Eloro.

Per il successivo tratto da Lido di Noto a Vendicari, lo stesso Comune ha in corso di redazione un progetto preliminare. Per il terzo segmento, che da Vendicari porta a Pachino, facente parte del territorio comunale di quest’ultimo centro, non esiste ancora alcuna ipotesi di utilizzo. Si tratta anche in questo caso di un percorso di notevole interesse paesaggistico, in quanto esso corre a breve distanza da una spiaggia di particolare bellezza, e già esistono lungo il tracciato diverse strutture ricettive a conduzione familiare (località Fattoria San Lorenzo), mentre altri posti letto si possono creare, ristrutturando la Stazione di San Lorenzo lo Vecchio.

Notevole interesse riveste la piccola località marinara di Marzamemi, nota per la sua tonnara e per una caratteristica piazza più volte utilizzata a scopo cinematografico. Si fa presente che il tratto da Calabernardo a Pachino potrà costituire un importante segmento della Ciclopista del Sole.


Rispondere all'articolo - Ci sono 4 contributi al forum. - Policy sui Forum -
> Linea Noto - Calabernardo - Pachino
23 dicembre 2004

BELLA NOTIZIA ANZI DIREI FANTASTICA!!!! SE SI CONSIDERA CHE RIATTIVARANNO ANCHE LA FERROVIA ALCANTARA - RANDAZZO DIREI CHE STIAMO ATTRAVERSANDO UN MOMENTO EPOCALE PER LO SFRUTTAMENTO TURISTICO DEI LUOGHI TRAMITE FERROVIA.
    FERROVIA ALCANTARA RANDAZZO
    10 gennaio 2005

    Spero anch’io che attiveranno la linea ferroviaria Alcantara-Randazzo, così almeno non solo ci saranno più turisti, ma sfrutteranno tutti i miliardi spesi nel 1994 per rimodernizzarla. P.S. chi ti ha detto che la riattiveranno? CIAO!!
> Linea Noto - Calabernardo - Pachino
23 gennaio 2005, di : davide tricomi

Alcantara-Randazzo - la tratta ferroviaria tornerà a rivivere.

La ferrovia dismessa Alcantara-Randazzo, che qualche decennio addietro collegava il versante nord-ovest dell’Etna al mar Jonio, toccando Taormina e Giardini Naxos, sarà nuovamente utilizzabile soprattutto a fini turistici. La Regione, infatti, ha emesso una nota informativa di un protocollo d’intesa tra gli assessorati al Territorio e Ambiente, al Turismo e Trasporti, alla Cooperazione e ai Beni Culturali, con le province di Catania e Messina, con il Parco Fluviale dell’Alcantara e Trenitalia. L’accordo è finalizzato ad un progetto di valorizzazione e riutilizzo della ferrovia per uno sviluppo eco-turistico della Valle dell’Alcantara e di una fruizione sostenibile del territorio del Parco ricadente nelle province di Messina e Catania. Indubbiamente, e come da anni sostenuto da più parti, la conversione della ferrovia offrirà molti vantaggi: una accessibilità alternativa del territorio, il miglioramento del marketing territoriale derivante dall’utilizzo di un treno d’epoca che attraverserà ambienti integri, paesaggi e siti naturali, esercitando una forte attrattiva turistica, la possibilità di recuperare e valorizzare il patrimonio storico-architettonico di manufatti, opere e fabbricati della linea ferroviaria dismessa, con la possibilità di usarli come musei e centri espositivi dei prodotti tipici locali. Nel progetto, inoltre, è prevista la possibilità di interconnessione con la Ferrovia Circumetnea, in maniera da realizzare un grande circuito ferroviario dei due Parchi dell’Etna e dell’Alcantara di rilevante interesse turistico. il progetto esecutivo per l’opera dove essera pronto ento 6 mesi dal giorno d’insediamento del tavolo tecnico che si e’ insediato il 20.01.2005 tale progetto portera’ anche a trovare le vie di finanziamento per l’intero importo che per la ristrutturazione della linea dei fabricati e la costruzione della stazione d’interscambio con la circumetnea e’ di 70 milioni di euro all’operazione vuole partecipare attivamente la ferrovia circumetnea. meglio di così per il futuro di questa linea non potevamo aspettarci. ora dobbiamo solo attendere che i lavori vadano a buon fine.

> Linea Noto - Calabernardo - Pachino
4 giugno 2005

Una legge dello Stato (la 366/98)prevede che "i sedimi delle ferrovie dismesse debbano essere prioritariamente convertiti in piste ciclabili".

Gli esempi di cicloturismo di grandissimo successo realizzati in tutto il mondo sono facilmente visionabili sul web. Il cicloturismo, peraltro, e’ un settore ricco oltre che rispettoso della natura.

Purtroppo, invece, gli esempi di ferrovie e trenini cosiddetti turistici, tranne casi veramente particolari - sui quali si puo’ serenamente discutere - non possono avere successo, anche perche’ la domanda di natura e di percorsi a piedi o in bici e’ estremamente superiore in tutto il mondo.

Basta sostare mezza mattina alla pro loco di Noto per sentire i turisti stranieri chiedere come arrivare A PIEDI al mare, non rinchiusi in alcuna scatoletta a motore (ne’ bus, ne’ treno).

E pensare che con tale legge, proprio la Noto - Vendicari ebbe un grosso finanziamento, grazie all’informazione e alla sensibilizazione che dal 1995 una associazione di appassionati ciclisti catanesi svolgeva - mediante l’invio di relazioni e brochure - nei confronti dei comuni siciliani i cui territori erano attraversati da ferrovie dismesse. E grazie alla veloce comprensione dell’Amministrazione allora in carica.

Basterebbe girare un po’ sul web per vedere il business costituito dagli itinerari ciclabili. Ma siamo in Italia: i progettisti sperano di lucrare sul progetto supermiliardario (non fatevi ingannare: non si "puo’ rimettere il treno" dove non corre da anni, occorre RIFARE la linea integralmente e secondo le norme vigenti, con costi elevatissimi: SFIDO chiunque in un pubblico dibattito a sostenere il contrario); le Ferrovie sperano di lucrare vendendo sedimi di linee che non hanno saputo mantenere economicamente attive e che hanno ricevuto in grazioso regalo da uno Stato pasticcione (solo?).

Uno Stato che ha ceduto ad una presunta Spa (dove i dirigenti continuano a prendere lo stipendio sicuro giocando a fare gli imprenditori con un capitale avuto in regalo...) un patrimonio che apparteneva agli italiani (perche’ era pubblico ed era stato costruito con le tasse) e NON allo Stato stesso (avrebbe dovuto vendere il materiale rotabile, NON l’armamento!).

Le stesse ferrovie che quando devono vendere a qualcuno una linea che esse considerano iservibile sostengono che mantenere una linea in esercizio "non costa poi tanto"...

Insomma, il solito pasticcio pastasciuttaio italiano, dove qualcuno e’ convinto che "mangiare e bere sul treno turistico, di tanto in tanto affacciarsi dal finestrino esclamando "che bello" o meglio scendere per comprare provola locale" sia quanto voglia "il turista".

Risultato tutto italiano: avremmo potuto avere una favolosa greenway gia’ in esercizio, con il "rischio" di vederci passeggiare su milioni di persone all’anno (milioni, si: andate ancora a farvi un giro nel web e vedete quanta gente va per luoghi molto meno interessanti della nostra Sicilia) e invece niente!

E sara’ ancora niente per molto. Dove navigare un po’ per farsi una idea della faccenda? Cominciare con: railtrail.org, fiab-onlus.it, greenways.it, montainbikesicilia.it

Infine: il tono e’ polemico, lo so, chiedo scusa se faccio di tutto un fascio, perche’ sicuramente sono ingiusto verso molti.

Ma avere finanziamenti per opere importanti e innovative per il territorio, lasciarli languire e forse perderli mi sembra tanto gattopardiano e di questa ulteriore riprova del gattopardesco "che tanto nulla cambia" non ne avevamo proprio bisogno.

Giampaolo Schillaci MontaInbike Sicilia info@montainbikesicilia.it

    > ferrovia alcantara - randazzo
    16 agosto 2005, di : davide tricomi

    non credo che una linea come l’alcantara - randazzo vada trasformata in pista ciclabile...(sono un ciclista ed a me piacciono le piste ciclabili ma questa linea puo’ dare ancora tanto come ferrovia), tale linea passa a 10 metri dall’ingresso principale delle gole alcantara dove ogni giorno entrano centinaia di turisti, il treno farebbe comodo. poi ho molti amici nella valle che sperano di rivedere il trenino perche di pulman c’è nè sono pochi tre al giorno se non hai la macchina non ti puoi muovere nella valle alcantara. e poi diciamlo chiaro l’alcantara - randazzo e’ stata fatta morire con orari assurdi,a suo tempo, faceva comodo a qualche autolinea in accordo con le ferrovie...a chiudere la tratta se come sembra, dalle ultime notizie apprese direttamente dalla circumetnea (si aspetta di inserire il progetto nella futura finanziaria) cominceranno presto i lavori di recupero, anche perche r.f.i. ha dato il via libera per la gestione della linea da parte della f.c.e. ciao a tutti...
    > Percorsi ciclabili e pedonali negli iblei
    18 agosto 2005, di : Ulisse |||||| Sito Web: Pachino Promontorio

    Ringrazio Giampaolo,per avere introdotto,con pertinenza e pregio,una discussione gattopardiana...dove le trazzere e tratturi e muri a secco segnano il passo di un pregevole territorio che è raffigurabile nell’area vasta degli Iblei, che ricomprende le provincie di Siracusa e Ragusa.Ma per pertinente estensione andrebbe allargato al territorio regionale della Sicilia.Se alcuni anni fà era stato formato un ufficio regionale delle Trazzere, sarebbe cosa sacrosanta, e al passo con i tempi, di progettare, ripristinando le vie di comunicazioni esistenti dismesse( strade e ferrovie) e le antiche trazzere: un progetto regionale di piste ciclabili e percorribili a piedi capace di creare un circuito interno fra le masserie,feudi e casali che in Sicilia si aggirano intorno al numero di 5.000. Recentemente, il Prof.Leonardo Urbani, della Facoltà di Architettura di Palermo, ha presentato un progetto che ha l’obiettivo di recuperare l’ingente e considerevole patrimonio storico agrario della Sicilia interna. Con l’auspicio di potere vedere presto,gattopardianamente,un progetto complessivo, magari promosso e presentato dagli amici della bicicletta siciliana, vi invio un cordiale saluto,Spiros
Ma quale isola ?
5 giugno 2005, di : Tor Romeo

Ottimo ! Bisogna riabilitare le ferrovie della regione affinché possiamo avere un buon sviluppo territoriale, usando mezzi terrestri, visto che i porti non hanno un buon piano di controllo al sud, eccetto Napoli. Sia le ferrovie che le autostrade sono importanti come infrastrutture. Però a noi importa solo quelle del meridione (soprattutto le regioni Calabria e Sicilia), tanto sappiamo che nelle grandi isole propriamente dette (sardegna, elba, pantelleria, lampedusa, capri, ischia, ponza) non ci sono ferrovie particolari, o non ce ne sono affatto, e neppure autostrade. Lasciamo perdere le isole, che a noi non ci frega nulla, invece preoccupiamoci per il nostro bel paese da nord a sud, da Trieste a Palermo. Per il resto provvederà iddio. C’è un proverbio che dice "aiutati che dio ti aiuta". In fiducia, so che la nostra regione ha già messo in atto dei piani per uno sviluppo radicale dei trasporti. Ciao wagliò !