Sei all'interno di >> :.: Culture | Teatro |

Lighea di Giuseppe Tomasi di Lampedusa con Massimo Venturiello

Con la celebrazione del 50° anniversario della morte di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e la messa in scena del suo racconto Lighea, scritto nel 1957 dopo Il Gattopardo e pubblicato postumo, è partita domenica 15 luglio la 3^ edizione di Latomiarte 2007, la rassegna che si svolge nella suggestiva cornice della Latomia dei Cappuccini a Siracusa
di Donatella Guarino - sabato 21 luglio 2007 - 10227 letture

Con la celebrazione del 50° anniversario della morte di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e la messa in scena del suo racconto Lighea, scritto nel 1957 dopo Il Gattopardo e pubblicato postumo, è partita domenica 15 luglio la 3^ edizione di Latomiarte 2007, la rassegna che si svolge nella suggestiva cornice della Latomia dei Cappuccini a Siracusa, sotto la direzione artistica di Francamaria De Monti. Come in passato la manifestazione è organizzata dall’associazione Italia Nostra - di cui è Presidente Lucia Acerra - e patrocinata dal Comune di Siracusa, dall’Assessorato al Turismo, Comunicazione e Trasporti della Regione Sicilia e dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa.

Lighea, racconto conosciuto anche con il titolo de Il professore e la sirena, è stato uno spettacolo riuscitissimo. Più volte rappresentata in passato – all’Istituto di Cultura a Parigi, e poi ad Ancona e a Roma – questa favola “sospesa tra umano e divino, mortale e immortale, animalità e divinità trova qui nella Latomia il posto ideale per essere rappresentata” ha affermato Massimo Venturiello, regista e attore dello spettacolo, “il luogo dove avviene il rapporto carnale tra La Ciura e la sirena”.

Con Venturiello sul palcoscenico i maestri Gianluca Fieni (alla chitarra) e Andrea Amendola (alla viola, violino e tamburo) a dimostrazione che la musica ha assunto un ruolo importantissimo. Il regista dice che ha voluto questo spettacolo così perchè il “testo stesso ha un ritmo interno bestiale. Ora adagio, ora vivace…”; mi dice continuando: “Nel testo di Tomasi di Lampedusa c’è della musica”.

Lighea è la storia del senatore La Ciura, grande intellettuale siciliano che racconta ad un giovane laureato in legge, Paolo Corbera, il suo incontro e la passione provata e vissuta per una sirena che lo ammalia con il suo fascino fino a trascinarlo negli abissi del mare. Il sapore del riccio lo riporta a profumi mai sentiti, ad una precisa vicenda del proprio passato che egli rievoca con tutta la passione di cui è capace. Il luogo ove si svolge la scena è la baia di Augusta, “allora bella, unica, con le onde cangianti”.

Il testo è fortemente allegorico. E molto poetico. Sembra di sentire il canto della sirena. Anzi la sua voce.

Venturiello inizia con alcune citazioni da “Il gattopardo” poi fa la lettura integrale del racconto. E coinvolge i lettori, aiutato anche da una fisicità che contribuisce a rendere piacevole lo spettacolo. La vicenda termina con la scomparsa di La Ciura. La sirena glielo aveva detto: “Quando non ne potrai più mi chiamerai…”. Così, caduto in mare, dell’intellettuale nessuno seppe più niente…


Rispondere all'articolo - Ci sono 2 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Lighea di Giuseppe Tomasi di Lampedusa con Massimo Venturiello
1 agosto 2007, di : Francesco Giuseppe Stereofonico

Bello ma triste questo racconto.

Come se l’amore e il desiderio fossero sfuggenti come quello con una sirena.

Un amore già segnato.

Penso che Tomasi per metafora abbia narrato la storia di una sua tresca con una donna. Più che un amore una scappatella resa aulica dal riferimento mitologico e dal magnifico scenario naturale (ancora oggi pressocchè immutato, conosco quel posto).

Lighea di Giuseppe Tomasi di Lampedusa con Massimo Venturiello
12 agosto 2007

Pensare alla Lampedusa letteraria che ispirò Giuseppe Tomasi, proprio in questo momento in cui a centinai i poveri giungono dall’Africa in cerca di speranza mi pare sinceramente un assurdo.

L’animo umano pur di nascondere la verità spesso si rende capace di queste operazioni.

Giovani di sinistra? Io dico che siete solamente dei vigliacchi assoluti: vi siete trincerati nel culturalismo per non fare più i conti con la vostra coscienza. Ecco perchè alla fine trionfa l’ideale della destra, perchè voi andate alla ricerca di pietre filosofali, mentre sarebbe opportuno rimboccarsi le maniche, anche semplicemente per scrivere la verità, se proprio non si è in condizione di impegnarsi materialmente per essa.