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Libri che parlano di libri: Visto si stampi

Visto si stampi : nove vicende editoriali / Gabriele Sabatini ; premessa di Cesare De Michelis. - Trieste-Roma : Italosvevo, 2018. - 83 p., [V], br. ; 18,8 cm. - (Piccola biblioteca di libreria inutile ; 15). - ISBN 978-88-99028-28-2.
di Sergej - martedì 18 settembre 2018 - 1403 letture

Mai come in questo caso è evidente l’estrema congruità tra libro - il suo contenuto, l’argomento, la sua scrittura - e la veste grafica, il “corpo” in cui il libro è incarnato. La “Piccola biblioteca di letteratura inutile” è una piccola ma preziosa collana della piccola ma preziosa casa editrice ItaloSvevo, che ha base a Trieste e a Roma. Sono libricini stampati su carta Fabriano Palatina (la copertina è su carta Fabriano Fabria Brizzato), venduti intonsi.

Quando un lettore contemporaneo si trova davanti un libro intonso, cioè con le pagine “non tagliate”, subisce in pieno tutto il fascino della retromania. La cosa è voluta, da parte della casa editrice - fa parte dell’empatia, della complicità che si stabilisce tra lettore e casa editrice. Per il lettore però si pone l’inedito problema di “come” tagliare le pagine del libro, visto che in quasi tutte le case odierne sono scomparsi quegli strumenti che un tempo esistevano, e che erano gli spadini tagliacarte con cui qualche bambino probabilmente della mia età ha passato l’infanzia a utilizzare appunto come pugnale per gioco o spada - ma senza farsi accorgere da genitori o parenti adulti perché arma proibita. Non si possono usare, per tagliare le pagine di un libro, delle forbici, occorre un coltello uso cucina, e un po’ di accortezza per evitare tagli maldestri. Ok, io un paio di pagine le ho sbagliate. A mia unica discolpa: ho fatto mentre ero a letto, in posizione non oculata per tale operazione. Pazienza. Dato che ogni libro richiede una particolare procedura di lettura, un rito proprio che rende ogni lettura unica e irripetibile, questa volta ho proceduto di pari passo nella lettura e nel taglio delle pagine man mano che leggevo.

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Visto si stampi, di Gabriele Sabatini - copertina del libro

Sabatini è un giovane “addetto ai lavori” (è nato nel 1983). Lavora come editor da Carocci, fa parte della redazione di giornali e collabora con redazioni varie. Insomma uno che bazzica. Il libricino ha la premessa di Cesare De Michelis - morto di recente -, grande editore italiano (Marsilio) e sfortunato fratello di politici del passato. Piccola casa editrice, argomento da maniaci bibliofili, copertina atipica per il panorama editoriale odierno, giovane autore, premessa di Cesare De Michelis: tutte queste cose mi hanno spinto a acquistare questo libricino. Non avevo letto alcuna recensione prima dell’acquisto, ho fatto una scelta “a scatola chiusa”. Una scatola che ho dovuto poi aprire pagina per pagina, facendomi strada man mano che avanzavo.

Per un maniaco di libri, per uno storico della letteratura, i brevi capitoli del libricino sono davvero preziosi. Vi si parla della casa editrice Longanesi; di Curzio Malaparte, Vasco Pratolini, Piero Chiara, Ennio Flaiano, Vitaliano Brancati, l’immenso Mario Rigoni Stern, il mio amato Giuseppe Berto, Carlo Cassola. Vi si racconta di come nascono certi libri, di come questi libri attraversano - prima di essere stampati - le più diverse vicende, non solo tra le mani dell’autore, ma anche quando giungono fortunosamente o meno tra le mani degli editori. Un libro in bilico tra fascismo e primo dopoguerra, in cui sullo sfondo è la Storia (i bombardamenti, le guerre, le vicende politiche). In poche pagine, con brevi pennellate, Sabatini riesce a volte a ricostruire un ambiente, una atmosfera.

Sono piccole storie, aneddoti, niente pettegolezzi. Alcuni li conoscevamo, altri li abbiamo conosciuti attraverso queste pagine, e di questo ringraziamo Sabatini di cuore.

Il cerchio è quello ristretto dei libri, il mondo interno e stretto del libro; un prodotto industriale destinato all’entertainment - l’intrattenimento: questa realtà del libro che noi poi gonfiamo per farlo diventare pomposamente “cultura” (che alcuni fanno diventare persino con la c maiuscola). Questa cultura cui ci aggrappiamo disperatamente quando la realtà che ci circonda vomita su di noi il consumismo dell’intrattenimento politico, effimero e bugiardo.

Molto bella la scelta grafica di questa collana. In questo caso, la raffigurazione di una pressa cilindrica del 1863. Il progetto grafico è a cura di Maurizio Ceccato e della IFIX.


Sinossi editoriale del libro

Chi ama davvero i libri può avere momenti di grande piacere nel sentire le storie di come alcuni di questi sono nati, sono stati editati, stampati o pubblicati. Soprattutto se ciò accadeva negli anni dell’immediato dopoguerra, all’apice di quello che potremmo definire il rinascimento dell’editoria italiana. Queste storie, in genere sotto forma di voci di corridoio, leggende o pettegolezzi, portano alla luce avventure e misteri che non traspaiono nelle pagine dei loro protagonisti, cioè dei libri una volta che vengono dati alle stampe. Sono qui raccontate le vicende dei libri di Malaparte, Flaiano, Chiara, Pratolini, Brancati, Berto, Rigoni Stern e Cassola e della nascita della Longanesi; tutte storie esemplari di un modo diverso di fare editoria, che ci permettono di leggere i libri forti di una quantità di informazioni che normalmente trascuriamo.


Altre recensioni

Per ulteriori suggestioni o approfondimenti, rimandiamo a questi link di recensioni a questo libro che abbiamo trovato online:

Su «Visto si stampi» l’editing della storia italiana di Gabriele Sabatini / di Antonio Merola

"Visto si stampi": l’eleganza della scrittura misurata di Sabatini in un’ottima veste editoriale / di GMGhioni

Una intervista a Gabriele Sabatini


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